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mercoledì 16 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {13} Morsa, Rifugiato, Pie e...

Buondì!

Quest'oggi l'appuntamento con Un albero di parole ci catapulta nel mondo dell'officina lessicale, ovvero Una parola al giorno.it, in collaborazione con I Signori delle Mosche, un mercoledì ogni due propone una parola tipica dei vecchi mestieri, o comunque una parola/attrezzo ormai quasi superata a causa della tecnologia entrata nel campo della manualità.


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Morsa
Sillabazione: Mòr-sa. Morsa.
Significato: Attrezzo costituito da due ganasce, che serve a stringere o a fermare un pezzo in lavorazione; forte stretta. La parola deriva da [morso].
Dal latino: [Morsus] morso, dal verbo [Mordere].
Le ganasce della morsa sono montate su un bancone o su una piattaforma da lavoro: una è fissa, e l'altra le si chiude incontro, scorrendo lungo una vite. La similitudine con il morso è evidente: la morsa non è che una mandibola che si serra contro una mascella. Ma negli usi figurati, rispetto al morso, ha delle sfumature diverse.
La morsa ha un connotato di impersonalità: se si parla della morsa del gelo, si considera il freddo come un'entità che stringe impietosamente ma senza volontà né intenzione; invece parlare del morso del gelo dipinge un freddo che quasi si accanisce con un'intenzione determinata. Inoltre la morsa stringe senza lasciare, mentre il morso sembra più istantaneo - ora si chiude, ora si apre. Infine è diverso l'effetto dell'azione della morsa, rispetto al morso: il primo consiste in un tenere stretto, schiacciato, bloccato; il secondo in un ferire nella maniera più bruta e archetipica. Dopotutto sono gli animali a mordere, mentre la morsa è un apparecchio, una macchina.
Oltre all'usata morsa del gelo, si può sentir parlare della morsa di un terrore che stringe il cuore e non lascia quartiere, della morsa ineluttabile del fisco, della morsa di una quotidianità sempre uguale a sé stessa, della morsa di impegni soverchianti. Ma magari anche della morsa invincibile dell'amore di mamma.
Qui l'articolo scritto in parallelo da "I Signori delle Mosche".

Una parola dello Zingarelli al giorno: Rifugiato
Sillabazione: Ri–fu–già–to. Rifugiato
.
Significato1) (Participio passato, Aggettivo) Nei significati del verbo rifugiarsi. 2) (Sostantivo Maschile - Femminile: -a) Individuo costretto, in seguito a vicende politiche, ad abbandonare lo Stato nel quale aveva stabile dimora per cercare rifugio in un altro Stato.
SINONIMO: Esule, fuoriuscito.

La parola del giorno del Ragazzini: Pie
Tavole di flessione: Pie (Sostantivo)
Pronuncia: Pie - paɪ
Significato1) (Cucina -GB) Torta salata o dolce (con copertura); Pasticcio. Kidney pie; Pasticcio di rognoni. Vegetable pie; Torta di verdura. Lemon meringue pie; Torta al limone ricoperta di meringa; → DIALOGO Can I have a steak and kidney pie and a chilli con carne (Non dovrebbere essere with meat? o.ò) please?; Vorrei uno sformato di manzo e rognoni e un piatto di chilli con carne. 2) (Cucina -USA) Torta, crostata. Apple pie; Torta di mele.
Pie chart (o pie graph); Grafico a torta, areogramma. (Colloquiale) Pie in the sky; Speranza illusoria, promessa fallace. As easy as pie; Facile come bere un bicchiere d'acqua. To eat humble pie; Ingoiare un rospo, umiliarsi (Figurato) To have a finger in every pie; Avere le mani in pasta, avere lo zampino dappertutto. To have a finger in the pie; Essere dentro alla faccenda.
VARIANTI: 1) (Zoologia) Magpie = Gazza. 2) (Tipografia) Printers' pie = Caratteri in disordine.

Il Morandini consiglia: L'aereo più pazzo del mondo.
DescrizioneUSA. 1980. Genere: Commedia Durata:88′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Traumatizzato dalla guerra in Vietnam, un giovane pilota sale su un aereo sul quale vola la fidanzata hostess. Ne capitano di tutti i colori. Scritto e diretto da una terna di giovani cineasti che 2 anni prima avevano scritto Ridere per ridere, il film centra il bersaglio, cioè fa ridere spesso. Le citazioni cinematografiche si sprecano ma il piacere è proprio lì.
Questa sera su RaiMovie ore 21:15.

(Ci tengo a precisare che dopo ciò sto rivalutando la mia autocritica alle recensioni che scrivo. Faccio di meglio e non vengo pagata ù.ù Mi sento come me stessa davanti ad un quadro di arte contemporanea XD)

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

martedì 15 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {12} Tribale, Discernimento, To overwhelm / To underwhelm e...

'Sera!

Rieccomi qui ^^
Subito dopo aver terminato la mia puntata serale di Desperate Housewives, di cui non avevo ancora visto la settima stagione, faccio un saltino per pubblicare Un albero di parole, così se il film di oggi vi piacerà saprete su che canale trovarlo :-P


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Tribale
Sillabazione: Tri-bà-le. Tribale.
SignificatoProprio della tribù; tatuaggio ispirato agli stili delle popolazioni delle isole del Pacifico.
Dal latino: [Tribus], forse collegato a tre, quante erano inizialmente le quattro classi in cui era diviso il popolo romano.
È una parola che sarebbe rimasta felice e tranquilla a vivere nel lessico antropologico: dopotutto non sono molti altri gli ambiti in cui si parla di tribù - al netto, ovviamente, degli usi figurati. È stata l'arte del tatuaggio ad aver dato un nuovo senso a questa parola - senso che qui cercheremo di ponderare.
Certi tatuaggi molto in voga in Occidente sono liberamente ispirati ai motivi dei tatuaggi delle popolazioni delle isole del Pacifico - come i Samoani, gli Hawaiani e i Maori. Come è da sempre accaduto in tutto il mondo, presso queste popolazioni i tatuaggi hanno delle specifiche funzioni rituali; ma al di là del significato personale che ha il tatuaggio per un Occidentale, ciò che da noi rileva di questo stile delle culture del Pacifico è soltanto l'indubbio valore estetico del disegno - astratto, elaborato e allo stesso tempo essenziale. Della tradizione tribale resta ben poco, sia per la perdita del nesso con la funzione rituale originaria, sia per la pesante rielaborazione delle fantasie, che fa sì che non si possa neppure ricollegare un certo disegno ad una tradizione precisa.
Questa parola, in questo senso, si presenta vaga come poche altre; il suo collegamento con le tradizioni tribali non è più che una suggestione, un'ispirazione - che dà al tatuato un'evanescente sensazione di contatto col primitivo, e perciò col forte e col puro. Si tratta di un tipo di esperienza estetica certamente autentica, e vissuta con intenzione; però è fondata su un'impressione, non su un'indagine. E in estetica sono i buoni interrogativi a generare i buoni esclamativi.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Discernimento
Sillabazione: Di–scer–ni–mén–to. Discernimento. (Sostantivo Maschile)
Significato: 1) Capacità di giudicare rettamente. Essere privo, mancare di discernimento; Persona di poco, di molto, di sottile discernimento; Avere l'età del discernimento; Agire con discernimento. 2) (Accezione arcaica) Distinzione, diversità.
SINONIMI: Giudizio, senno.
Sfumature: Giudizio – Discernimento – Criterio – Sensatezza.
Giudizio nel suo significato più generale è la facoltà propria della mente umana di valutare, confrontare, distinguere. Discernimento ha significato analogo, ma l'atto del valutare, del giudicare viene messo in relazione soprattutto con la capacità di distinguere, di saper scegliere. Criterio, che può essere impiegato anche come sinonimo di discernimento, indica anzitutto la norma, il fondamento in base a cui si giudica, si valuta. Sensatezza è genericamente la qualità di chi agisce con buon senso, con giudizio.
Sfumature: Buonsenso, Reputazione, Saggezza.

La parola del giorno del Ragazzini: To overwhelm / To underwhelm
Tavole di flessione: Overwhelm (Verbo)
Pronuncia: To overwhelm /əʊvəˈwɛlm/ 
Significato1) Sommergere, seppellire. The town was overwhelmed when the floods came; La città fu sommersa dall'inondazione. 2) Sbaragliare, sgominare, travolgere, sopraffare, schiacciare. Our army was overwhelmed by the enemy; Il nostro esercito è stato sopraffatto dal nemico. 3) Confondere, imbarazzare, sconvolgere. Your kindness overwhelms me; La tua gentilezza mi confonde.
Tavole di flessione: Underwhelm (Verbo)
Pronuncia: To underwhelm /ʌndəˈwɛlm/ 
Significato1) (Scherzoso, sul modello di To overwhelm) Non entusiasmare, deludere. The critics were distinctly underwhelmed by the film; I critici erano chiaramente poco entusiasti del film.

Il Morandini consiglia: Il marito della parrucchiera
DescrizioneFrancia. 1990. Genere: Commedia Durata:80′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
RegiaPatrice Leconte Attori: Jean Rochefort, Anna Galiena, Roland Bertin, Maurice Chevit, Philippe Clévenot.
Recensione (Il Morandini 2013): Da bambino andava in visibilio per le forme opulente di una parrucchiera felliniana, da grande ne sposa un'altra, sdutta come una palma, e passa la vita a guardarla mentre tosa i clienti maschi. Eros e shampoo in cadenze di commedia poetica: Leconte prende il tema dell'“amour-passion”, lo modula su riti di calma voluttà e di delicata vertigine, lo stempera in momenti di umorismo obliquo e lo risolve con un inopinato scarto tragico. E le danze di Rochefort! Musiche di Michael Nyman.
Questa sera, su La7d ore 21:10.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

lunedì 14 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {11} Spera, Illegale, Hopefully e...

Buondì!

Oggi Una parola al giorno mi arricchisce veramente con la sua parola. Sono rimasta leggermente accigliata leggendo il significato di una parola che credevo fosse semplicemente la coniugazione di un verbo ed invece...
Non so se devo essere fiera di me stessa nel proclamare la mia ignoranza o se mi debba vergognare, mumble mumble...


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Spera
Sillabazione: Spè-ra. Spera.
Significato: Sfera, in particolar modo sfera celeste del sistema tolemaico; disco, in particolare disco luminoso, con speciale riferimento al sole; specchio; riflesso; aspetto della carta controluce.
Dal latino tardo: [Spera] sfera, attraverso il latino classico: [Sphaera], dal greco: [Sphaira].
A differenza di "sfera", che vede il suo significato sempre ben ancorato alla figura geometrica solida, "spera", pur essendo, in principio, una variante della medesima parola, ha visto i suoi significati svilupparsi in modo ben più variegato ed ampio.
Dagli iniziali riferimenti alle sfere concentriche che, secondo il sistema tolemaico, costituivano l'universo, la spera è passata ad indicare il disco solare e i suoi raggi - e ancora oggi, con un gusto raffinato o un po' vetusto, si sente parlare delle ultime spere di sole della sera, della pallida spera del sole a oriente. Questa figura ha quindi poi aperto il significato di specchio, in quanto disco luminoso. Per metonimia (Figura retorica che consiste nel trasferimento di significato da una parola a un’altra in base a una relazione di contiguità spaziale, temporale o causale, usando, per esempio, il nome del contenente per il contenuto) ha poi acquisito anche quello di riflesso dato dallo stesso specchio.
È poi splendida la figura della spera in quanto aspetto di un oggetto diafano visto in controluce: si può parlare della spera, uniforme o nebulosa, della carta posta davanti a un lume, o della spera di un uovo fresco, che deve essere chiara, mentre un uovo guasto avrà una spera opaca. Dopotutto, una fonte luminosa, vista in trasparenza, tende sempre ad avere la forma sfumata di un disco.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Illegale
Sillabazione: Il–le–gà–le. Illegale. (Aggettivo)
SignificatoChe è contrario alla legge. Procedimento, arresto, deliberazione illegale | Processo illegale: Che non era legislativamente esperibile nel caso concreto o che si è svolto con formalità non ammesse dalla legge.
Avverbio: Illegalmente.
Sostantivo Femminile Invariabile: Illegalità.
Sfumature:  Illegale - Clandestino – Nero – Sommerso.
Ciò che viene compiuto contravvenendo alla legge si dice genericamente illegale. Clandestino è invece ciò che, proprio perché illegale o comunque non conforme a divieti o a norme di comportamento codificate, viene compiuto in segreto; il termine si riferisce oggi soprattutto ad attività legate al gioco d'azzardo, alle scommesse, ai combattimenti fra animali e simili; in riferimento a persone, definisce chi soggiorna in un paese straniero senza averne il permesso. In quest'area di significati, nero si usa per indicare attività finanziarie o lavorative svolte in completa inosservanza della regolamentazione fiscale e previdenziale. Se riferito in particolare al lavoro, nero coincide con sommerso, che si usa per designare quelle attività economiche che sfuggono a ogni rilevamento e dunque eludono completamente i meccanismi di tassazione.

La parola del giorno del Ragazzini: Hopefully
Avverbio.
Significato1) Con (buone) speranze; fiduciosamente. 2) (Colloquiale) Si spera; se tutto va bene; come è auspicabile. Hopefully we'll get there in time; Se tutto va bene, arriveremo in tempo.

Il Morandini consiglia: Il pianista
DescrizioneGran Bretagna, Francia, Germania, Polonia. 2002. Genere: Drammatico Durata:148′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 4 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Un pianista polacco ebreo vive per tre anni con la sua famiglia nel ghetto di Varsavia e un altro da solo – ramingo, impaurito, affamato. Sopravvive sino all'arrivo dell'Armata Rossa nel 1944 e riprende a suonare Chopin alla radio di Varsavia come faceva il 1° settembre 1939. Da Death of a City (1984), autobiografia di Wladyslaw Szpilman (morto nel 2000), sceneggiata da Ronald Harwood. Rifiutata la regia di Schindler's List offertagli da S. Spielberg, R. Polanski, vicino ai 70 anni, racconta la storia di un compatriota – che ha più di un aggancio con le sue esperienze di bambino ebreo a Cracovia durante l'occupazione nazista – con un film che, tra quelli recenti sulla Shoah, è “quello che meno ci riconcilia con la Storia e che meno usa il cinema nella sua chiave consolatoria” (E. Martini). La 1ª ora è di taglio corale (una famiglia, una comunità); la 2ª parte è la storia di un uomo ridotto a un topo in fuga da un mondo di assurdità kafkiana, la storia di una solitudine. Forse è la sua arte – la musica, il pianoforte – che gli dà la forza di resistere. Spiega, a ritroso, il cinema che Polanski ha fatto per 40 anni, le sue radici e gli incubi, con un costante controllo della materia narrativa e delle emozioni. Palma d'oro a Cannes. 3 Oscar: Regia, Miglior attore protagonista Adam Brody, Miglior sceneggiatura non originale.
AUTORE LETTERARIO: Wladyslaw Szpilman
Questa sera, su Iris ore 21:00.

Finalmente un film che ho visto, ed anche recentemente! Nonostante la seconda metà della prima parte mi abbia fatto venire un'angoscia allucinante (e vi spoilero solamente il povero vecchietto in sedia a rotelle che viene scaraventato giù dal balcone) non posso fare a meno di consigliarlo. Il mio voto si avvicina più a quello del pubblico anziché a quello della critica; Adam Brody come sempre è stupendo, ma, forse per smorzare un po' l'atmosfera, alcuni punti scenografici mi sono sembrati troppo statici per essere realistici e mettendo un po' il dito nella piaga la storia va a finire fin troppo bene per ciò che succede al protagonista. E' un adattamento di una storia vera perciò vado un po' cauta con la critica sull'integrità mentale del protagonista finché non leggerò il libro autobiografico da cui il film è tratto (e dal quale non sapevo fosse tratto) e soprattutto non dico di più per non spoilerare ulteriormente. Comunque è sicuramente un film da vedere.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

domenica 13 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {10} Miserabile, Cortile, Wallop e...

Buondì!

Mi è ritornato il mal di schiena, come avevo predetto. Uff...O è colpa della spesa o è colpa della posizione che ho assunto sul divano per ricamare >.> Se è la seconda opzione vorrà dire che soffrirò fino alla fine dei miei giorni perché devo assolutamente finire l'addobbo halloweenoso in tempo >.<


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Miserabile
Sillabazione: Mi-se-rà-bi-le. Miserabile.
Significato: Che suscita pietà; che suscita disprezzo.
Dal latino: [Miserabilis], da [miserari] aver pietà.
È una parola che invita delle considerazioni eccezionalmente importanti. Infatti l'etimologia ci parla di un [miserabilis] che è degno di pietà, di commiserazione, ma miserabile è una parola che in italiano, e con una forza eccezionale, significa anche degno di disprezzo profondo.
Davanti alla desolazione del miserabile, pietà e disprezzo sono entrambe vie percorribili - e se il disprezzo non era originariamente considerato, si è poi naturalmente incuneato a fianco della pietà. È certo vero che situazioni disastrate a livello materiale si accompagnino facilmente ad una morale minata dal bisogno: lo stesso "I miserabili" di Hugo è tutto incentrato sulla questione morale in un contesto di tragica miseria.
Il problema di questa parola, ad oggi, è che non decide quale significato avere: il contesto e il tono della voce possono inclinarla verso la pietà o verso il disprezzo, ma sono due significati praticamente opposti che vi coesistono dentro, che si contaminano a vicenda. Il miserabile ha un colore sprezzante, quasi astioso, anche quando vorrebbe avere uno sguardo dolce, pietoso - e quando vuole essere aggressivo tradisce sempre la sottile colpevolezza di chi attacca il misero, il debole.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Cortile
Sillabazione: Cor–tì–le. (Sostantivo Maschile)
Significato1) Area libera scoperta, interna a uno o più edifici, per illuminare e ventilare gli ambienti interni. | Animali da cortile, pollame e simili | 2) Corte della casa colonica3) (Figurativo, SpregiativoRissa, litigio e simili da cortile, volgare, chiassoso.
Peggiorativo: Cortilaccio.
Diminutivo: Cortiletto.
Accrescitivo: Cortilone.

La parola del giorno del Ragazzini: Wallop
Tavole di flessione: Wallop (Sostantivo)
Pronuncia: Wallop - ˈwɒləp
Significato1) (ColloquialeBastonata, botta, percossa2) (Colloquiale, BoxeCapacità di picchiatore. (FigurativoCastagna3) (ColloquialeColpo. (FigurativoImpressione 4) (SlangBirra.

Il Morandini consiglia: Radiofreccia
DescrizioneItalia. 1998. Genere: Commedia Durata:112′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Nel 1993 Bruno (Federico), ideatore e unico deejay di Radio Raptus, rievoca, due ore prima della definitiva chiusura dell'emittente, la storia di Radiofreccia, aperta a Correggio (RE) nel 1975 con un trasmettitore di 5 watt e dischi portati dagli amici, che faceva capo a un quintetto: Bruno, Tito (Salimbeni), Iena (Modica), Boris (Zibetti) e Freccia (Accorsi), loro leader che morirà di overdose di eroina. Tratto dai racconti di Fuori e dentro il borgo (1997) di Luciano Ligabue, sceneggiato dall'autore-regista con Antonio Leotti. Raro esempio di film italiano di ambiente radiofonico con l'ambizione di rievocare gli anni '70 delle radio private, degli amici al bar, della new wave del rock, della droga, ma con la modesta prospettiva della provincia e un'angolazione paesana da bar Sport. Genuino, simpatico, nostalgico ma senza autocompassione, governato con un'apprezzabile discrezione nello sguardo, nel disegno dei personaggi e nella naturalezza della recitazione (specialmente AccorsiSalimbeni e la sempre brava Piccinini). Colonna sonora costata non poco alla Fandango di Domenico Procacci (Lou Reed, Lynyrd Skynyrd, Creedence Clearwater Revival). Quasi un milione di spettatori paganti. Nastro d'argentoDavid di Donatello per il Miglior regista esordiente e 3 Globi d'oro (stampa estera): Film, Regia, Musica (Alessio Vlad). Premio Amidei e Ciak d'oro a Stefano Accorsi.
AUTORE LETTERARIO: Luciano Ligabue
Questa sera, su Iris ore 22:45.

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sabato 12 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {9} Demagogo, America, Columbus e...

Buondì!

Flector fa miracoli. Riesco quasi a flettermi come prima *-* Devo imparare a stare con la schiena dritta da seduta e poi potrei non sentire neanche più dolore.
Però non potevo saltare la parola di oggi *-* Mi piace troppo pronunciarla ad alta voce XD


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Demagogo
Sillabazione: De-ma-gò-go. Demagogo.
Significato: Presso gli antichi Greci uomo di stato e oratore; Chi si accattiva il favore popolare con promesse e lusinghe.
Dal greco: [Demagogos], composto di [demos] popolo, distretto, e [agogos] conduttore, da [ago] guidare.
Il demagogo è colui che fonda la sua azione politica sulla lusinga e sulla promessa, strumenti con cui riesce a guidare il consenso e l'attenzione della massa popolare. Non importa che le lusinghe siano campate in aria, e che le promesse siano tanto lunghe quanto fantasiose: il demagogo asseconda, nelle sue concioni (nei suoi discorsi), i desideri e le aspettative delle masse, specie se scontente, facendo della penuria di senso critico la propria forza.
Il demagogo non è necessariamente carismatico, e usa delle leve che non necessitano di speciali magnetismi e ispirazioni ideali: si muove più in basso, ben al di sotto di cervello e cuore; come interlocutrici sceglie le viscere, gioca sui bisogni, sulle vanità e sulle irrazionalità, additando nemici e indicando vie maestre.
Si tratta di un demone senza tempo, forse eterno, che è fondamentale saper riconoscere; e come insegna la migliore tradizione mistica, è chiamando il demone col suo nome che lo si tiene in scacco.

Una parola dello Zingarelli al giorno: America
Sillabazione: A–mè–ri–ca. America. (Sostantivo Femminile)
Nome del continente maggiormente conosciuto, specie attraverso gli emigranti: gli Stati Uniti d'America.
Significato1) (Anche al plurale, le Americhe) Il continente americano, meta privilegiata dell'emigrazione italiana tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del XX. Non è al paese che frutta il lavoro, / ma più giù nell'Americhe lontane (U. Saba) | Gli Stati Uniti. 2) (Figurativo) Opportunità di realizzare rapidi guadagni, di raggiungere benessere economico. Crede di aver trovato l'America | Scoperta dell'America, (ironicamente) scoperta di ciò che è noto e risaputo | Lo zio d'America, (scherzosamente) parente ricco che, morendo in Paesi lontani, lascia una notevole o inattesa eredità.

La parola del giorno del Ragazzini: Columbus
Pronuncia: Columbus - kəˈlʌmbəs
Significato(Sostantivo) Colombo (Cristoforo)
Columbus Day, festa per l'anniversario della scoperta dell'America (12 ottobre 1492).

Il Morandini consiglia: Mission: Impossible III
DescrizioneUSA. 2006. Genere: Avventure Durata:125′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: Ai ragazzi (A Tutti). Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Ethan Hunt ha scelto di dedicarsi all'addestramento di nuovi agenti dell'IMF, con l'intenzione di sposare Michelle, che non sa nulla del suo passato. Le cose cambiano quando entra in scena un trafficante di armi psicopatico e privo di coscienza, che gli rapisce l'amata per ottenere da lui quello che vuole. Quel che meno conta anche in questo 3° capitolo è proprio la trama. Buon film d'azione, ricco di spie, controspie, inseguimenti, conflitti a fuoco, scazzottate ed esplosioni di sequestri e torture, per colorire l'eterna lotta tra il Male e il Bene. La parte più interessante del film – meno giallo di quello di De Palma e meno rocambolesco di quello di Woo – diretto da Abrams (creatore del serial TV Lost) riguarda i rapporti del protagonista con gli altri membri della squadra e l'analisi del conflitto tra vita privata e “lavoro” di un agente segreto. Hoffman disegna la figura di un memorabile cattivo.
Questa sera, su Rete4 ore 21:20.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

venerdì 11 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {8} Brocco, Clandestino, Proper e...

Buondì!

Se credessi una giornata a Lourdes non me la leverebbe nessuno. Possibile mai che un giorno si ed uno no io stia male? Questa volta non è la mia classica febbre, ma un mal di schiena atroce e paralizzante. Ieri non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto ed ogni movimento mi faceva mozzare il respiro. Oh santa pace. Oggi va un po' meglio. Se non altro riesco a restare seduta senza morire di dolore. Sono una persona che non dice mai di no al sano ozio, ma non riesco proprio a stare sdraiata per tutto il giorno. Mi fa andare fuori di testa. Posso, invece, stare seduta tutto il tempo perché in un modo o nell'altro mi posso tenere occupata, ma sdraiata proprio no. E soprattutto non riesco a stare con le mani in mano quando ho da fare! Ho cercato di rotolare e strisciare fino al pc per aggiornare il post del mio ultimo giveaway, ma mi richiedeva troppo tempo in posizione eretta e proprio non ce la facevo. Ho rimediato questa mattina, prima che l'effetto del cerotto medicamentoso finisca. Quindi se siete un po' curiosi sul secondo premio misterioso andare qui.

Ma veniamo a noi...Ritorna l'appuntamento con Un albero di parole, e come sempre con parole più o meno di uso comune!


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Brocco
Sillabazione: Bròc-co. Brocco.
Significato: Ramo secco, puntuto, spinoso; Punta metallica; Cavallo vecchio; Persona poco capace, dappoco.
Dal latino: [Broccus] sporgente, riferito in particolar modo ai denti.
Si tratta di una parola che, in quanto sinonima di "schiappa", è molto conosciuta e diffusa; ma questo non è il suo unico significato, anzi: la sua radice è stata di una fertilità impressionante. Infatti dal medesimo [broccus] latino sono nati ad esempio anche "broccoli" e "broccato" - sempre partendo dall'immagine originale di una sporgenza, di una punta.
Così, nonostante sia piuttosto raro, il primo fra i significati di "brocco" che troviamo annoverati nei dizionari è quello di stecco, spino - e questa figura resta nei significati di borchia, punta metallica, e anche in quello di cavallo vecchio, sfiatato. Infatti, forse, questo passaggio semantico si origina dal fatto che i vecchi cavalli hanno denti più sporgenti e malmessi rispetto ai giovani. Dal cavallo bolso, poi, il brocco è passato ad indicare anche l'atleta poco talentuoso e infine, al poco talentuoso in generale, allo scemo, all'incapace.
È incredibile che dietro al dare del brocco a qualcuno ci sia tanta storia, e così complessa. Ah, i broccoli si chiamano così sempre per via della loro forma sporgente, e il broccato perché ha un disegno in rilevo.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Clandestino
Sillabazione: Clan–de–stì–no. Clandestino.
Dal francese clandestin, dal latino clandestīnu(m), da clăm ‘di nascosto.
SignificatoAggettivo. 1) Che si fa in segreto, specialmente in violazione di leggi; divieti e simili. Contratto clandestino; Matrimonio clandestino; Pubblicazione clandestina; Bisca clandestina. | Movimento clandestino = Gruppo di azione politica clandestino | Lotto clandestino = Gioco del lotto tenuto da un privato, ma regolato sul lotto pubblico | Coppia clandestina = Chi si incontra in segreto per nascondere ad altri la propria relazione amorosa. 2) Che vive e opera nascostamente, in modo occulto. Combattente clandestino; Organizzazione clandestina. 3) Chi è entrato e vive in un Paese in modo illegale. Immigrato, lavoratore clandestino.
SignificatoSostantivo. 1) Passeggero imbarcato nascostamente su nave o aereo. Per estensione, chi viaggia senza pagare il biglietto. C'è un clandestino a bordo2) Militante in un'organizzazione politica che opera in modo segreto, occulto. 3) Immigrato clandestino. Sanatoria per i clandestini.
Avverbio: Clandestinamente.
Sfumature: Illegale.
Sostantivo Femminile Invariabile: Clandestinità: Condizione di chi, o di ciò che, è clandestino. 

La parola del giorno del Ragazzini: Proper
Tavole di flessione: Proper
Pronuncia: Proper - prɒpər
Significato(Aggettivo) 1) (Grammatica, Matematica, Religione); Proprio, particolare, speciale, pertinente, corretto, esatto. A proper noun (o name); Un nome proprio. (Religione) Proper rites; Uffici propri (o speciali). In the proper sense of the word; Nel senso proprio della parola. Proper fraction; Frazione propria. 2) Appropriato, adatto, conveniente, giusto, equo, opportuno. Do it the proper way; Fallo come si deve, fallo nel modo giusto. (Medicina) Proper treatment; Trattamento appropriato, terapia appropriata. The proper tool for this job; L'arnese adatto a questo lavoro. A proper price; Un prezzo equo. At the proper time; al momento opportuno. It was proper for him to decline the offer; Fu giusto che rifiutasse (o fece bene a rifiutare) l'offerta. 3) Decente, decoroso, rispettabile, perbene. Proper behaviour; Comportamento decoroso. Would it be quite proper?; Sarebbe proprio decoroso?, Starebbe davvero bene? 4) Adeguato, esauriente, serio. A proper investigation of something; Serie indagini su qualcosa. 5) (Posposto) Propriamente detto. The population of New York proper; La popolazione di New York propriamente detta (escludendo i sobborghi). 6) (Colloquiale) Vero, vero e proprio, bell'e buono. I want a proper cat, not a toy one; Voglio un gatto vero, non uno giocattolo. A proper job; Un lavoro vero e proprio (o regolare). A proper mess; Un vero pasticcio. 7) (Araldica) Al naturale. A peacock proper; Un pavone (rappresentato sullo stemma) al naturale.
Significato(Nome. Religione) 1) Proprio. Proprio ufficio.
Significato(Avverbio. Slang Inglese) 1) Assai; molto; proprio. He was proper fed up; Era proprio scocciato.
To do the proper thing by somebody; Comportarsi correttamente con qualcuno. (Colloquiale) To start proper; Cominciare a fare sul serio.
SINONIMI: Correct, right, good, suitable, appropriate.
CONTRARI: Improper, wrong.

Il Morandini consiglia: Una sconfinata giovinezza
DescrizioneItalia. 2010. Genere: Drammatico Durata:95′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 2
Recensione (Il Morandini 2013): Sconfinare significa uscire, oltrepassare il confine, ma sconfinato = senza limiti, senza fine. Nel suo 41° film, da lui scritto e desunto da un suo libro, i due significati convivono e si alternano. Docente universitaria da 25 anni, sposata, senza figli, col giornalista sportivo Lino, Chicca nota che il marito ha sempre più spesso vuoti di memoria. Ostacolata dai parenti, lo accudisce personalmente, ma quando, nel regredire verso l'infanzia in un mondo impregnato di sogni, fantasie, superstizioni, ha anche inconsulti scatti di irosa violenza, lo fa visitare da un neurologo: Alzheimer. Un incidente stradale in cui Chicca rimane ferita diventa il punto di rottura del racconto, fino a quel momento in alternanza tra presente (la malattia di lui, la tenera devozione di lei) e passato (l'infanzia di Lino nella provincia bolognese) in flashback virati in seppia (fotografia: P. Rachini). È una rievocazione, e una fuga dal presente, in cui lo sguardo di Avati ripercorre molti dei suoi tipici temi. I personaggi di contorno sono descritti con una velata critica, specialmente verso le giovani generazioni. Non è, forse, un film pienamente riuscito, ma contraddice la banalità di molti critici che gli rimproverano di “fare sempre lo stesso film”. Scontata la bravura di Bentivoglio, oggi il migliore attore italiano di composizione dopo Servillo, ma non quella di Francesca Neri.
AUTORE LETTERARIO: Pupi Avati.
Questa sera, su Rai3 ore 21:05.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

venerdì 4 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {7} Kamikaze, Nostalgico, To forbear e...

'Sera!

Ritorna l'appuntamento con...Un albero di parole!
Questo pomeriggio sono crollata sul divano quindi al momento sono bella pimpante XD
Per quanto riguarda lo spazio dedicato a Una parola al giorno dovete sapere che un giovedì ogni due comparirà una parola giapponese ormai diventata consuete anche per noi italiani. Una parola al giorno insieme ad Haruki Ishida, giovane dottore in Lingua e Letteratura italiana dell'Università di Kyoto, cerca di tracciare l'origine e il modo in cui vive nella nostra cultura un lessico che fino a tempo fa non ci apparteneva.


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Kamikaze
Sillabazione: Ka-mi-kà-ze. Kamikaze
Voce giapponese che significa "vento divino", composto da [kami] divinità shinto e [kaze] vento. 
Significato: Pilota giapponese che durante la seconda guerra mondiale effettuava missioni suicide; Terrorista suicida; Persona temeraria che si getta in un'impresa rischiosa.
"Kamikaze" è una delle parole giapponesi più famose nel mondo. L'origine etimologica è molto vecchia. Questa parola appare per la prima volta nella mitologia giapponese, ma è diventata famosa nell'epoca Kamakura. Nel 1274 e nel 1281 il condottiero mongolo Kublai Khan mandò delle truppe in Giappone, però entrambe le volte questo progetto è fallito perché grandi tifoni hanno attaccato le navi mongole. I Giapponesi in quest'era hanno chiamato i due tifoni "Kamikaze" e hanno creduto che il Giappone fosse protetto da divinità.
Ma adesso la parola è conosciuta in altro senso, cioè come "gli attacchi suicidi dei piloti giapponesi" nella seconda guerra mondiale (che, per inciso, noi Giapponesi chiamiamo Guerra del Pacifico siccome le armate giapponesi non hanno combattuto in Europa ma principalmente sull'Oceano Pacifico contro gli Stati Uniti). Era un'azione folle. Adesso la parola "kamikaze", in giapponese, non viene più usata. Forse consideriamo questa parola un genere di tabù perché è troppo triste. Ma noi, dall'altro lato, rispettiamo i soldati kamikaze; quasi tutti loro erano soldati semplici. Credevano che i loro attacchi suicidi fossero efficaci per proteggere la patria e la famiglia (possiamo leggerlo nelle loro lettere). Adesso noi viviamo in pace. Quindi li rispettiamo e non li dimentichiamo.
In italiano questa parola viene usata principalmente nei media per indicare attacchi suicidi di stampo terroristico. Gli altri significati più strettamente legati alla storia giapponese sono relegati, appunto, in ambito storico. È però da notare come l'immagine del "vento divino" sia originariamente un'immagine di difesa, divina o militare, rispetto ad una guerra in corso o minacciata - immagine che ha poco a che vedere con gli attacchi terroristici nei confronti di civili inermi, di cui si ha tristemente spesso notizia. Perciò si può dire che da noi sia una parola usata con grave improprietà.
Notiamo infine che qui in Italia è una parola che si presta ad un uso figurato, e anche ironico: Quando qualcuno si lancia in un'impresa audace con poche possibilità di riuscita o affronta un rischio con temerarietà, lo si chiama kamikaze.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Nostalgico
Sillabazione: No–stàl–gi–co. Nostalgico (Aggettivo)
Deriva dalla locuzione a babbo morto, quando il babbo sarà morto.
Significato: 1) Da nostalgia, caratterizzato da nostalgia. Sentimento nostalgico, abbandono, rimpianto nostalgico, che manifesta nostalgia. Sguardo nostalgico. 2) Persona che soffre di nostalgia. Una ragazza nostalgica. 3) Che (o chi) rimpiange un regime politico ormai passato. Tendenze nostalgiche, un ritrovo di nostalgici.
Plurale maschileNostalgici.
Al Femminile: Nostalgica.
Avverbio: Nostalgicamente. Con nostalgia. 

La parola del giorno del Ragazzini: To forbear
Tavole di flessione: Forbear (Verbo)
(Passato: Forbore, Participio Passato: Forborne)
Pronuncia: To forbear - fɔ:ˈbɛər 
Significato(Verbo Intransitivo) 1) Astenersi (da), evitare (di), fare a meno (di), trattenersi (da). To forbear from asking questions; Evitare di porre domande. To forbear to comment; Trattenersi dal commentare. 2) (Uso arcaico) Essere paziente (o indulgente), avere pazienza, sopportare.
Significato(Verbo Transitivo) 1) Trattenere. I could not forbear a smile; Non potei trattenere un sorriso.

Il Morandini consiglia: Pallottole su Broadway
DescrizioneUSA. 1994. Genere: Commedia Durata:99′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): New York, ultimi anni '20. Per mettere in scena a Broadway un suo copione, un giovane commediografo di provincia accetta i dollari sporchi di un gangster che vuole lanciare un'amichetta. S'intromette Ciccio, sicario e guardia del corpo, che con i suoi suggerimenti gli migliora la commedia ed elimina la ballerinetta, attrice troppo inetta. Fa pensare a un gangster-film Warner Bros messo in immagini da Visconti, ammirevole per ingegneria narrativa, vivacità di dialoghi, raffinatezza scenografica e musicale. Sotto le apparenze ilari è un ironico apologo sull'arte e sul teatro, ma c'è anche il tema dell'arte che deve avere radici nella realtà, ma essere qualcosa di diverso. Ottimi Palminteri e la Wiest, premiata con l'Oscar.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

sabato 28 settembre 2013

Rubrica: Un albero di parole {6} Fila, Babbomorto, Pressure e...

'Sera!

Dovevo passare prima, ma Cattivissimo Me mi ha tenuta incollata al divano *-* Sdraiata, cuscino sotto la testa e copertina addosso non ce l'ho proprio fatta ad alzarmi per passare di qui. Dopo aver girato per 8 ore nel caos di un complesso commerciale ci stava. Inizio ad odiare uscire di sabato. C'è solo confusione. E nel ristorante con menù a buffet bisogna pure aspettare che si liberi un tavolo. Ed i bambini mi fregano tutto il gelato >.> E poi ci sono file ovunque...


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Fila
Sillabazione: Fì-la. Fila (Sostantivo)
Deriva dal latino: [Filus], Filo.
Significato: Insieme di cose o persone allineate una dopo l'altra.
Il discorso più rilevante che si può fare relativamente all'uso di questa parola non attiene al suo significato, ma ai suoi rapporti con la parola "filo", e fra i rispettivi plurali. Notiamo subito che, nonostante la comune radice etimologica, "la fila" e "il filo" sono due cose diverse: la fila è una successione di elementi, il filo è un elemento tessile lungo e sottile, e la prima, avendo l'aspetto di una linea, nasce come significato figurato del secondo.
Fin qui non sorgono problemi, ma è con i plurali di queste parole che la faccenda si complica: il plurale di "la fila" è "le file", (una fila di automobili, due file di automobili) mentre "il filo" ha due varianti di plurale: "i fili" e "le fila". Il maschile viene usato per indicare l'oggetto concreto (i fili di un tappeto), il femminile per indicare la trama, o comunque l'oggetto metaforico (le fila del racconto, le fila del complotto). Ma "le fila" non deve essere usato come plurale di "la fila". Sono due oggetti diversi. Capita spesso di leggere in libri o quotidiani, o di sentire in discorsi o film, espressioni come "serrare le fila" - espressioni improprie, in cui i concetti di "fila" e "filo" vengono confusi. Si serrano le file, non le fila: è un'espressione militare, e negli eserciti ci sono file di soldati, non fili di soldati.
Si dirà che l'uso di "le fila" come plurale di "la fila" è ormai invalso pacificamente, e può esser vero. Ma se "la fila" e "il filo" sono cose diverse, sono cose diverse anche "le file" e "le fila" (o "i fili").

Una parola dello Zingarelli al giorno: Babbomorto
Sillabazione: Bab–bo–mòr–to. Babbomorto (Sostantovo Maschile)
Deriva dalla locuzione a babbo morto, quando il babbo sarà morto.
Significato: Dal Toscano. Debito fatto dal figlio e pagabile alla morte del padre con l'eredità.
PluraleBabbimorti.

La parola del giorno del Ragazzini: Pressure
Tavole di flessionePressure (Sostantivo)
PronunciaPressure - prɛʃər
Significato: 1) (Fisica, Meccanica, Medicina.) Pressione. The pressure of a tyre; La pressione di un pneumatico. Water pressure; Pressione dell'acqua. Blood pressure; Pressione sanguigna. Atmospheric pressure; Pressione atmosferica2) (Fisica, Meccanica) Compressione. Pressure microphone; Microfono a compressione. 3) (Figurato) Pressione, costrizione, tensione, tensioni, stress. Economia: Prices have come under some slight pressure; Si sono registrate lievi tensioni sui prezzi. To bring pressure to bear on somebody; Esercitare (o fare) pressioni su qualcuno. To ease the pressure. Ridurre la pressione, allentare la tensione. Under pressure; Sotto pressione. To put pressure on somebody; Mettere qualcuno sotto pressione. To bow to pressure; Cedere a pressioni. Relentless pressure; Pressione incalzante. 4) Difficoltà. Financial pressure; difficoltà finanziarie. 5) (Militare e sport) Pressione. Pressing.
● (Meccanica) Pressure bar; Premilamiera. (Aeronautica) Pressure cabin; Cabina pressurizzata. (Metallurgia) Pressure casting; Pressofusione. Pressure cooker; pentola a pressione. (Meccanica, Automobilismo) Pressure feed; Alimentazione forzata. Pressure gauge; Manometro. Pressure plate; Spingidisco. (Politica, Economia) Pressure group; Gruppo di pressione. (Meccanica dei fluidi) Pressure head; Altezza piezometrica. Pressure of business; Affari urgenti, cumulo di lavoro. (Medicina) Pressure points; Punti cutanei sensibili alla pressione. Pressure regulator. Regolatore della pressione. (Informatica) Pressure sensitive; Sensibile alla pressione. (Tecnica) Pressure suit; Tuta pressurizzata. Pressure welding; Saldatura per pressione (Elettricità) Pressure switch; Interruttore a pressione. Pressure washer; Idropulitrice. (Commercio) Under the pressure of competition; Sotto lo stimolo della concorrenza. (Figurativo) To work at high pressure; Lavorare intensamente, essere sotto sforzo (o sotto pressione). To yield under pressure; Cedere per le pressioni subite.
SINONIMI: (Tensione). Stress, anxiety, strain, tension, demands.

Il Morandini consiglia: Habemus papam
DescrizioneItalia/Francia. 2011. Genere: Commedia drammatica Durata:104′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Morto il papa, a sorpresa i cardinali in conclave eleggono il francese Melville che accetta, ma al momento di affacciarsi al balcone di San Pietro urla la sua angoscia. Si convoca d'urgenza l'illustre psicoanalista Brezzi, ma è ininfluente. L'eletto non cambia idea, anzi, in borghese sfugge alla sorveglianza della scorta, gira per Roma e cerca sé stesso. Lo recuperano in un teatro mentre assiste alla messinscena del Gabbiano di Cechov (che conosce a memoria) e lo riportano ai suoi doveri. Prodotto dall'autore (Sacher) e da Procacci (Fandango), scritto con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli, il dodicesimo di Moretti, storia di una fuga impossibile, è un film complesso e stratificato. Mescola tragedia e commedia, generosità e melanconia, metafore e rimpianti, pessimismo e speranza, trovate geniali (nessuno tra i cardinali vuole essere eletto) e momenti banali, il senso del vuoto e la scissione tra Maschile e Femminile. Si chiude come all'inizio: il balcone rimane vuoto. Ha il suo atout in Piccoli, un'interpretazione memorabile, e collaboratori ineccepibili tra cui Alessandro Pesci (fotografia) e Paola Bizzarri (scene) che ha ricostruito gli interni del Vaticano in teatro. È forse il più importante, sicuramente il più ambizioso film di Moretti, ma non il più riuscito perché viziato dal suo narcisismo, quello per esempio che gli fa trascurare l'ex moglie psicoanalista di Brezzi e lo fa dilungare troppo nel torneo di pallavolo. 3 David di Donatello: Attore protagonista (Michel Piccoli), scenografo (Paola Bizzarri), costumista (Lina Merli Taviani).

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Rubrica: Un albero di parole {5} Mulatto, Ampolloso, Pressing e...

'Sera ù.ù

Oh che stanchezza. Non credevo che uscire da un mercatino dell'usato senza comprare nessun libro fosse così faticoso! Questa volta mi sono fatta tentare solamente da una tisaniera e da un copri ipod, che tra l'altro ho pure sbagliato a comprare T.T Ma io credevo di avere il Nano ed invece le misure sono sballate...Sarà di una diversa generazione? Buh...Mi toccherà mettere mano alla mia creatività e sforbiciare sulla custodia in silicone ù.ù Non mi dispero più di tanto perché ci ho buttato solo 50 centesimi e con tutte le botte che prende ultimamente il mio fido compagno non potevo fare altrimenti...In realtà avrei potuto fare un copri ipod fighissimo in feltro a forma di animaletto puccioso, ma mi manca il colore giusto perciò finché non lo trovo mi arrangio così! Ok...Credo sia ora di mettere mano al vocabolario!


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Mulatto
Sillabazione: Mu-làt-to. Mulatto (Aggettivo - Sostantivo Maschile)
Deriva dallo spagnolo: [Mulato], derivato di mulo, animale ibrido, nato da un asino e una cavalla..
Significato: Figlio di un genitore dalla pelle bianca e di uno dalla pelle nera.
"Mulatto" solleva una questione di politica della lingua.
È una parola largamente impiegata per indicare chi abbia un colore di pelle a metà fra il bianco e il nero, in particolare, poiché figlio di genitori con colori di pelle diversa. Dall'etimo possiamo notare però che, fra tutti i sinonimi che si possono usare per indicare questa particolare qualità, non è il più lusinghiero, né il più neutro. Infatti il mulo, storicamente, non è proprio il principe della fattoria; e se probabilmente era l'esempio più immediato di ibrido, nell'immaginario dei tempi in cui questa parola è nata, oggi presentare il mulatto come un incrocio fra razze (equine) non è gradevole!
Forse la parola migliore per indicare la medesima qualità è "meticcio": non avrà un suono straordinariamente bello, ma deriva dal latino [mixtus], misto, un'origine decisamente più elegante e compassata.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Ampolloso
Sillabazione: Am–pol–ló–so. Ampolloso (Aggettivo)
Deriva da Ampolla, per la forma gonfia.
Significato: Ridondante, enfatico: tono e stile ampollosi.
Diminutivo: Ampollosetto.
Avverbio: Ampollosamente.
Sostantivo Femminile Invariabile: Ampollosità; Ridondanza, enfasi, eccessiva ricercatezza nel parlare o nello scrivere.

La parola del giorno del Ragazzini: Pressing
Tavole di flessionePressing (Aggettivo - Sostantivo)
PronunciaPressing - prɛsɪŋ
SignificatoAggettivo. 1) Incalzante, urgente, imminente, pressante. A pressing matter; Un affare pressante. Pressing need; Bisogno urgente. Pressing danger; pericolo imminente. 2) Insistente, caloroso, importuno. A pressing petitioner; Un postulante importuno. A pressing invitation; Un invito pressante.
SignificatoSostantivo1) Metallurgy/Metallurgia. Pressatura, (anche) stampaggio di lastre. 2) Stampaggio (specialmente di dischi). 3) Disco (fonografico) stampato. 4) Pressione, insistenza. It didn't take much pressing to convince him; Non è stato necessario insistere molto per convincerlo. 5) Pigiatura (dell'uva). 6) Stiratura. Clothes for pressing; Abiti da stirare.
N.B. E' un falso amico. Pressing non significa pressing in senso calcistico.

Il Morandini consiglia: Iron Man
DescrizioneUSA. 2008. Genere: Fantastico Durata:126′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: Ragazzi (A Tutti). Voto Critica: 2,5 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Orfano, sottaniere e miliardario, Tony Stark produce armi. È rapito dai talebani, salva la pelle con l'applicazione di un cuore artificiale e si costruisce una super armatura per evadere. Ci riesce e, segnato dall'esperienza, diventa un super eroe pacifista. Creato da Stan Lee, Don Heck e Jack Kirby nel 1963 per la rivista Tales of Suspense, Iron Man è un eroe conservatore che ieri ha “armato” il Vietnam e oggi “attrezza” l'intervento afghano. Come tutti gli eroi della Marvel, anche Iron Man nasce da un episodio doloroso, ma non ha superpoteri, ha solo cervello e inventiva. E un sacco di soldi. E sceglie di metterli al servizio della pace. Downey, attore bravo e sofferto, gli conferisce spessore e calore e ci mette del suo per dare all'eroe più reazionario della Marvel una veste politicamente corretta..

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venerdì 27 settembre 2013

Rubrica: Un albero di parole {4} Scilinguagnolo, Ampolla, To snarl e...

'Sera ù.ù

Ebbene si...Dopo aver pubblicato il mio calendario sono scappata via dalla vergogna ù.ù
In realtà sono solo andata a fare la spesa, dato che il frigo stava piangendo, ma questi sono dettagli XD
Faccio una piccola toccata e fuga prima di andare a dormire per lasciarvi le parole di oggi. O dovrei dire di ieri? InZomma...Essendo mezzanotte passata la frase potrebbe essere un po' ambigua perciò dico che lascio le parole di mercoledì!


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Scilinguagnolo
Sillabazione: Sci-lin-guà-gno-lo. Scilinguagnolo (Sostantivo Maschile)
Forse deriva dal latino: [sublinguaneus], composta da [sub] sotto e [lingua] lingua.
Significato: Frenulo linguale, parlantina.
È una parola buffa, colorita, e dal suono felicissimo. Guardando alla sua evoluzione, non è difficile immaginare come sia accaduto che dal nome popolare di un elemento anatomico della lingua sia passata metaforicamente ad indicare la parlantina: lo scilinguagnolo è il frenulo linguale, e il suo nesso con la scioltezza della lingua è intuitivo e immediato.
Dato che non capita spesso di impiegare nomi popolari di elementi anatomici (almeno, non di questo), questa parola può essere più utilmente usata proprio in senso metaforico, con dei bei colori di brio ed ironia. Alla cena di famiglia si parlerà a lungo col nipotino, che già alla sua età mostra un discreto scilinguagnolo; Gli studenti con un buono scilinguagnolo riusciranno a fare intendere al professore che hanno studiato ciò che invece non hanno studiato; E in fila dal medico ci si ritroverà preda dell'inesorabile scilinguagnolo degli altri pazienti.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Ampolla
Sillabazione: Am–pól–la. Ampolla (Sostantivo Femminile)
Dal latino: [ampŭlla(m)], diminutivo di ămphora, dal greco [amphoréus]; Voce composta da [amphí] dalle due parti e [phérō] io porto.
Significato: 1) Piccolo recipiente in vetro o in ceramica, a base larga e panciuta e a imboccatura stretta: le ampolle dell'olio, dell'aceto. 2) Involucro, specialmente di vetro, in cui viene praticato il vuoto o vengono introdotti gas inerti per consentire particolari effetti elettrici o elettronici: ampolla del tubo a raggi catodici, a raggi X. 3) Vasetto metallico contenente l'olio sacro. 4) Anatomia. Segmento più espanso di un condottoAmpolla rettale, ultimo tratto, dilatato, dell'intestino retto. 5) Raro. Rigonfiamento simile a vescica visibile talvolta in alcuni vegetali.
Diminutivo: Ampolletta, ampollina.
Diminutivo Maschile: Ampollino.

La parola del giorno del Ragazzini: To Snarl
Tavole di flessioneTo Snarl (Verbo)
PronunciaSnarl - snɑ:l
Significato: Verbo Intransitivo1) Ringhiare (del cane). 2) Parlare con acredine o rabbiosamente. 3) Figurato. Ringhiare. 4) Aggrovigliarsi, arruffarsi, ingarbugliarsi. 5) Automobilistico. (Spesso to snarl upIngorgarsi, intasarsi.
Significato: Verbo Transitivo1) (Di solito to snarl out) Esprimere, o manifestare o sfogare, con parole aspre, stizzose; grugnire. To snarl (out) one's contempt [discontent]; Manifestare il proprio disprezzo [sfogare la propria scontentezza] con parole aspre, stizzose. 2) Aggrovigliare, arruffare e ingarbugliare. A snarled skein; Una matassa arruffata. 3) (Spesso to snarl up) Mettere in disordine, gettare nello scompiglio, intasare, ingorgare. The pile-ups snarled up traffic on the M6; I tamponamenti a catena hanno intasato il traffico sull'autostrada M6.

Il Morandini consiglia: Roma città aperta
DescrizioneItalia. 1945. Genere: Drammatico Durata:103′ Fotografia: Bianco&Nero Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 4 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Nella Roma del 1943-44, occupata dai nazifascisti, la lotta, le sofferenze, i sacrifici della gente sono raccontati attraverso le vicende di una popolana, di un sacerdote e di un ingegnere comunista: la prima è abbattuta da una raffica di mitra; il terzo muore sotto le torture; il secondo viene fucilato all'alba alla periferia di Roma, salutato dai ragazzini della sua parrocchia. Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di neorealismo. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. Nastri d'argento per il Miglior film e Miglior attrice non protagonista ad Anna Magnani. Grande successo internazionale, molti premi all'estero e una nomination all'Oscar della sceneggiatura firmata da Roberto Rossellini, Sergio Amidei e Federico Fellini. Titolo inglese: Open City.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

mercoledì 25 settembre 2013

Rubrica: Un albero di parole {3} Allampanato, Distruttivo, Familiarity e...

Buondì! ^^

Non mi aspettavo proprio che questo spazio giornaliero riscontrasse così tanto successo *-*
Adesso mi tocca migliorarlo ù.ù A parte gli scherzi...Non ricordo come mai sono approdata sul sito della Zanichelli per ricevere la parola del giorno, ma non mi ero poi posta il problema di cercare la parola del giorno sul sito di altri vocabolari importanti. Appena ho un po' di tempo andrò a sbirciare il sito della Treccani e quello dell'Accademia della Crusca (Ebbene si...Camilla P. mi hai fatto incuriosire XD P.s. Dopo una vita in lotta con Google + ho capito come trovare il tuo blog dalle informazioni del profilo T.T Era ora direi! XD), anche perché cerco un qualcosa con un po' di storia della parola e non solo il significato spiegato in maniera così basica...Se avete dei suggerimenti o se vi aspettate qualcosa di diverso quando cercate la spiegazione di una parola non fatevi problemi a dirmelo nei commenti ed io cercherò di far diventare questo spazio il più completo possibile ^^

Ah (sospiro)...Di sicuro io non sono allampanata...


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Allampanato
Sillabazione: Al-lam-pa-nà-to. Allampanato (Aggettivo)
Deriva da [lampana], variante di "lampada". Che somiglia ad una lampada.
Significato: Alto e magro.
È una parola che capita spesso di sentire, che conferisce dei bei connotati scherzosi al significato di alto e magro, connotati che si possono comprendere ritrovando un contatto con l'immagine etimologica.
Per la verità esistono idee diverse su quale sia questa immagine: la metafora della lampada potrebbe riferirsi propriamente al fusto della lampada, per cui è allampanato chi ha le fattezze di un lampione; altrimenti potrebbe essere riferita alla trasparenza della lampada, che fa passare la luce come sembra faccia una persona estremamente magra e sottile.
Avere ben presente l'immagine che originariamente significa questa parola permette di usarla con forza espressiva; se si parla del cugino allampanato o dell'allampanato ragazzo di nostra figlia avendo in cuore la figura allungata di una lampada, questa parola diventerà concreta, materiale, e viva.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Distruttivo
Sillabazione: Di–strut–tì–vo. Distruttivo (Aggettivo)
Voce dotta, dal latino tardo: Destructīvu(m), da [destrŭctus] distrutto.
Significato: Che è atto a distruggere, che distrugge; azione distruttiva, critica distruttiva, che pone in rilievo solo gli aspetti negativi e non suggerisce soluzioni valide.
Avverbio: Distruttivamente.
Sostantivo Femminile Invariabile: Distruttività: Caratteristica di ciò che è distruttivo. In Psicologia: Aggressività che non viene messa in atto per proteggersi ma è finalizzata all'annientamento di qualcosa o di qualcuno (dall'inglese destructiveness)

La parola del giorno del Ragazzini: Familiarity
Tavole di flessione: Familiarity (Nome Uncountable)
Pronuncia: Familiarity - fəmɪlɪˈærətɪ
Significato1) Buona conoscenza, dimestichezza, pratica; Familiarity with Chinese, Buona conoscenza del cinese - Lack of familiarity: Scarsa dimestichezza; ignoranza. 2) Familiarità, confidenza, intimità, confidenzialità; Unwelcome familiarity, Confidenzialità sgradita. 3) Familiarità, (l')Essere noto.
ProverbioFamiliarity breeds contempt. Confidenza toglie riverenza.

Il Morandini consiglia: Hollywoodland
DescrizioneUSA. 2006. Genere: Drammatico Durata:126′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 2
Recensione (Il Morandini 2013): Il 10 giugno 1959 morì suicida a 45 anni l'attore George Reeves che dal 1950 al '58 era stato un popolare Superman in TV, ma anche depresso prigioniero del suo ruolo. Sua madre si rivolge a Louis Simo, investigatore privato pasticcione perché scopra la verità. Nella sceneggiatura del giovane esordiente Paul Bernbaum si propongono due, anzi tre, ipotesi della sua morte. Primo film per il cinema di Coulter, provetto regista TV (The Sopranos, Sex and the City). Coppa Volpi a Venezia 2006 per il protagonista Affleck, ma Brody è più bravo. Molti temi, e almeno 4 linee narrative, s'intrecciano in un film che sfugge a una definizione precisa di genere: la solitudine in un mondo governato da denaro, corruzione, successo, tradimenti; la fama cinetelevisiva e i suoi costi; il rancore di un attore verso il personaggio in cui è immobilizzato; la divisione tra “perdenti” e “vincenti”; la rievocazione di Hollywood nell'epoca dello studio system. Quando Reeves morì, i mass media annunciarono nei titoli che era morto Superman.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù
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