domenica 8 gennaio 2012

Recensione: Artemis Fowl: L'incidente Artico di Eoin Colfer


Bonne Soire!

Prima o poi riuscirò a postare di giorno, lo giuro :-P
Questa sera faccio una piccola toccata e fuga per lasciare la recensione dell'ultimissimo libro che ho letto ^^

Voto
Titolo: Artemis Fowl: L'incidente Artico
Autore: Eoin Colfer
Traduttore: Ragusa A.

Editore: Mondadori  (collana Contemporanea)
Pagine: 312 Formato: Rilegato
Prezzo: 16.00€
Isbn: 9788804509035

Trama: Artemis Fowl è davvero un genio criminale? Sì, visto che a dodici anni è riuscito a impadronirsi dell'oro custodito dal Popolo delle creature fatate e a beffarsi della magia grazie al proprio stupefacente Q.I. Cinico, senza scrupoli e provvisto di una schiacciante superiorità intellettuale, Artemis ha tuttavia un punto debole: l'amore per la madre, che pretende di mandarlo a scuola come un moccioso qualunque, e per il padre, misteriosamente scomparso fra i ghiacci dell'Artico. Ed è appunto per ritrovare Fowl Senior che Artemis deve chiedere aiuto ai suoi nemici di sempre, Spinella Tappo della polizia elfica e il suo burbero comandante Julius Tubero. Un'inedita alleanza che darà vita a una turbinosa avventura magico-tecnologica condita con robuste dosi di azione, suspense e humour nero.

L'autoreEoin Colfer (Wexford, Irlanda, 1965) ha fatto l'insegnante per quindici anni e, dopo aver vissuto in Tunisia, Italia e Arabia Saudita, è tornato a stabilirsi nella sua città natale. Ha iniziato a scrivere prestissimo (commedie, costringendo i suoi compagni a recitarle) e non ha più smesso, ottenendo il primo grande successo nel suo paese con il romanzo Benny e Omar. E' l'autore della serie di bestseller di Artemis Fowl che è stata tradotta in quaranta lingue, per lo più umane. Tra i suoi altri titoli La lista dei desideri, I predatori blu e Alf Moon Detective Privato che è diventato una serie di successo TV della BBC. I suoi libri hanno vinto diversi premi, tra i quali il Libro dell'Anno per Ragazzi nel Regno Unito e in Germania, e un Premio Aringa Affumicata di Betelgeuse per il principiante più basso, che però tiene nascosto nel suo garage perché è radioattivo e spaventa i bambini. E un'altra cosa... è il primo libro che Eoin Colfer ha scritto per adulti: ha trovato l'esperienza assai simile a quella di scrivere per i ragazzi se si eccettua un impiego di gran lunga minore di frasi come "non è colpa mia" e "nessuno di voi mi capisce".
Nel 2003 è stato candidato al Premio Unesco per la letteratura per bambini e ragazzi al servizio della tolleranza e della pace.

Recensione: Ma io adoro, adoro, adoro, Artemis Fowl.
Ho letto il primo libro quando ormai era già famoso perchè me l’ero lasciato un po’ alle spalle credendo fosse un libro decisamente per bambini ed invece mi sono dovuta ricredere. Come sempre si ringrazia BookMooch perché senza questo sito non avrei mai letto né il primo libro della serie, ma neanche il seguito!
Prima di tutto basta paragonare questa serie a quella di Harry Potter. Sono due mondi diversi, due storie diverse, due umorismi diversi, due storie di amicizia diverse. Si capisce che sono diversi? XD
Se proprio dobbiamo fare un paragone posso solo dire che lo stile narrativo di Colfer fa sì che la storia sia adatta ad un pubblico più piccolo rispetto alla controparte inglese ed è per questo motivo che in un confronto tra serie Artemis Fowl ne uscirà sempre sconfitto. La scrittura è più semplice, se si escludono i neologismi ed i dettagli informatici, ma anche le stesse situazioni sono meno articolate e più lineari anche se non sono così povere da non fare apprezzare il libro ad una ventenne eterna bambina come me in quanto gli avvenimenti sono originali e ben strutturati :-P
Purtroppo, secondo me, questo volume non è all’altezza del precedente. L’Artemis Fowl del primo libro è un piccolo genietto del male, un freddo calcolatore, ma che nel seguito si scioglie leggermente. Grazie alla magia ovviamente, ma il punto di forza della serie è proprio il ragazzino undicenne così abile da ingannare chiunque e se si perde questo dettaglio si perde la storia. Fortunatamente a risolvere questo piccolo problemuccio ci pensa una rivolta sotterranea così che l’attenzione viene spostata dal ragazzino al Piccolo Popolo. Un Piccolo Popolo rappresentato degnamente dalla mia amata Spinella Tappo *-* Il suo contrasto con l’autorità e la sua inventiva mi sono sempre piaciuti. Come esce lei dalle situazioni difficili non lo fa nessuno. Spero in un risvolto romantico per i protagonisti *-* Così altro che toy boy!
Ma è l’umorismo il vero punto di forza di questa serie. Non mi sono fatta delle grasse risate sia chiaro ma, come ha giustamente detto una mia amica l’altro giorno, mi ride il cuore. Le avventure di Artemis, Spinella, Leale, Julius e Bombarda mi mettono di buon umore ed allegria.

Ora...Chi libera su BM Il Codice Eternity? XD

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Dello stesso autore:
Titolo: Artemis Fowl
Traduttore: Ragusa A.

Editore: Mondadori (Collana Contemporanea)
Pagine: 284 Formato: Rilegato
Prezzo: 16.00€
Isbn: 9788804497882

Trama: Chi è Artemis Fowl? Un genio? Certo, visto che gioca con la tecnologia come altri giocherebbero con i soldatini. Un criminale? Indubbiamente: non a caso discende da un'antica e illustre stirpe di malfattori. Ma Artemis è soprattutto colui che ha ideato il colpo più insolito, audace e fantasioso di questo secolo: impadronirsi dell'oro che il Piccolo Popolo (come lo chiamano gli irlandesi) custodisce gelosamente da millenni. Questo, dunque, è il racconto della sua guerra privata con fate, folletti, coboldi, gnomi e troll, e soprattutto con la superpoliziotta elfica Spinella Tappo: una guerra che assomiglia a un frenetico videogame, e che solo un ragazzo di dodici anni con un Q. I. prodigioso, i nervi saldi di un James Bond e il coraggio di un Indiana Jones è in grado di combattere... e forse di vincere. Uno strepitoso, ironico tecno-thriller condito di magia, per lettori pronti a sognare l'impossibile.

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sabato 7 gennaio 2012

Recensione: Evernight di Claudia Gray


Ieri parlando della mia voglia di spendere acquistando libri ho detto di essere passata in una libreria chiamata La bussola d’oro per cercare Stargazer di Claudia Gray ed oggi ne voglio spiegare il motivo.
Scoppiata la moda Twilight sono usciti un sacco di libri sui vampiri, primis tra tutti la serie de I diari del vampiro di Lisa J. Smith. Succede sempre così dopo un libro che diventa un best sellers (mi ricordo ancora che dopo Il codice Da Vinci sono usciti un sacco di libri il cui titolo comprendeva la parola “Il codice”) ed io mi sono ripromessa di non spendere un soldo per questi nuovi vampiri vegetariani e per sempre adolescenti.
Non è la mia visione del vampiro, per me il vampiro è e sarà sempre Lestat di Anne Rice nei suoi tempi migliori, e tra l’altro nove volte su dieci questi libri sui "nuovi" vampiri sono scritti da cani o hanno una trama ridicola.
Ciò non vuol dire però che non legga certe cose, perché la curiosità comunque mi rode, semplicemente non ci rimetto dei soldi ed aspetto che qualcuno li scambi o li liberi su BookMooch.
E proprio su BookMooch ho trovato Evernight di Claudia Gray.


Voto
Titolo: Evernight
Autore: Claudia Gray
Traduttore: Fusari L.

Editore: Mondadori  (collana Oscar Bestsellers)
Pagine: 296 Formato: Brossura
Prezzo: 9.50€
Isbn: 9788854120549

Trama: "Torneremo insieme Bianca. non so quando né come, ma so di non avere alcun dubbio. Non potrebbe essere altrimenti. Ho bisogno che anche tu ci creda. Perché credo in te."
E bianca crede in Lucas, gli crede come non ha mai creduto in nessun altro prima d'ora. Perché Bianca non è mai stata innamorata come lo è di lui. Perché il primo amore, quello che ti strappa il cuore e ti lascia senza fiato, è sempre vero. E non importa essere un vampiro, non importa se tutto e tutti sono contrari a questo sentimento. Bianca e Lucas non vogliono scegliere da che parte stare. Bianca e Lucas, a sedici anni, tra i corridoi di Evernight, un esclusivo e misterioso collegio, hanno incontrato l'amore. E nessuno potrà portarglielo via.

L'autoreClaudia Gray è lo pseudonimo dell'autrice newyorkese Amy Vincent. Prima di iniziare a scrivere ha cambiato un sacco di lavori: è stata avvocato, giornalista, disc-jockey e cameriera. Per creare il mondo di Evernight, Stargazer, Hourglass e Afterlife ha tratto ispirazione dai suoi interessi e dalle cose che la appassionano, come le vecchie case abbandonate, i classici del cinema, lo stile vintage e la storia.

Recensione (Attenzione possibile spoiler): Mi ha incuriosito questa serie per due motivi; il primo è che finalmente il vampiro è una ragazza mentre il secondo è il sottotitolo accattivante (E se Romeo e Giuglietta fossero stati vampiri?). Non che mi aspettassi i due protagonisti shakespeariani con le zanne, ma che la storia di Evernight richiamasse quella di Romeo e Giuglietta si...Ed invece no. Specchietto per allodole purtroppo T.T E’ vero che verso la fine i genitori dei ragazzi li vogliono separare, ma paragonarli addirittura ai Montecchi e Capuleti mi sembra eccessivo. Voglio dire...Se mia figlia facesse il filo ad un membro di una confraternita dedita allo sterminio della mia razza forse anche io diventerei un tantino iper-protettiva, è normale.
Detto ciò il libro non mi è dispiaciuto ed a essere sincera mi ha dato un po’ di luce nel momento in cui non avevo molta voglia di leggere, ed è tantissimo per un libro per il quale non avevo nessuna aspettativa. Non mi fraintendete. Non voglio dire con quelle 4 stelline (che sarebbero 3 e mezzo) che sia la fine del mondo, pura arte, scritto divinamente che potrebbe fare concorrenza alla Rice, ma in confronto a tutti gli altri libri sui vampiri che escono al momento Evernight è decisamente un passo avanti. La scrittura fluida rende la storia molto scorrevole e fortunatamente mai noiosa. Le descrizioni si alternano bene ai dialoghi e sono ben fatte direi, ne noiose ne insipide, anche se sono un po’ scarsine quelle che caratterizzano i personaggi. Personaggi che sono abbastanza stereotipati, ma che non sono ridicoli come nel caso di Twilight ad esempio. Anche se Bianca è un’emarginata almeno non è un’autolesionista accidentale. La storia mi è piaciuta anche perché per l’origine dei vampiri non ci sono teorie astruse e campate in aria ed anche se il parto tra i vampiri non mi fa impazzire ho apprezzato molto il fatto che sia un evento comunque insolito e privo di riscontri storici per la famiglia di Bianca. Ho apprezzato l’idea dello scoprire insieme cosa può succedere, ecco. L’unica nota veramente imbarazzante sul fronte vampiri è Ranulf rimasto ancora all’epoca degli spiriti saltando almeno un millennio. Possibile? In tutto questo tempo cos’ha fatto?
Ci sono rimasta solamente un po’ male nello scoprire che Bianca ha sempre saputo di essere una vampira, mi sono sentita tradita nel senso che ovviamente ho letto la prima parte della storia con degli occhi diversi.
Detto ciò la voglia di leggere Stargazer c’è per cui la Gray ha fatto un buon lavoro per il momento :-P

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Rubrica: Telefilm Addicted - Il doppiaggio

Bonne soire!

Mi sono scrostata dalla televisione come la Parmigiana di Renatone, Lorella e Columbro si è scrostata dalla carta forno. Non mi piace decisamente questo speciale de La prova del cuoco. 8 minuti per fare un piatto? Tanto vale che lo spiegavano solo a voce!
Perciò probabilmente la mia rubrichina sarà pubblicata in un orario decente (forse) :-P

Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh *-* Finalmente è terminato lo stop delle serie tv!!! Che agonia. Già ci sono rimasta malissimo quando è andato in pausa Pretty Little Liars sul più bello. Ad ottobre!!!! Come si può essere così crudeli e far aspettare 3 mesi una povera malata di telefilm come me? T.T Non mi potevo neanche consolare con The vampire diaries o con The secret circle (che per inciso non è all’altezza di TVD ù.ù) perché sono andati in pausa anche loro! Fortunatamente ho aspettato meno però per questi ultimi ù.ù
Guardate cos’ho trovato di bello per la ripresa delle serie tv, mi fa vergognare un pò perchè alcuni telefilm non li riconosco, ma è troppo bello *-*

Siccome durante lo stop a farmi compagnia c’era lui...il solo ed unico Shawn Spencer con il mio amato Psych pensavo di dedicare questo post al telefilm, ma io sostanzialmente ho un difetto se ancora non lo avete capito...Quando scrivo divento pericolosamente logorroica molto probabilmente per compensare il mio essere taciturna al di fuori del web per cui mentre scrivevo quest’intervento su word mi sono accorta che anticipando il tutto con un altro argomento stava diventando un discorso di ben tre pagine! Mica posso tediarvi così tanto!
Taglio quindi il discorso in due tranche; la prima sarà oggi e riguarderà il doppiaggio di un particolare episodio di Psych, mentre il prossimo venerdì parlerò del telefilm vero e proprio. Dovrei fare il contrario, ma per quanto riguarda il doppiaggio ho ancora la ferita aperta per cui mi viene più naturale iniziare da qui.
Ormai sono talmente drogata di Psych che questo pomeriggio mi sono vista 5 episodi di fila. Sono arrivata alla puntata 5x05 per cui sto quasi per finire gli episodi doppiati in italiano per passare a quelli subbati della sesta stagione *-* Non vedo l’ora di sentire la voce di Spencer Junior *-* James Roday, l’attore che interpreta Shawn, è doppiato da Stefano Crescentini (che, credo, non abbia bisogno di presentazioni :-P), ma sentire gli attori dal vivo è tutta un’altra cosa (almeno nell’immaginario non si confondono con altri personaggi doppiati dalla stessa persona).
Di solito non faccio così caso al doppiaggio o comunque non ne soffro particolarmente, ma oggi mi si è proprio spezzato il cuoricino T.T Come si fa? Come si può? Com’è potuto accadere? T.T Com’è potuto accadere che Adam Rodriguez (Eric Delko di CSI Miami) fosse doppiato da Alessio Cigliano (il doppiatore che dà la voce al personaggio di Shane Vendrell in The Shield) e non da Roberto Gammino (che lo doppia in CSI Miami)?
Lo so, i doppiatori sono pochi e prestano la voce a tanti attori, ma la cosa che mi ha dato più fastidio è che ha usato la stessa cadenza utilizzata per il personaggio di The Shield. Cigliano ha una voce particolare (o è il modo in cui la usa, non lo so) e mi piace molto, ma mi ha scioccato molto sentire quella stessa voce su Rodriguez. Alessio Cigliano ha doppiato anche Zachary Quinto in HeroesErdoğan Atalay in Squadra Speciale Cobra 11, ma non ha utilizzato quel particolare tono “alla Shane”.  Lo so che può sembrare un puro e semplice delirio, ma dovevo pur esternare questo mio disagio interiore T.T

Non sono un’esperta di doppiaggio e non mi posso permettere di dire se il doppiaggio è fatto bene o male (beh in alcuni casi è talmente palese però...), ma ci sono certe particolarità che secondo me devono essere tali, delle caratterizzazioni del personaggio e/o attore che non possono ricadere su tutti. Ogni personaggio doppiato dovrebbe avere l’X Factor diciamo. Se anche lo stesso doppiatore prestasse la voce a 10 personaggi quei 10 personaggi dovrebbero essere unici seppur con voci simili, un po’ come ad X-Factor le canzoni più famose rimangono le stesse nonostante il cantante le adatti al proprio stile. Non so se il paragone sia giusto e capibile XD

Sbaglio?

venerdì 6 gennaio 2012

Rubrica: Un giovedì in giallo


Bonne Soire!

Finalmente ho un attimo di tempo. In teoria sarei dovuta sprofondare sulla mia poltrona circa 5 ore fa e scrivere questo post con calma e con meno sonno sulle spalle, ma ovviamente non va mai tutto come prevedo >.>
L’unica cosa che è andata come previsto è stata la mia spesa, ovvero ho fatto fuori tutto ciò che avevo nel portafoglio XD
E qui scatta la domanda. Cosa avrò mai comprato di bello? Maglie? Pantaloni? Scarponcini con dentro il pelo? Il tutto in saldo ovviamente? Ma no! Niente di tutto ciò! Sono tornata a casa con ben 4 libri ed un bel po’ di trucchi!

Ditemi voi se non sono Tea dipendente!!! 
Prima di tutto ho marciato verso la Feltrinelli. Io sono iscritta su un sito di sondaggi online che per ogni sondaggio concluso accredita un certo numero di punti. Arrivati a determinate soglie di punteggio si possono richiedere varie cose come ricariche telefoniche o buoni sconto per la Feltrinelli ad esempio, ma anche convertire i punti per fare della beneficenza o per avere un buono per delle stampe digitali. Io richiedo sempre il buono sconto di 10€ da spendere nei negozi Feltrinelli. Le ricariche telefoniche tanto me le fa mamma ù.ù Siccome il buono mi scadeva il mese prossimo potevo mai perdere una simile manna dal cielo? No, no. Per cui sono entrata in negozio ed ho iniziato a guardarmi in giro. In realtà non sapevo bene cosa comprare...Poi ho alzato lo sguardo e l’ho visto. Ho visto Aspirapolvere di stelle della Bertola ed ho capito il mio destino *-* Però per arrivare ai 10€ del buono mi mancava ancora 1,10€ e mica li potevo perdere così! Gira che ti rigira mi viene in mente che oggi, ormai dovrei dire ieri, è giovedì e quindi è tempo della rubrichina Un giovedì in giallo. Sono migrata nel reparto apposito in realtà per cercare Il chirurgo della Gerritsen ma non trovandola, è allucinante che sugli scaffali proprio non ci fosse come autrice, sono migrata verso James Patterson. Mi ha chiamata la copertina viola di Cartoline di morte a dir la verità XD Quindi punto la cassa, pago (perché un po’ di differenza c’era ù.ù) ed esco per avviarmi verso La bussola d’ora, un’altra libreria. Lì dentro c’è tutta una parete con i libri usati, credo, ma sono per la maggior parte tenuti così bene che sembrano nuovi quindi ho pensato bene di investire i miei soldini natalizi anche in questo negozio XD Ero sempre alla ricerca de Il chirurgo, ma in questo caso specifico ero anche alla ricerca di Stargazer, di Claudia Gray, (e domani capirete perché, si spera) in versione Oscar Bestseller. Ovviamente non ho trovato ne l’uno e ne l’altro e stavo per uscire insoddisfatta quando li ho visti. Erano lì che attendevano me come se fossi la loro salvatrice. Al 40% di sconto c’erano ben 4 libri di Alexander McCall Smith. Ora...Io non sapevo manco chi fosse fino a sei mesi fa circa. Cercando però i libri della Bertola su internet spuntavano sempre fuori i libri di questo autore perché ne è la traduttrice. Quando ho letto il titolo, Le lacrime della giraffa, tempo fa non mi sono neanche presa la briga di leggere la trama perché non mi attirava per niente, ma poi ho scoperto che sono dei gialli per cui ho iniziato a cercarli ed a inserire i libri di McCall Smith nella mia wishlist. Fatto sta che oggi li ho visti e li stavo per prendere tutti e 4, ma siccome io le serie le voglio in ordine ne ho presi solo 2 perché non mi ricordavo i seguiti delle serie Ladies' Detective Agency N.1 e Il club dei filosofi dilettanti. Il mio obbiettivo è di leggerli in questi giorni e se mi piacciono migrerò nuovamente in libreria *-*

Perciò...Rullino i tamburi. Oggi per la rubrica Un giovedì in giallo vi presento:


Titolo: Le lacrime della giraffa

Autore: Alexander McCall Smith
Traduttore: Bertola S.

Editore: TEA (Collana TeaDue)
Pagine: 240 Formato: Brossura
Prezzo: 8,60€
Isbn: 9788850207039 

Trama: A Gaborone, capitale del Botswana, la signora Precious Ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della N° 1 Ladies Detective Agency, la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell’Africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica (ma solo fino a un certo punto), la signora Ramotswe ha imparato presto come portare un po’ di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora Curtin e di suo figlio Michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni...


- «Le lacrime della giraffa è un romanzo delizioso, un thriller etnico arguto e divertente, di sicuro fuori da tutti gli schemi convenzionali.» Piero Soria, ttl-la Stampa
- «… la serie più originale che sia uscita negli ultimi tempi nel campo dell’inossidabile genere della "detective story".» Carnet
- «… la stranezza dell’ambiente e un’ironia sempre perfettamente misurata contribuiscono a tenere desta l’attenzione del lettore…» il Foglio
- «… un piacevolissimo romanzo che si potrebbe definire giallo, se non fosse in realtà colmo dei mille colori dell’Africa.» Alessandra Casella, Oggi
- «Piccole storie, grande atmosfera.» L'espresso
- «Le divertenti e agrodolci indagini di questa donna robusta, che si serve di un furgoncino bianco, di due scrivanie, di un telefono e di una macchina da scrivere, rappresentano un'apertura del giallo a una linea meno dura di quella cui ci hanno abituati questi nostri anni di violenza incontrollata.» Fulvio Panzeri, Famiglia Cristiana

L'autoreAlexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all'Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell'altra è scrittore di gialli e creatore di diverse serie di mystery la cui fama si è prodigiosamente diffusa in tutto il mondo.


Titoli di Alexander McCall Smith nel catalogo TEA

I casi di Isabel Dalhousie
Il club dei filosofi dilettanti
Amici, amanti, cioccolato
Il piacere sottile della pioggia
L'uso sapiente delle buone maniere
I casi di Precious Ramotswe
Le lacrime della giraffa
Morale e belle ragazze
Un peana per le zebre
Il tè è sempre una soluzione
Un gruppo di allegre signore
Scarpe azzurre e felicità
Il buon marito
Un miracolo nel Botswana
Le storie del 44 Scotland Street
44 Scotland Street
Semiotica, pub e altri piaceri

Alexander McCall Smith su Internet:
http://www.randomhouse.com/features/mccallsmith/  Sito della Random House dedicato all'autore (in inglese)

Letto, arrivo *-*

giovedì 5 gennaio 2012

Rubrica: Lista dei desideri {2}



Bonne soire!

Come ogni volta che aggiorno il blog di sera c’è un bel libro a farmi compagnia dato che se il mio pc andasse a manovella si incanterebbe meno =.=’ Questo per ricordarvi (ricordarmi ù.ù) che il mio buon proposito di svegliarmi presto e pubblicare qualcosa è andato a farsi benedire XD Speravo che con uno scopo la mia insonnia la smettesse di perseguitarmi ed invece ormai vivo più di notte che di giorno e me ne dovrò fare una ragione.
Ma torniamo a noi! Sabato scoprirete il titolo del libro che mi sta facendo compagnia intanto oggi cade l'appuntamento settimanale con i libri che desidero leggere e/o possedere.

I libri in wishlist stanno diventando davvero molti perché ai nuovi si aggiungono i vecchi. Ho deciso quindi che in questo spazio presenterò due libri. Il primo avrà una delle seguenti caratteristiche: essere un libro di recente pubblicazione la cui trama ha acceso la mia fantasia oppure essere un libro approdato da poco nella mia wishlist nonostante sia un libro che ormai si può considerare maggiorenne XD Il secondo libro che presenterò invece avrà queste caratteristiche: essere un libro che ormai ha passato tanto di quel tempo nella mia wishlist da essere considerato un dinosauro oppure essere un libro pubblicato molto tempo fa.
Si è capito qualcosa? No? Bene! Era il mio scopo XD
Nel caso di oggi ho scelto un libro che ha un po’ di anni, ma che è comparso da poco nella mia wishlist anobiiana ed un libro che ormai sedimenta nei miei pensieri da così tanto tempo che ormai quasi me ne dimentico!


Titolo: Speak - Le parole non dette
Autore: Laurie Halse Anderson

Editore: Giunti Editore (Collana: Y)
Pagine: 192 Formato: Brossura (Rilegato nella versione con DVD)
Prezzo: 12.50€ (19.90 con DVD)
Isbn: 9788809752412 (9788809744455 con DVD)

Trama“Benvenuti alla Merryweather High.
Il mio primo giorno di liceo. Sei quaderni nuovi, una gonna che odio e il mal di pancia. Il pulmino della scuola sbuffa all’angolo di casa mia. Apro lo sportello e salgo su. Sono la prima passeggera della giornata. L’autista si scosta dal marciapiede e io sono ancora in piedi. Dove mi siedo? Non sono mai stata una di quelle che si siedono in fondo. Se mi siedo a metà rischio di ritrovarmi accanto a uno sconosciuto. Se mi siedo davanti passo per una ragazzina, ma se voglio incrociare lo sguardo di una delle mie amiche non ho molta scelta. Sempre che abbiano deciso di rivolgermi di nuovo la parola.”
Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L'estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia che fa irruzione durante la festa scatenando un fuggi fuggi generale che impedisce a Melinda di confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni al riguardo, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che...

Il romanzo, vincitore di numerosi e prestigiosi riconoscimenti letterari, è stato tradotto in oltre venti paesi con grande successo di critica e vendite: a dieci anni dalla sua prima edizione si può ritenerlo senza errore uno dei romanzi culto della generazione Y, che finalmente vede la luce nella sua traduzione italiana.


L'autriceLaurie Halse Anderson è nata nel 1961 a Postdam, cittadina dello stato di New York. Con 25 libri all’attivo e numerosi riconoscimenti letterari è attualmente una delle scrittrici più amate nel campo della narrativa Young Adults. L’autrice ha studiato in Danimarca, vissuto in una fattoria, lavorato in un negozio di vestiti, approcciato la vita collegiale all’Onondaga Community College e si è infine laureata nel 1984 alla facoltà di lingue e linguistica della Georgetown University. Dopo aver costruito una famiglia e dato alla luce due bambine, ha iniziato la sua carriera di scrittrice pubblicando la sua prima opera nel 1996: Ndito Runs, a cui sono seguiti svariati racconti per l'infanzia.

Tra gli altri romanzi di Laurie Halse Anderson si segnalano: Catalyst (2002), Prom (2005), Twisted (2007) e Wintergirls (2009) che ha scatenato un dibattito tra le teenager americane, ricevuto ottime critiche e un notevole successo di vendite. Speak, che pubblicato originariamente nel 1999 ha ispirato un film (2004) con lo stesso titolo e identica fortuna, è il suo primo romanzo ad arrivare finalmente in Italia (a partire dal 14 ottobre).

Il film: Tratto dall’omonimo bestseller Speak di Laurie Halse Anderson e diretto da Jessica Sharzer, ha concorso al Sundance Festival. Amatissimo dai teenager americani viene distribuito in Italia per la prima volta in lingua originale e con i sottotitoli in italiano e inglese.
Regista: Jessica Sharzer Cast: Kristen Stewart (Melinda Sordino), Michael Angarano, Steve Zahn Lingua: inglese Sottotitoli: italiano e inglese Durata: 93 minuti

E siccome solo ora collego il cervello mi sono resa conto che, neanche farlo apposta, rimango in tema libro-film perchè il secondo libro in rubrica oggi è:

Titolo: Una serie di sfortunati eventi. Un infausto inizio. (Vol. 1)
Autore: Lemony Snicket 

Editore: Salani
Pagine: 140 Formato: Brossura
Prezzo: 11.00€
Isbn: 9788862562560

Trama: Il libro racconta la storia di tre ragazzi molto sfortunati. Nonostante siano graziosi e intelligenti, i ragazzi Baudelaire conducono una vita segnata dall'infelicità e dalla sventura. Fin dalla prima pagina, nella quale i ragazzi si trovano sulla spiaggia e ricevono una terribile notizia, e nel corso della vicenda, la malasorte li tallona. Si direbbe che attirano le disgrazie come una calamita. In quest'avventura i ragazzi si imbattono in un individuo malvagio, avido e repellente, in vestiti che pungono, in un catastrofico incendio, in un complotto per derubarli delle loro fortune, e in colazioni a base di pappa d'avena fredda.

L'autore: Io, Lemony Snicket, sono nato prima di voi, e probabilmente morirò anche prima di voi. La mia famiglia ha origini in un paese che adesso è sommerso dall'acqua, e la mia infanzia è trascorsa nel lusso di Villa Snicket, che poi è diventata una fabbrica, una fortezza, una farmacia e che ora, ahimè, è la villa di qualcun altro. Sebbene la mia formazione sia stata principalmente incentrata sull'analisi retorica, ho trascorso gli ultimi anni facendo ricerche sulle disavventure degli orfani Baudelaire, che si possono leggere in Un infausto inizio, La stanza delle serpi, La funesta finestra, La sinistra segheria, L'atroce accademia, L'ascensore ansiogeno, Il vile villaggio, L'ostile ospedale, Il carosello carnivoro e La scivolosa scarpata (tutti pubblcati dalla sfortunata Salani).
Il mio illustratore, Brett Helquist, è nato a Gonato (Arizona), è cresciuto a Orem (Utah) e ora vive a New York. Si è laureato in Belle Arti alla Brigham Young University e da allora ha sempre fatto l'illustratore. I suoi lavori sono apparsi sul Cricket Magazine e sul New York Times.

Il film: Quando i tre fratelli Baudelaire, Violet, Klaus e Sunny rimangono orfani dopo l’incendio della loro casa, si trovano a dover girovagare fra amici di famiglia e lontani parenti, affidati ad una serie di abominevoli tutori decisi a mettere le mani sulla loro eredità. I genitori hanno infatti lasciato loro una grande fortuna ma non potranno disporne finché Violet, la più grande, non sarà maggiorenne. Così i ragazzi vagano tra la casa della zia Josephine e il castello del malvagio Conte Olaf che, come scopriranno ben presto, non vuol far altro che portar loro via l’eredità…
Regista: Brad Silberling Cast: Jim Carrey, Emily Browning, Liam Aiken, Kara Hoffman, Shelby Hoffman Durata: 108 minuti

mercoledì 4 gennaio 2012

Rubrica: Topo di Biblioteca


Bonne Soire!

Qualcuno mi può spiegare perché immancabilmente mi spariscono alcuni blog che seguo? >.< Mi da un nervoso allucinante. Tra l’altro non è che spariscono blog di cui non mi importa nulla, no sono proprio quelli che seguo di più.
Che fine ha fatto il blog di Rowan dalla mia bacheca ad esempio? Ogni volta che aggiorno la pagina “puff”, sparisce. Peggio dei vampiri della Gleason >.> Ma blogger non l’avrà mai vinta!!! Ogni volta che mi loggo lo inserisco nuovamente finchè non si decide a rimanere fermo dove deve stare XD

Tra l’altro non riesco neanche a cambiare il template perché mi da errore >.> Non che questo non mi piaccia più, anzi, mi piace tantissimo sia lo stile che i colori, ma l’immagine di testa mi sa di anemica con quel vuoto in mezzo ed il titolo mollato lì, così come se non fosse ne carne e ne pesce. Buh.
In più devo scoprire come aggiungere o modificare le pagine che si aprono dall’alto. Devo scoprirlo prima di domani dato che dalla barra laterale spariranno le mie letture 2011 e faranno posto, si spera, a quelle 2012 ed invece di andare perse le inserirò proprio in una pagina in alto tipo quella del LogIn. Come si farà? Lo scopriremo solo vivendo XD

Ma veniamo a noi ed alla rubrica Topo di Biblioteca.
Oggi è la volta di un libro al quale presto dirò addio. Il 9 mi scade il prestito e mi ero ripromessa di leggerlo questa settimana, ma sono entrata in una fase un po’ critica per quanto riguarda le letture. Non mi sento ispirata e quindi sono migrata verso altri autori per il momento. Ciò non vuol dire però che non debba presentarvi questo libro la cui autrice a detta di molte su Anobii merita parecchio. E non vuol dire neanche che non lo leggerò mai, semplicemente non è il suo momento.

Titolo: I fiori del tempio
Autore: Rani Manicka
Traduttore: Colombo A.; Frezza Pavese P.

Editore: Mondadori (Collana: Omnibus)
Pagine: 391 Formato: Rilegato
Prezzo: 18.50€
Isbn: 9788804560531
Codice bibliotecario: 823.92 Man.2

Trama: Bellissime e innocenti, uguali come due gocce d'acqua, le giovani sorelle Nutan e Zeenat vivono indisturbate sull'isola di Bali immerse in una natura rigogliosa, nell'incanto di colori e profumi esotici. La vita scorre tranquilla sotto la protezione dell'adorata nonna Nenek, che tutti al villaggio considerano una strega perché parla con gli spiriti e cura con gli incantesimi; finché all'improvviso, dopo la morte della madre, le due ragazze sono costrette a trasferirsi a Londra. Una sera, durante l'inospitale inverno cittadino, la loro vita si incrocia quasi per caso con quella di Ricky, un uomo enigmatico e trasgressivo che le trascina in un suo mondo fatto di eccessi e decadenza. Ricky ha stretto un patto di sangue con un'implacabile dea, con la promessa di erigere un tempio dove condurre le anime perdute in cambio di potere e ricchezza. Un luogo in cui il destino di Nutan e Zeenat si unisce fatalmente a quello di altri personaggi fragili e dissoluti: Elizabeth, algida bellezza che custodisce un tremendo segreto; Anis, pittore tormentato che sa penetrare nell'animo delle persone ritratte più di quanto sappiano fare loro stesse; Maggie, giovane prostituta che non rinuncia a inseguire il sogno dell'amore romantico... Ciascuno si affaccia a turno sulla pagina per raccontare in prima persona, con una sincerità disarmante, la propria discesa agli inferi in un mondo parallelo in cui nulla è come sembra e tutto è concesso in un conturbante gioco specchi. E niente sarà più come prima.

L'autriceRani Manicka è nata ed è cresciuta in Malaysia. Laureata in economia, vive attualmente in Inghilterra. Nel 2003 Mondadori ha pubblicato il suo primo romanzo, Madre del riso, seguito nel 2006 da I fiori del tempio.

Nota dell'autrice: Cari lettori,
se avete letto Madre del Riso e vi aspettate una storia simile, devo francamente consigliarvi di richiudere questo libro, se non volete entrare in un mondo spaventosamente sordido. Ma voi, audaci lettori che alzate gli occhi verso di me, accendete il lume e avventuriamoci insieme. Dobbiamo scoprire la Bellezza che, caduta in errore, ha ceduto alla tentazione ed è rimasta nuda e senza amici, eppure resiste, perchè un solo sguardo di ammirazione da parte vostra potrò sollevarla dalle ceneri dell'abiezione.
Rani Manicka. 

Della stessa autrice:
Titolo: Madre del riso
Traduttore: Zazo A.L.

Editore: Mondadori (Collana Oscar Bestsellers)
Pagine: 475 Formato: Brossura
Prezzo: 10.00€
Isbn: 9788804532620

Trama: Lakshmi trascorre l'infanzia libera e spensierata nell'intatta natura dell'isola di Ceylon. Niente e nessuno l'ha preparata a un cambiamento per lei incomprensibile: sposare - a soli quattordici anni - un uomo molto più vecchio e trasferirsi in una terra - la Malaysia - davvero troppo lontana. Lakshmi si trova così a doversi costruire un mondo da sola, senza l'appoggio del marito, con tutte le difficoltà di una madre costretta a guadagnarsi, giorno per giorno, una dignitosa sopravvivenza. La durezza e la passione di quegli anni creano un'indimenticabile figura di donna: è lei la Madre del Riso, forte e magica, complessa e misteriosa, moderna ma legata a tradizioni millenarie. Le sue vicende familiari percorrono tutto il Novecento fino a costruire un affresco incredibilmente ricco, in cui si intrecciano l'amore assoluto, l'ansia di vendetta, la paura e il riscatto, sullo sfondo dell'occupazione giapponese della Malaysia.

lunedì 2 gennaio 2012

Rubrica: Blog Notes {2}


Buondì!

Sono semi resuscitata finalmente! Ho solo un po’ di rospetti in gola, ma spero che il Benactiv Gola all’Arancia mi aiuti. Finalmente un farmaco buonissimo. Lo so...Sembra che questo blog invece di puntare sui libri ultimamente stia sponsorizzando i medicinali, ma spero di farne presto a meno.
Oggi mi tocca la prova del nove, cioè uscire per andare all’iper mercato.
Lo so che è lunedì e che ci dovrebbe essere solamente la rubrica Blog Notes, ma questa la devo per forza raccontare, la devo mettere nero su bianco.

Il 24 Dicembre io e mia madre siamo andate all’IperCoop che hanno aperto da poco vicino a noi perché all’interno c’è un’Oviesse. Mia madre doveva assolutamente comprare un cappotto per se stessa così dopo circa 4 ore siamo riuscite a scegliere il fortunato capo d’abbigliamento e siamo andate a pagare alla cassa. Mamma paga e ci avviamo verso l’uscita. Al metal detector (si chiamano così?) però questo suona. Mia madre mi dice di continuare per la mia strada anche perché combinazione una persona poi è tornata indietro e stava andando verso la cassa. Non ci giriamo quindi e migriamo verso altri luoghi di perdizione, il negozio di scarpe, una profumeria, l’ipermercato e la yogurteria *-* Arriviamo a casa ed iniziamo a cambiarci per andare poi a cena dagli zii. Una volta pronte mettiamo il cappotto, mamma si gira e...Ha ancora attaccato l’affarino di plastica che serve per non far rubare i vestiti!!! Eravamo noi che suonavamo!!! Ora, tralasciando il fatto che non ci siamo fermate, ma proprio a noi il commesso incompetente doveva capitarci? Non mi potete neanche dire che probabilmente era stanco perché aveva appena aperto la cassa ed aveva servito solo due signore prima di noi! E dire che mamma voleva farsi bella con il cappotto nuovo XD
Quindi tra poco mi preparo per andare a far togliere quell’affarino malefico e se domani non avrò la febbre vorrà dire che sono finalmente guarita.

Ora si, che possiamo affrontare gli impegni settimanali del blog :-P
- Lunedì: Rubrica Blog Notes
- Martedì: Rubrica Topo di biblioteca + Cambio d'abito per il blog
- Mercoledì: Rubrica Lista dei desideri + Recensione
- Giovedì: Rubrica Un giovedì in giallo
- Venerdì: Rubrica Telefilm Addicted
- Sabato: Recensione o Recensione Vintage
- Domenica: Rubrica Non solo libri

Infine ecco finalmente la fotina del primo libro che abbia mai vinto grazie ad un giveaway *-* A presto la lettura *-*
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