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martedì 15 gennaio 2013

Recensione: Evermore di Alyson Noel

' Sera ^^

Passo per fare una piccola toccata e fuga così da lasciare una recensione. Non so perché ma è tutto il pomeriggio che ho mal di schiena e perciò non riesco neanche a stare seduta a scrivere senza soffrire al minimo movimento! =.=' Speriamo che durante la notte mi passi.

Voto:  su 10
Titolo: Evermore
Autore: Alyson Noel
Trad.: A. Di Liddo

Editore: Fanucci (Collana: Teen International)
Pagine: 320 Formato: Brossura
Prezzo: 16,00€
Isbn: 9788834715437

Trama: Da quando tutta la sua famiglia è stata spazzata via da un terribile incidente, Ever riesce a vedere l'aura delle persone, ma anche a sentirne i pensieri, e conoscere la storia della vita di chi sfiora. Il peso di questo dono è tale che decide di evitare per sempre qualsiasi contatto con gli altri esseri umani, ma il suo strano e inspiegabile comportamento fa sì che nella sua nuova scuola tutti la indichino come una specie di mostro; ma tutto cambia di colpo il giorno in cui conosce Damen Auguste, un ragazzo bellissimo, dal fascino esotico e ricco. Ma, soprattutto, è l'unica persona in grado di ridurre al silenzio le voci e l'energia che vorticano nella mente di Ever, con un tocco magico talmente intenso da sembrare in grado di arrivare direttamente alla sua anima. E mentre Ever si immerge sempre più in questo seducente mondo fatto di magia e misteri, nuove domande la assillano: chi è, o cosa è veramente Damen? L'unica certezza è che si sta perdutamente innamorando di lui...

"Questo primo romanzo di una nuova serie, Gli Immortali, appassionerà tutti i giovani lettori di fantasy-suspense, soprattutto i fan di Stephenie Meyer.”
Booklist

"Il linguaggio particolare e la travolgente storia d'amore soddisferanno tutti gli amanti del genere romantico.”
Kirkus Reviews

L'autrice: Alyson Noel è nata e cresciuta in California, dopo il liceo ha vissuto per diversi anni a Mykonos, prima di trasferirsi a Manhattan, dove ha lavorato come hostess. Ha vinto i premi National Reader’s Choice Award, NYLA Book of Winter Award, NYPL Books for the Teen Age, TeensReadToo, 5 Star Gold Award, TeenReads, Best Books of 2007, Reviewer’s Choice 2007 Top Ten. Per Fanucci Editore ha pubblicato i primi quattro volumi della serie Gli Immortali, Evermore, Blue Moon, Shadowland  e Dark Flame. Nella collana Teens International è uscito, nel 2010, anche Segreti e sorelle e, nel 2011 nella collana Tweens, Radiance, il romanzo d’apertura della nuova serie che ha come protagonista la sorella di Ever, Riley. Per Leggereditore è uscito, nel 2010, Lasciami volare.
I suoi romanzi sono pubblicati in: Croazia, Russia, Polonia, Taiwan, Germania, Brasile, Ungheria, Francia, Corea, Regno Unito, Grecia, Spagna e Bulgaria.

Recensione: Questo è stato uno dei pochi libri che nel corso della mia breve vita ho abbandonato dopo poche pagine. Forse non era il suo momento, forse ero entrata in overdose da YA ed all'ennesimo amore adolescenziale tra mortale e sovrannaturale non ho retto...Boh, fatto sta che questo mese ho deciso di dargli una seconda possibilità.
Dopo averlo ripreso in mano mi sono dovuta leggermente ricredere.
Ho ritrovato una scrittura scorrevole, a differenza di quella noiosa che ricordavo, con una trama che si fa via via sempre più interessante. Ma come accade con le montagne russe prima si sale e poi si scende inevitabilmente verso un baratro, fino ad arrivare ad un finale totalmente da dimenticare.
Ever è una buona protagonista femminile, ben caratterizzata e che non cede al cliché della fanciulla in pericolo. E’ un concentrato di personalità grazie alla sua marcata indipendenza, la fragilità che si percepisce nei momenti di nostalgia e la debolezza che dimostra cercando la via più facile per uscire da quella che crede essere una punizione divina. E’ umana. Ha un unico difetto però, ovvero nega l’evidenza dei fatti fino a far risultare pesante il romanzo. Dei dubbi le vengono più volte, ma questi non si concretizzano mai in azioni davvero significative.
Purtroppo colui che non è proprio riuscito è il protagonista maschile. Il ragazzo dal fascino esotico pian piano dimostra di aver viaggiato troppo rispetto alla sua giovane età e visionando una vecchia fotografia Ever intuisce che i conti non tornano. Quella bevanda rossa assunta in continuazione anziché mangiare un pasto e la sua estrema velocità fanno scattare degli allarmi nella mentre del lettore, ma non in quella di Ever. Pian piano la verità viene servita su un letto di sangue...Damen è un vampiro. No, scusate, sono figure che esistono solamente in letteratura. Lui agisce come un vampiro, parla come un vampiro e si innamora dell’adolescente di turno come i vampiri, ma in realtà è un Immortale. E’ in Damen che trovo il primo grande errore della Noel. Questa figura innovativa ed interessante dell’Immortale viene costruita su un’altra creatura soprannaturale che ormai ha un suo schema predefinito e quindi va a perdere di originalità. La storia si prospettava interessante ma l’averla sviluppata in maniera frettolosa e in linea con le ultime tendenze letterarie l’ha penalizzata fino a creare un prodotto davvero scadente.
Il personaggio di Damen è incoerente, partendo dalla sua stessa esistenza letteraria fino ad arrivare alle sue azioni. Non si può amare qualcuno e mostrarsi debole di carattere nel momento in cui questa persona ha più bisogno di te. Ever non è la classica damigella che ha bisogno di aiuto, ma quando le ossa rotte si fanno sentire avere un amato che resta a guardare non fa proprio piacere.
La delusione più totale quindi arriva nelle scene finali, quando giunge il momento dell’epica battaglia che si pregusta dall'inizio del libro. Non si tratta di scene banali tuttavia sono mal costruite. I combattimenti sono approssimativi e terminano in maniera confusionaria, frettolosa e, sinceramente, stupida. Sicuramente rovinano quell'atmosfera di suspense creata sapientemente fino a quel momento ed in grado di preannunciare il colpo di scena finale. Se poi il colpo di scena non ha un senso purtroppo è in grado di rovinare l’intera opinione che ho avuto fino a quel momento del romanzo.
Dicono che con il procedere dei libri la serie migliora perciò non so ancora se sarà una serie che abbandonerò fatto sta che comunque la qualità di una serie si dovrebbe vedere dal primo volume e non con i successivi, dato che se il primo volume non conquista non si andrà a comprare il seguito soprattutto affrontando un genere diventato ormai di moda.
Recensione in 3 parole: Ennesimo YA nonsense.

Pagina 99

Questa recensione partecipa alla:
- Hogwarts Reading Challenge ideata da Denise di Reading is believing.

lunedì 31 dicembre 2012

Recensione: I tuoi occhi viola di Stephen Woodworth

Buondì!

Urca, è un sacco di tempo che non scrivo sul blog. Nei 20 giorni che hanno preceduto il Natale ho dirottato la mia vena creativa altrove in modo da poter finalmente realizzare dei regalini handmade. Erano anni che pensavo di farlo, ma ho sempre rinunciato dato che non ho così tanta autostima da promuovermi in giro però quest'anno non avevo proprio voglia di girare per negozi :-P Ho quindi preferito risparmiare le energie per i saldi, dato che quest'anno dovrò buttarmi nella mischia con la speranza di trovare ancora gli scarponcini su cui ho messo gli occhi, e con ago e filo alla mano mi sono messa all'opera. Appena trovo il cavetto per collegare il cellulare al pc posterò anche le fotine ^^
Ma bando alle ciance...Come annuncia il titolo del post mi sono affacciata per postare una recensione dato che, nonostante tutto, ho continuato le mie letture per concludere in bellezza il 2012.


Voto:  su 10
Titolo: I tuoi occhi viola
Autore: Stephen Woodworth
Trad.: S. Pezzani

Editore: Fanucci (Collana: Gli Aceri)
Pagine: 294 Formato: Rilegato
Prezzo: 16,50€
Isbn: 8834711459

Trama: Per ogni generazione nascono alcuni individui dagli occhi viola, capaci di comunicare con l’Aldilà. Sono persone rare e preziose, rigidamente controllate da una società che ha estremo bisogno del loro aiuto, e assolvono a una serie di compiti diversi. Sono chiamati i “Viola”, e molti di loro lavorano al servizio delle forze dell’ordine per combattere il crimine o come testimoni chiave nei processi per omicidio. Ma quando diventano a loro volta vittime di un serial killer – qualcuno che ha imparato a ucciderli senza lasciare traccia – Natalie Lindstrom, una dei Viola, dovrà affiancare nelle indagini Dan Atwater, agente speciale dell’FBI. Tra i due si instaura un rapporto sempre più profondo, anche se minato da un inquietante fantasma che emerge dal passato di Dan e dalla necessità di lottare con tutte le proprie forze per scoprire chi sia l’uomo senza volto responsabile degli efferati delitti e fermarlo prima che colpisca ancora.


"Un thriller denso di energia e suspense, un romanzo forte e originale.”
Joe R. Lansdale

"Un rompicapo coinvolgente e ricco di false piste, unico nel ritmo vivace e nella logica ferrea.”
Publishers Weekly

L'autoreStephen Woodworth, si è laureato presso la prestigiosa Clarion West Writers Workshop e ha vinto il primo premio della Writers of the Future Contest. Alcuni dei suoi racconti sono stati pubblicati da riviste come The Magazine of Fantasy & Science Fiction, Weird Tales, Aboriginal Science Fiction, Gothic.Net e Strange Horizons.

Recensione: Non potevo non leggere un thriller la cui protagonista è una ragazza dagli occhi viola dato che io amo questo colore e questo genere letterario. 
Devo essere sincera…Nonostante le recensioni positive non mi aspettavo niente di che ma fortunatamente mi sono dovuta ricredere. Ho trovato un bel thriller, non troppo elaborato nelle parti tecniche e non troppo scontato come ci si potrebbe aspettare. Ebbene si...Sono sfortunatamente entrata nella fase “visto uno li hai visti tutti”, ma questa volta anche se si trovano parti prevedibili queste sono state intrecciate ad elementi originali che ne rendono piacevole la lettura. La trama originale, tuttavia, ha del potenziale non sfruttato appieno dato che la prima metà del romanzo manca di ritmo e si riprende solo più avanti quando viene presa di mira la protagonista. E’ da questo punto in poi che si accende la suspense fino a giungere ad un finale inaspettato che mi ha fatto rimanere a bocca aperta. 
Un finale che però può diventare un’arma a doppio taglio per quanto riguarda il seguito della serie. Credo che sarebbe stato un libro autoconclusivo perfetto ma ahimè l’autore ha optato per un’altra scelta. Non so ancora se leggerò il seguito, il cui titolo è stato tradotto in maniera discutibile, perché se da un lato sono curiosa di conoscere la madre di Natalie dall'altro so che potrebbe profondamente deludermi per quanto riguarda il lato sentimentale (che una volta tanto ho apprezzato davvero molto).
Se dovessi trovare delle pecche vere e proprie le affiderei tutte alla Fanucci, mi spiace. Nella mia edizione ho trovato un sacco di refusi che hanno reso difficile la lettura ed un altro punto che non ha aiutato sono state le note di traduzione che per forza di cose spezzano l'esposizione.


Pagina 99

Questa recensione partecipa alla:
- Hogwarts Reading Challenge ideata da Denise di Reading is believing.

Con la speranza di aver scritto qualcosa di sensato dato che è quasi l'1e30 di notte vi auguro buona notte, ma soprattutto...
Buon Anno Nuovo!!!

giovedì 11 ottobre 2012

Recensione: The Summoning di Kelley Armstrong


Buondì!

Ma che freddo fa? Ok...Forse se mettessi una maglietta con le maniche lunghe sentirei meno freddo, ma mi rifiuto di ammettere che faccia già così freddo (e poi non ho voglia di fare il cambio di stagione prendendo e spostando scatoloni ed indumenti ù.ù).
Comunque non tutte le giornate grigie e piovose vengono per nuocere e prendendomi una piccola pausa dal libro in lettura ho deciso di scrivere una recensione ^^

Voto:  su 10
Titolo: The Summoning - 
Il richiamo delle ombre
Autore: Kelley Armstrong
Traduttrici: C. Marmugi e S. Adami 

Editore: Fazi (Collana: Lain)
Pagine: 343 Formato: Rilegato
Prezzo: 10,00€
Isbn: 9788876251078

Trama: Chloe Saunders, una teenager come tante. Pochi sogni nel cassetto e nessuna particolare aspirazione, se non quella di diplomarsi con un voto decente, avere molti amici, trovare magari un ragazzo da amare. E tuttavia, sebbene le sue aspettative non siano poi così alte, mai si sarebbe aspettata che nel bagno della scuola, invece di ragazze che si rifanno il trucco o parlano del giocatore di football che le ha invitate al ballo, avrebbe trovato il bidello. Un bidello che ormai è morto. Ma Chloe può vedere i fantasmi e i fantasmi possono vedere lei. La sua vita non sarà mai più la stessa. Molto presto gli spettri sono ovunque, le richiedono attenzione, invocano il suo aiuto. È troppo per lei: la ragazza ha un crollo nervoso, tanto da essere internata in una casa per ragazzi disturbati. Lyle House, «un posto per ritrovare la serenità» reciterebbe la brochure, se ne esistesse una. Purtroppo la realtà si rivela presto meno patinata e tranquilla: quando Chloe conoscerà meglio gli altri pazienti - l'affascinante Simon e l'odioso fratello Derek, la detestabile Tori e Rae, che ha un "problemino" col fuoco - inizierà a realizzare che c'è qualcosa di strano e sinistro che lega tutti loro, che non si tratta dei soliti "ragazzi interrotti", che c'è una vena molto più oscura che si cela nelle fondamenta di Lyle House…

Dopo Bitten, primo titolo della saga paranormal-romance della scrittrice americana Kelley Armstrong (più di 20.000 copie vendute in Italia in tre mesi) esce l'atteso primo episodio della trilogia young adult "The Darkest Powers": The Summoning, che ha scalato la bestseller list del New York Times, vendendo più di 300.000 copie negli Stati Uniti e oltre 70.000 nel Regno Unito.

L'autriceKelley Armstrong, sposata e madre di tre figli, vive in una zona rurale dell'Ontario dov'è nata, nel 1968. Ha pubblicato la saga paranormal-romance Woman of the Otherworld, 11 volumi dei quali è stato pubblicato in Italia il primo, Bitten (Fazi 2010); la trilogia young-adult The Darkest Powers, e una serie poliziesca che ruota intorno alla figura della detective Nadia Stafford, giunta ora al secondo episodio.

CitazioneEra come a scuola, quando le altre ragazze sbavavano sui jeans firmati accumulando ore e ore a lavorare come baby-sitter per potersene comprare un paio, mentre io me ne stavo là, con indosso i miei e altri quattro nell'armadio, che per me avevano il valore di quelli delle bancarelle. Mi sentivo in colpa perché non apprezzavo ciò che avevo. Ma la negromanzia non era un paio di jeans costosi, e io ero quasi certa che la mia vita sarebbe stata migliore senza. Indubbiamente più semplice. E tuttavia, se mi fossi svegliata il giorno dopo e non avessi potuto parlare con i morti, ci sarei rimasta male o no?

Recensione: Scrivo questa recensione un paio di giorni dopo aver terminato di leggere il libro perché ho avuto decisamente bisogno di elaborare il lutto. Credo di non aver mai detto che un libro mi ha deluso veramente. In genere non ho molte aspettative per cui se un libro non mi piace non mi vien voglia di buttarmi giù da un ponte, ma se invece mi piace ne rimango piacevolmente colpita e mi resta così un bel ricordo.
Per questo comprai The Summoning ad occhi chiusi dopo aver letto ed apprezzato davvero molto Bitten - La notte dei lupi, sempre un libro scritto da Kelley Armstrong che segna l’inizio di un’altra serie ovvero Women of the Otherworld. Ad oggi sono ancora indecisa se pentirmi della scelta fatta o se dare una seconda possibilità alla The Darkest Powers Trilogy soprattutto perché si intuisce che l’azione vera e propria avverrà nel secondo volume. Ma sarà così?
Leggendo la trama mi sarei aspettata più azione, più fantasmi, o con il senno di poi, più zombie ed invece mi sono ritrovata nella placida vita di Chloe Saunders fatta di lavori domestici, retate in dispensa e zuffe amorose. Il problema della narrazione è che i pochi momenti rappresentanti i colpi di scena sono stati descritti in maniera tranquilla sicché si ha l’impressione che non succeda nulla per tutto il libro. Si riprende leggermente nel finale, ma ormai è troppo tardi e l’amaro in bocca rimane. E’ troppo facile contare sul proprio stile di scrittura ed avere la consapevolezza che in qualsiasi caso sia scorrevole, ma se manca la sostanza poter leggere un libro in due giorni non basta.
Tuttavia ho apprezzato molto che la protagonista non accettasse immediatamente la sua particolarità, ma che cercasse un modo razionale di affrontarla. Purtroppo però questa scelta è stata utilizzata male perché la testardaggine di Chloe a non voler ammettere la possibilità di vedere i fantasmi nonostante le prove la fa apparire come una ragazzina con le fette di salame sugli occhi. Spesso si trova a paragonare le sue scelte a quelle compiute dalla protagonista di un film horror che ad ogni porta aperta rischia di trovare la morte, ma non si chiede mai se a quel punto della SUA vita allo spettatore non venga voglia di scuoterla gridando: Sveglia!!! Cosa ti serve ancora per credere? Soprattutto perché il lettore sa già che lei ha questa capacità e che non si tratta di una malattia mentale.
Un’altra pecca, secondo me, è il finale tagliato ad esattamente un terzo della narrazione. Di Bitten avevo apprezzato il fatto che se anche fa parte di una serie molto lunga sia stato concepito come un libro autoconclusivo. In questo caso invece siamo praticamente costretti a comprare i libri successivi per avere una fine. Fortunatamente almeno è una trilogia.
Sicuramente spero che nel seguito venga chiarito come mai Chloe per dodici anni non è stata più in grado di vedere i fantasmi e soprattutto perché sono ritornati a farsi vivi. Sinceramente non credo alla storia proposta da Rae sugli ormoni :-P
Insomma...Credo che l’esperimento della Armstrong di calarsi nei panni di un’adolescente sia fallito, soprattutto considerando che si tratta di un’opera successiva a Bitten per cui non le si può neanche imputare l’inesperienza.

Pagina 99

Questa recensione partecipa alla:
- Halloween Reading Challenge creata da Matteo di Storie dentro storie.
- Hogwarts Reading Challenge ideata da Denise di Reading is believing.
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