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mercoledì 21 dicembre 2011

Rubrica: Topo di Biblioteca

Bonne soire!

Che triste giorno è oggi T.T Sono in lutto.
Il fumettaio mi ha detto che siccome non andavo da un pò i fumetti che mi teneva da parte li ha rimessi in vendita T.T Tristezza assoluta. Ha tutte le ragioni per farlo, ovviamente, ed io non gliene faccio una colpa ma non avere più la certezza di trovare la serie completa lì mi ha fatto deprimere. Avevo da parte tutto Sailor Moon, alcuni volumetti di Black Butler e se non ricordo male mi stava tenendo da parte anche Card Captor Sakura T.T Tristezzaaaaaaaaaaaaaa. Però ho preso una decisione. Le serie complete non gliele chiedo più, ma le ordino direttamente sul sito della casa editrice così almeno ho il 30% di sconto >.>
Tzè! Per riprendermi sono andata a fare shopping folle da Bottega Verde e ci ho speso 50 euro, 50 euro che non sono andate nelle tasche del fumettaio ù.ù La vendetta è un piatto che va servito freddo su un piatto viola sbrilluccicoso (come il lucidalabbra in edizione limitata che ho preso *-*) ed al profumo di rose (proprio come il bagnoschiuma che ho ricevuto in dono con una spesa minima di 8€ *-*)

Ma basta con i vaneggiamenti e veniamo a noi.
Per due libri che tornano nelle rispettive biblioteche per festeggiare in casa le festività due se ne aggiungono a casetta mia XD Siccome uno dei due è un giallo rimando la sua presentazione a Giovedì per cui oggi questo spazio è dedicato ad un sempreverde natalizio.

Voto:
Titolo: Un canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Traduttore: M. L. Fehr

Editore: Rizzoli (Collana: Bur Extra)
Pagine: 144 Formato: Brossura
Prezzo: 10.00€
Isbn: 9788817045643
Codice bibliotecario: RN 17 DIC

Trama: Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull'equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell’analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge – personaggio che servirà da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano – che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che farà di lui uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi. Questo piccolo, amatissimo libro è un un’opera immortale, capace di mantenere inalterata nel tempo la fragranza della propria magia e del proprio spirito. Lo spirito del Natale, dell’infanzia, di ciò che è buono e rassicurante, ma anche prezioso abbastanza da volerlo proteggere a ogni costo.

Il Canto produce sul lettore – di ogni età, di ogni formazione, di ogni provenienza – una commozione inevitabile e universale. È in questo meccanismo a orologeria, sofisticato e infallibile, che sembra nascondersi il segreto del libro. — Gianrico Carofiglio


L'autoreCharles Dickens (Portsmouth, 1812 – Gadshill, 1870) crebbe nelle difficoltà, lavorò in fabbrica, poi divenne stenografo e fu assunto da un giornale. Nel 1836 esordì come scrittore con Il circolo Pickwick. Tra i suoi romanzi, tutti di grande successo, Oliver Twist, David Copperfield, Nicholas Nickleby, Grandi speranze.

Recensione: Anche in questo caso devo dire che l’edizione che ho presentato nella “scheda” non è quella in mio possesso. Il libro è veramente vecchio e fa parte delle edizioni Paoline, Collana I grandi narratori, che online non ho trovato. Dando comunque una rapida occhiata anche ad altre edizioni presenti in biblioteca le traduzioni non si differenziano più di tanto. Può essere in versione Battello a vapore o in un’edizione un po’ più per adulti, ma il testo è sempre scorrevole e quindi può essere apprezzato sia dai grandi che dai piccini.
E’ un libro che prima o poi tutti dovrebbero leggere, forse oggi più di ieri.
Io non credo ai cambiamenti radicali dall’oggi al domani come succede per Scrooge, ma è l’atmosfera che crea lo spirito del Natale passato e del Natale presente che mi ha fatto apprezzare il libro. E’ un Natale diverso quello di Dickens, un Natale dove il regalo più bello è quello di passare un giorno in piena allegria con la famiglia o gli amici, senza il consumismo sfrenato o letterine di Natale che sfociano in una lista della spesa.
Ma dopo aver letto questo libro devono assolutamente seguire due film. Il primo è A Christmas Carol diretto da Robert Zemeckis nel 2009 e che vede come protagonista Jim Carrey. E’ un film d’animazione realizzato con la tecnica Cattura del movimento e vede il nostro caro Jim interpretare ben 4 personaggi: lo scorbutico Scrooge, il confidente Natale passato, il profetico Natale presente ed il silenzioso spirito del Natale futuro. Tuttavia, forse, il più apprezzato è tutt’oggi il disneyano
Canto di Natale di Topolino che vede nei panni del cattivissimo Scrooge un personaggio che senza di lui non poteva nascere, ovvero Paperon de’Paperoni. Per chi non lo sapesse in inglese il nome del nostro caro Paperon è infatti Scrooge McDuck (anche noto come Uncle Scrooge) e l’avarissimo paperotto è appunto stato creato sul modello di Ebenezer Scrooge.


Buona ninna ^^

venerdì 16 dicembre 2011

Rubrica: Un giovedì in giallo + Recensione Quello che ti meriti di Anne Holt


Buona seeeeeeeeeeeeeeera!

Con sommo ritardo intervengo sul blog questa sera. Come vi avevo annunciato questo spazio è dedicato alla rubrica Un giovedì in giallo che ho scoperto grazie al blog L’albero delle gocciole. L’originale prevede l’aggiornamento sulle novità del genere in questione, quindi su gialli, thriller, etc...Nel mio piccolo ho però previsto una modifica, ovvero ho intenzione di leggere un libro sul tema ogni settimana di modo da presentarlo qui e recensirlo.
Per questo motivo oggi mi ritrovo a postare così tardi, perché dovendo pubblicare una recensione dovevo pur terminare il libro XD Fortunatamente il romanzo di cui voglio parlare oggi è molto scorrevole per cui sono riuscita a leggerlo tutto tra ieri ed oggi perché prima non ho avuto un minuto libero!
Questa prima avventura della rubrica mi fa pensare con nostalgia al divanetto rosso della Dandini perché è proprio grazie a lei che ho scoperto questa scrittrice. Mi è rimasta impressa nella mente da quando l’ho vista presentare il suo, allora, nuovo libro: La dea cieca. Ebbene si, in questi due giorni mi sono buttata a capo fitto in un romanzo di Anne Holt.

Voto:
Titolo: Quello che ti meriti
Autore: Anne Holt
Traduttore: Lamberti L.

Editore: Einaudi (Collana: Stile libero big)
Pagine: 422 Formato: Brossura
Prezzo: 16.80€
Isbn:9788806192471

Trama«Non le piaceva camminare da sola.
Però la mamma di Marte era passata a prendere Marte e Silje. Dove andavano non glielo avevano detto.
Le avevano solo fatto ciao con la mano dal lunotto della macchina.
Le farfare avevano bisogno d'acqua. Alcune le erano già appassite sulle dita. Emilie cercò di non stringere troppo il mazzetto. Un fiore cadde a terra e lei si chinò a raccoglierlo.
- Ti chiami Emilie?
L'uomo sorrideva. Emilie lo guardò.
Non c'era nessun altro in vista sul sentiero».

Una dolente, umanissima coppia di detective: l'investigatore Stubø e la criminologa Vik. Lui, che ha appena perso moglie e figlia in un incidente assurdo, sa che l'unico modo per venire a capo del caso dei bambini scomparsi è convincere Vik a partecipare alle indagini. Lei non ne ha proprio voglia, ma non può restare indifferente di fronte al crescente orrore, e alla fine accetta. Non c'è tempo da perdere, almeno finché c'è una speranza.
Quello che ti meriti è il primo di una serie di thriller investigativi che ha attanagliato i lettori di mezzo mondo per il nitore dei personaggi, la sottigliezza psicologica degna delle «grandi» del giallo inglese, il gusto per la precisione e il respiro romanzesco, che alterna i colpi di scena a una comprensione profonda e pietosa della natura umana. In un'atmosfera rarefatta dove, senza accorgersene, dalla prima all'ultima scena si trattiene il respiro.

L'autriceAnne Holt (1958) è la regina assoluta del romanzo del crimine norvegese e scandinavo, ma anche una delle autrici scandinave piú apprezzate dal pubblico e dalla critica di ogni tempo. Oggi si avvia a detronizzare anche i colleghi maschi con il crescente successo delle sue due serie romanzesche - la prima con il personaggio della detective Hanne Wilhelmsen, la seconda con la coppia Vik e Stubø. È una donna con una straordinaria e vasta esperienza lavorativa e umana alle spalle, una conoscenza diretta dei meccanismi investigativi e legali - è stata Procuratore e perfino Ministro della Giustizia.
È nata a Larvik e cresciuta tra Lillestrom e Tromsø in Norvegia. Ha vissuto negli Stati Uniti, a Dallas (proprio negli anni in cui fu ucciso JFK) e nel Maine, dove ha frequentato il liceo. Oggi vive a Oslo con la moglie e la figlia, nata nel 2002. Anne Holt ha lavorato anche come collaboratrice per diversi media e curato una rubrica di calcio, sua grande passione.
Di Anne Holt Einaudi Stile libero ha pubblicato con grande successo nel 2008 il primo libro della serie di Vik e Stubø, Quello che ti meriti (SuperET 2009). Nel 2009 sono usciti i romanzi Non deve accadere (SuperET 2010), La porta chiusa - dove alla coppia Vik e Stubø si affianca la stessa Hanne Wilhelmsen -, nel 2010 La dea cieca (SuperET 2011), vincitore del Premio Riverton per il miglior giallo norvegese dell'anno e il romanzo La vendetta, e nel 2011 L'unico figlio.

Recensione: Questo libro nasce grazie ad un fatto di cronaca realmente accaduto. Un uomo venne condannato all'ergastolo per lo stupro e l’uccisione di una bambina di sette anni a seguito di un processo non equo. Vent'anni dopo un avvocato, una donna, si batté perché gli fosse concessa la grazia, ma l’esito non fu positivo. Anni dopo quando l’avvocato andò a cercare gli atti processuali questi erano spariti e la vicenda si concluse con la scarcerazione inspiegabile di quell'uomo.
Da questi pochi fatti reali prende il via la fantasia di Anne Holt che regala al lettore un romanzo in grado di tenerlo con il fiato sospeso fino alla fine e con la voglia di saperne sempre di più. La storia scorre, vola, sotto gli occhi di chi legge in maniera fluida e incalzante senza mai incappare in punti noiosi o divagazioni che rischiano di non portare a nulla. Forse ciò è dovuto alla scelta del punto di vista, infatti ad ogni capitolo la narrazione viene filtrata attraverso gli occhi di uno dei protagonisti della vicenda; Emilie, Johanne, Yngvar, l’assassino, ed altre due persone che hanno il loro ruolo nella storia.
Al tema forte, che colpisce dritto allo stomaco dato che le vittime sono le più innocenti tra tutte, si contrappongono i caratteri sensibili dei nostri protagonisti, di Johanne Vik e Yngvar Stubø che non si arrendono davanti all’ipotesi più semplice o alla credenza delle masse. E’ l’istinto che detta le loro mosse ed anche se a volte rischia di prendere troppo il sopravvento l’uno sa aiutare l’altro a ritornare in carreggiata, a pensare a 360°, a non escludere niente a priori senza prove concrete.
L’analisi psicologica di Johanne mi ha fatto venire in mente più volte Criminal Minds ed a differenza del telefilm del libro apprezzo la maggiore verosimiglianza del tempo trascorso. Per trovare un abile assassino, infatti, passa più di un mese.
E per rimanere in tema televisivo posso aggiungere che sul finale inevitabilmente si pensa a La promessa di Sean Penn (tratto dall’omonimo libro scritto da Dürrenmatt) anche se non si rimane con l’amaro in bocca dato che l’identità del colpevole viene comunque svelata.
Mi fermo qui perché con i gialli ho sempre paura di far danni XD
Non mi resta che augurare buona lettura!

Recensione in 4 parole: Nella sfortuna una fortuna.
Pagina 99
Qui un video dove la scrittrice si racconta: Anne Holt Multimedia Einaudi

sabato 10 dicembre 2011

Recensione: Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna

Ed invece no. Non sono andata al supermercato per cui prima di tutto morirò di fame, ma in secondo luogo sono riuscita a scrivere oggi la recensione del libro!

Voto:
Titolo: Piccoli suicidi tra amici
Autore: Arto Paasilinna
Traduttore: M. A. Iannella, N. Rainò

Editore: Iperborea
Pagine: 272 Formato: Brossura
Prezzo: 14.00€
Isbn:9788870911398

Trama: Ci sono momenti in cui i ripetuti insuccessi, un matrimonio a rotoli, lo stress, la solitudine sembrano davvero troppo per conservare la voglia di vivere: non è meglio farla finita e andarsene da questo mondo che pare sempre meno “un luogo adatto all’uomo”? Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellon
en, imprenditore fallito, decide di dire basta a “quel suo vivacchiare privo di senso”. Ma cosa succede se il fienile scelto per “il botto finale” è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio che li porterà da un capo all’altro dell’Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto. Sotto il comando del colonnello Kemppainen, frustrato da un’epoca “così profondamente pacifica”, con l’assistenza di Rellonen e della fidata vicepreside Helena Puusaari, conturbante trentacinquenne dai capelli rossi con l’hobby di struggenti passeggiate nei cimiteri, la Libera Associazione Morituri Anonimi raccoglie i più disparati e folli personaggi, decisi, come il Vatanen dell’Anno della Lepre, a tagliare tutti i legami di un’esistenza che li ha delusi e maltrattati, per la libera avventura di un fatale Grand Tour, che diventerà presto il più gioioso manifesto della voglia di vivere. Dalle falesie di Capo Nord ai burroni del Furka, fino all’estrema punta dell’Algarve, tra spericolate avventure, amicizie, solidarietà e nuovi amori, la banda degli apprendisti suicidi sarà immancabilmente raggiunta dall’irriducibile nemico da cui ha tentato di fuggire: la vita. Perché “si può scherzare con la morte, ma con la vita no. Evviva!” Parola di Paasilinna.

L'autore: Ex guardiaboschi, ex giornalista, ex poeta, Arto Paasilinna è nato a Kittilä nel 1942. Autore di culto in Finlandia, è molto amato anche all’estero per il travolgente humour e la capacità di raccontare ridendo anche le storie più tragiche. Dopo L’anno della lepre, che ha superato le 100mila copie in Italia, Iperborea ha pubblicato altri nove romanzi.

Recensione: Vorrei iniziare dicendo che desidererei per Natale una casa sul lago solo per poter avere un Lago dell’Ebbro tutto mio *-* Nel libro l’imprenditore Onni Rellonen possiede una casa sul lago, appunto, ed un po’ per caso con gli altri inquilini vista lago è nata una strana tradizione: ogni bottiglia di liquore aperta viene consumata per 2/3, richiusa e gettata poi nel lago. La bottiglia ovviamente viaggerà sulla superficie dell’acqua finchè non approderà nei pressi di una casa e così il fortunato potrà scolarsi il restante terzo di liquore. Ma non immaginatevi alcolici scadenti miei cari, perché i finlandesi mica abbandonano le schifezze, solo perle.
Detto ciò posso recensire il libro liberamente :-P
Come noterete al libro ho dato dapprima 4 stelline. Ad un giorno dalla scelta del gradimento ho
potuto riformulare un po’ i miei pensieri per capire come mai gli abbia dato queste 4 stelline soprattutto perché, volendo corredare la recensione di un dato reale sui suicidi in Finlandia, ho trovato un articolo interessante in merito che mi ha scombussolato il gradimento. Il motivo di un voto così alto penso che sia dovuto al fatto che il libro è ben scritto, ma dopo aver letto i primi tre libri della Gleason sulle cronache dei Gardella tutto risulta bellissimo, e che comunque si legge con piacere. Ho già letto tempo fa questo libro, ma ho sentito il bisogno di rileggerlo prima di tutto perché me ne ero già dimenticata metà e poi perchè dopo aver letto Le vergini suicide di Eugenides mi sono interessata a questo tema (Tra l’altro ho pure scoperto che mi ricordavo un finale diverso!) .
La pecca di Piccoli suicidi tra amici è che il problema di un paese è stato in qualche modo ridicolizzato quando invece poteva essere trattato con meno leggerezza.
Ma prima a quale articolo mi riferivo? A Finlandia: in bilico tra welfare e suicidi pubblicato su
Cafebabel di cui riporto un estratto:

Le piaghe dell’alcolismo e dei suicidi
Poi c’è il problema dei senzatetto e della criminalità: nel 2009, il tasso di omicidi era di 2,1 morti ogni 100.000 persone. Il più alto, a pari merito con Portogallo e Scozia, secondo il Daily Telegraph. Non meno importante è il fenomeno della violenza verso le donne: più del 40% di loro sono costrette a difendersi da atti violenti. Un problema, questo, forse collegato all’alcolismo, che nel 2006 è stata la prima causa di morte, e che costa alla società un sacco di soldi. A questi si aggiungono le spese per la cura della salute mentale dei cittadini: il numero dei suicidi è talmente elevato, che, nel 2008, laFinlandia figurava tra i primi cinque dell’Ue… non direi, quindi, che il paese sia al primo posto dal punto di vista del benessere psicofisico.

Facendo un confronto con questi dati nel libro i Morituri Anonimi, così si definiscono i membri della comitiva di aspiranti suicidi, li rispecchiano in pieno. Tra le trenta persone presenti sul pullman un episodio ben chiaro ci fa vedere come una donna venga puntualmente maltrattata d
al marito e solo l’arrivo dei Morituri Anonimi ha salvato questa povera donna. Non la polizia, non i vicini, non i figli. Contando i pochi membri che optano per il suicidio a causa di un’ingente perdita di denaro poi gli altri membri della comitiva, invece, hanno bene o male quasi tutti dei disturbi di natura mentale quali psicosi e depressione. Bazzicando sempre sullo stesso sito ho dedotto che probabilmente ciò sia dovuto ad una specifica depressione, la SAD (Seasonal Affective Disorder), che colpisce i finlandesi e gli abitanti dei paesi nordici a causa della scarsa presenza di luce. Infatti se ci si fa caso nel libro il gruppo inizia a sentirsi meglio una volta abbandonato il nord (ovviamente non dico che nella realtà il cambiamento sia così rapido).
Sarò fatta male, ma ora che ho scoperto tutto ciò avrei preferito che fosse stato l’autore stesso a spiegarmelo invece così mi appare solamente come un romanzo che ironizza su qualcosa di più profondo.
Sapete cosa vi dico? Io da 4 stelline passo a 3. Anzi, 3 e mezzo perché non voglio essere cattiva.
Ovviamente non demordo e L'anno della lepre lo leggerò ugualmente!

Recensione in 4 parole: La morte può attendere.


Dello stesso autore:
Titolo: L'anno della lepre
Traduttore: E. Boella

Editore: Iperborea
Pagine: 208 Formato: Brossura
Prezzo: 13.00€
Isbn:9788870910407

Trama: Giornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell’esistenza in cui di colpo ci si chiede quel “ma perché” che si è cercato sempre di reprimere, nascondendo a se stessi e agli altri che quel grigiore a cui si è arrivati a furia di rinunciare ai sogni, di accettare compromessi, di rassegnarsi al logoramento delle amicizie, del lavoro, degli amori, quel qualcosa in cui siamo rimasti impigliati e in cui non ci riconosciamo, è in realtà la nostra vita. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell’amico, sparisce con lei nei boschi intorno. Da quel momento inizia il racconto delle svariate, stravaganti, spesso esilaranti peripezie di Vatanen, trasformato in un vagabondo che parte all’avventura, on the road, un wanderer senza fretta e senza meta attraverso la società e la natura, in mezzo alle selvagge foreste del Nord e alle imprevedibili reti della burocrazia, sempre accompagnato dalla sua lepre come irrinunciabile talismano. E la sua divertente e paradossale fuga dal passato diventa un viaggio iniziatico verso la libertà, la scoperta che la vita può essere reinventata ogni momento e che, se la felicità è per natura anarchica e sovversiva, si può anche provare ad avere il coraggio di inseguirla. Un libro-culto nei paesi nordi- ci che ha creato un genere nuovo: il romanzo umoristico-ecologico.

mercoledì 27 luglio 2011

Un nuovo inizio tra Orlando e Giveaway

Buondìììììì *-*

Per me questo non è il primo blog.
Fino a poco tempo fa un giorno si e duemila no potevate leggermi su Splinder, ma proprio a causa di questa mia incostanza da un pò meditavo di passare a Blogger. Beh...In realtà non è l'unico motivo. Sempre più persone utilizzano questa piattaforma, su Splinder da un'infinità di tempo non vedevo le foto altrui (praticamente dopo il login si possono vedere le ultime foto postate sugli altri blogghini Splinder ed io andavo a curiosare soprattutto quando postavano le foto di lavoretti a punto croce), qui c'è l'opzione follower e si possono vedere in bacheca gli ultimi aggiornamenti nei blog che si seguono. Insomma...In questo modo spero di essere più presente sia nel mio blog, ma anche in quelli altrui ^^ L'unica cosa che non mi piace è che non si può "tracciare una linea sulle parole". Non so come si chiama...Strikeline? Mi piaceva un sacco utilizzarla su Splinder, soprattutto per cancellare le cose dalla Wishlist *-*
Devo confessare che il primo approccio con Blogger non è stato dei migliori. Non essendoci l'html per la parte grafica non sono riuscita a importare il mio vecchio template (T.T) e per mettere questo stavo meditando il suicidio dato che non capivo come fare, ma dopo aver provato un'ultima volta ed aver cliccato sul bottoncino "carica" sono riuscita ad approdare su questi schermi XD Da qualche giorno lavoravo già sulle colonne, che lavoraccio scrivere i telefilm ed i libri @.@, e sono diventata follower di alcuni blog che già conoscevo (e dal quale latito) e di altri che ho conosciuto a cascata. Dopo questo mega lavorone eccomi qui ^^
In realtà prima di scrivere aspettavo anche di aver finito Orlando di Virginia Woolf in modo da poterlo recensire. Oltre ai miei casini con l'università infatti continua la mia opera di divulgazione informatica dei miei lavori di cucito, principalmente a punto croce ed in feltro, e dei libri che leggo XD Comunque non so se ho fatto bene perchè alla fine non è che ci ho capito granchè...Ma veniamo a noi! (Rullino i tamburi mentre cerco di impostare la recensione :-P)

Titolo: Orlando
Autore: Virginia Woolf
Trad. di A. Rossatti
Editore: Bur
Dati: pp. 297; 6° Edizione 1998; Brossura
Prezzo: Lire 12.500

ISBN: 88-17-15180-7

Trama:
Chi è Orlando? Nell'età elisabettiana è un giovane dalle bellissime gambe, aristocratico e poeta, ingenuo e irruente, innamorato di una elusiva e ironica principessa russa. Nell'età moderna è una donna, che porta al collo un lunghissimo e incantevole giro di perle, moglie e persino madre. Le sue metamorfosi sessuali non volute, ma accettate con grazia, non mutilano ma rendono più mistrioso e seducente il suo corpo. Lunghi sonni di rigenerazione separano questi mutamenti nel corso di quettrocento anni. Orlando è forse la romanzesca incarnazione della mitica unità originaria di uomo e donna? A intervalli, ora che non è più possibile viverla in modo sincronico. O è forse il primo di una lunga serie di bellissimi androidi, teneri, bisessuali, affascinanti? Di certo è la più lunga lettera d'amore di una donna a un'altra donna, di Virgina Woolf a Vita Sackville-West.
Viola Papetti ha scritto la lunga, illuminante introduzione al testo. Alberto Rossatti ce ne dà una traduzione sensibile e moderna.


Virginia Woolf (1882-1941) occupa un posto di rilievo nella narrativa inglese. Tra le sue opere ricordiamo: La crociera (1913), Notte e giorno (1917), La signora Dolloway (1925), Gita al faro (1927), Le onde (1931) e Tra un atto e l'altro (1940). Scrisse anche saggi critici, molti dei quali furono raccolti nel Lettore comune (1925, 1932).

4 stelle anobiiane. Si può dare un 7 ad un libro che non si è capito? XD
O forse l'ho capito, ma non riesco a spiegarlo a parole. Buh...
Allora...è andato tutto bene finchè Orlando era un uomo. Il libro era coerente e fluiva bene. Sarà che in questo momento ho un bisogno disperato di eventi possibili ma dal momento che Orlando diventa una donna il libro inizia a diventarmi sempre più offuscato. Non tanto per il cambio di sesso, ma per il modo in cui avviene. Non ho capito cosa fanno “le tre Grazie”, sinceramente avrei preferito che dopo il lungo sonno Orlando si risvegliasse donna per magia. E non ho neanche capito come passa il tempo...mi sono resa conto che passano quattrocento anni solo leggendo la trama dietro il libro (si forse il treno avrebbe dovuto farmi sospettare qualcosa...) perché non è ben specificato e se lo è sinceramente dietro a quel numero infinito di parole mi sono persa. Ma la Woolf veniva pagata a numero di parole? Succedeva così un tempo solo che non ricordo più il periodo. Boh...Comunque nella sua insensatezza mi è piaciuto più di molti classici super quotati, sarà per il suo passato da uomo, ma almeno Orlando sembra una che sa cosa vuole e se lo prende (tipo il matrimonio) e non si strugge mielosa e petulante. Se ne sta sola soletta con la sua La Quercia. Ah! Un’altra cosa che non mi torna è il bambino @.@ Mi sono persa o il marito era ancora per mare? E poi che fine fa? Lo sforna e poi non se ne sa più niente @.@ E’ una metafora per la pubblicazione del libro? @.@

In 5 parole:

Generi visti con occhi diversi.

Letto per la Sfida Infinitia (o quasi) 2011, la Sfida Dammi 5 parole, la Sfida Nascosta 2011, A domanda risponde 2011, la Sfida della Trasposizione 2011 e Random Classic 2.0.

Se siete giunti fino a qui, forse, vi sarete chiesti come mai ho aspettato proprio di finire Orlando per scrivere il mio primo post. La risposta è molto semplice...Su Anobii mi sono iscritta ad un gruppo che si chiama Book Giveaways ed ogni tanto, ovvero ogni giorno, spuntano nuove discussioni con i vari giveaways indetti sui blog e mi sono imbattuta in quello per vincere Black Friars. L'ordine della Chiave di Virginia de Winter su Bookland. Siccome da un pò mi sconquiffera l'idea di leggere questa saga mi sono detta: Perchè non partecipare? Però per farlo ci vuole una citazione amorosa ed io purtroppo non conservo le citazioni dei libri che leggo (e la volta buona che inizi a farlo >.<). Rileggermi La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo per la citazione non mi sembra il caso per cui ho deciso di buttarmi proprio sul libro che stavo leggendo, cioè Orlando. Ero un pò indecisa, ma alla fine ha vinto il primo incontro del nostro protagonista con la principessa russa ^^

"Nello spazio di tre secondi l'aveva già battezzata melone, ananas, ulivo, smeraldo, volpe nella neve; non sapeva se l'avesse udita, gustata, vista o tutte e tre le cose insieme. (Pur senza interrompere il racconto neanche per un attimo, ci sia qui concesso di osservare di sfuggita che a quell'epoca le immagini di Orlando, in accordo coi suoi sensi, erano di un'estrama semplicità, e si ispiravano per lo più a cose di cui aveva amato il sapore da bambino. Ma per quanto elementari, i suoi sensi erano estremamente vigorosi. Indugiare, quindi, a chiederci il perchè delle cose sarebbe del tutto fuori luogo) ... Un melone, uno smeraldo, una volpe nella neve - così delirava fissando attonito. Quando il ragazzo, poichè, ahimè, era certo un ragazzo - nessuna donna sui pattini sarebbe mai stata tanto veloce e potente - gli sfrecciò accanto quasi sulle punte, per poco Orlando non si strappò i capelli per la rabbia che quella persona fosse del suo stesso sesso e quindi di abbracci non se ne parlava nemmeno. Ma il pattinatore si avvicinò. Gambe, mani portamento erano quelli di un ragazzo, ma nessun ragazzo aveva una bocca come quella, nessun ragazzo aveva quei seni, nessun ragazzo aveva quegli occhi che parevano pescati negli abissi del mare. Infine, fermatosi per eseguire con suprema grazia una riverenza davanti al re, che si trascinava a stento al braccio di un gentiluomo da camera, lo sconosciuto pattinatore restò immobile. Era a meno di un palmo di distanza. Una donna. Orlando la fissò, tremò, ebbe caldo, ebbe freddo, provò un grande desiderio di slanciarsi nell'aria estiva, di calpestare le ghiande sotto i piedi, di agitare in aria le braccia insieme ai faggi e alle querce. In quel mentre le sue labbra si dischiusero sui piccoli denti bianchi; si aprirono di un centimetro appena, come per mordere; poi si serrarono come in un morso.
Lady Eufrosine gli si era appesa al braccio."

Cliccando sul bannerino qui o in colonna sarete catapultati al post del giveaway ^^
Ricordatevi: Citazione proveniente da un libro o da un film a carattere amoroso, diventare follower, pubblicità e...fortuna ^^



Secondo me ho fatto casini con il carattere...ma voi non ditelo in giro ù.ù
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