sabato 6 ottobre 2012

Recensione: Le streghe di East End di Melissa de la Cruz

Buondì!

Signori e signore...Sono sopravvissuta al mio primo giorno di palestra *-*
Ok...Appena salita sul tapis roulant sono quasi morta per aver impostato la super velocità ed io non ero proprio pronta per i 100 metri, ma dopo 30 secondi di puro panico dove riuscivo solamente a pensare che avrei mollato la presa e sarei finita spiaccicata contro il muro alle mie spalle sono riuscita a stoppare la macchina infernale. Sono ripartita ad una velocità un po' più modesta ed ho portato a casa la mia prima ora di palestra. Fortunatamente le mie gambe sono sane e salve ed inspiegabilmente ho risentito veramente poco del male ai muscoli, ma per precauzione mi sono comunque appollaiata davanti alla scrivania per scrivere una nuova recensione.

Voto:  su 10
Titolo: Le streghe di East End
Autore: Melissa de la Cruz
Trad.: A. Bruno

Editore: Leggereditore (Collana: Narrativa)
Pagine: 294 Formato: Brossura
Prezzo: 10,00€
Isbn: 9788865080894

Trama: A volte la vita è fatta di pura magia... a volte c’è solo una possibilità per ristabilire i fragili equilibri fra il bene e il male. E ora tutto dipende dalle Beauchamp. È settembre e le tre donne si sono da poco trasferite a North Hampton. Sulla cittadina sembra regnare la calma; tuttavia, quando la comunità viene sconvolta da morti e scomparse misteriose, e gli occhi di tutti sono su di loro, dovranno decidere da che parte stare e riprendere in mano il loro destino. Da secoli hanno rinunciato ai propri poteri: Joanna può resuscitare i morti, Ingrid prevede il futuro, e Freya ha una pozione magica per ogni pena d’amore. Ora il tempo stringe, ed è giunto il momento di recuperarli... Fra misteri, forze oscure da placare, sensualità e vero amore, si muove questa avventura dal ritmo incessante e irresistibile.

In questa prima prova per adulti, Melissa de la Cruz si riconferma come una delle maestre dell’urban fantasy, con la sua inconfondibile capacità di creare un mondo fantastico, ricco di atmosfere suggestive, e una voce che incanta a ogni pagina.

L'autriceMelissa de la Cruz è una scrittrice filippina cresciuta tra Manila e San Francisco. È autrice di numerosi best seller acclamati dalla critica, romanzi per ragazzi, tra cui le serie Au Pairs, Ashleys, Angels on Sunset Boulevard, e la serie Sangue Blu, pubblicata in Italia con grande successo da Fanucci Editore. Le streghe di East End è il primo romanzo di una saga accolta con grande calore dal pubblico americano, e nella quale appaiono alcuni personaggi della serie Sangue Blu.

Recensione: Mentirei se dicessi che non ho comprato il libro perché attratta dal titolo. Mi sembra quasi superfluo dire che richiama il noto romanzo di John Updike Le streghe di Eastwick, ma dopo un piccolo déjà vu all'inizio la storia prende una vita tutta sua.
La semplicità della scrittura rende scorrevole la lettura, ma sono le protagoniste con i loro comportamenti infantili a non rendere credibile la storia. Dal momento in cui le ragazze iniziano ad utilizzare nuovamente i loro poteri invece di mascherare le loro azioni, cosicché il consiglio che ha proibito loro di usare la magia non lo venga a sapere, li dichiarano praticamente pubblicamente. Freya è l’unica a camuffare le proprie pozioni spacciandole per cocktail ma Ingrid riceve sul posto di lavoro molte persone compiendo per loro dei piccoli miracoli, mentre Joanna (che dovrebbe rappresentare la saggezza) a seguito di una chiamata banalissima sale in sella al suo rastrello per volare fino alla scuola del figlio della sua governante non curandosi di poter essere vista.

Ma le vicende che coinvolgono Freya non sono esenti da critiche. Per lei, il cui potere deriva dall’amore, il destino ha in serbo l’onnipresente triangolo. Non contenta del danno arrecato la de la Cruz fa di peggio dato che non si tratta di un triangolo qualsiasi, ma bensì del ben noto triangolo tra una lei e due fratelli; uno buono come il pane e l’altro descritto come il solito ragazzaccio che si attacca a cozza alla nostra protagonista. Mi ricorda qualcosa...
Dopo le prime manifestazioni dei loro poteri le vicende si complicano diventando fin troppo caotiche grazie all'aggiunta di una sparizione, due omicidi ed una resurrezione. Si perde di vista la trama di fondo che ritorna prepotentemente negli ultimi capitoli. In questo modo però il finale risulta affrettato, anche se ricco di colpi di scena, e privo di dettagli essenziali per capire meglio la storia di queste tre dee. Ebbene sì, le tre donne anziché essere delle banalissime streghe sono in realtà delle dee vichinghe che hanno deciso di trascorrere le loro vite eterne sulla terra e rimettendosi di volta in volta al giudizio del Regno Umano. Questa idea, seppur originale, non mi ha convinta al 100% forse perché non ce le vedo bene in America. Insomma…Non si tratta di una lettura indimenticabile, ma risulta comunque godibilissima e potrebbe essere definita “da ombrellone”.

Pagina 99

Questa recensione partecipa alla:
- Halloween Reading Challenge creata da Matteo di Storie dentro storie.
- Hogwarts Reading Challenge ideata da Denise di Reading is believing.

giovedì 4 ottobre 2012

Rubrica: Lista dei desideri {6}


Pensavate non pubblicassi niente, vero? ù.ù

Questo pomeriggio sono stata in paradiso, sono andata da Libraccio *-*
In realtà volevo passare solamente per dare un'occhiata, ma alla fine ho fatto acquisti folli. Purtroppo ho anche dovuto lasciare il mio cuoricino tra quegli scaffali perché non avevo abbastanza soldi con me per comprare tutta la libreria (T.T) ed è proprio dall'esperienza di oggi che attinge la mia Lista dei desideri!!!

Titolo: Soulless. Il protettorato del parasole. Vol.1
Autore: Gail Carriger
Traduttore: T. Lamberti

Editore: Dalai Editore (Collana: Romanzi e racconti)
Pagine: 320 Formato: Brossura con alette
Prezzo: 17.90€
Isbn: 9788860739230

Trama: Nella Londra di fine Ottocento, uomini, vampiri e licantropi hanno imparato a convivere, ma questo non rende più facile la vita alla giovane Alexia Tarabotti. Infatti non ha un’anima (un bello svantaggio per una zitella in cerca di marito); suo padre è morto e, per aggiungere sfortuna alla sfortuna, era pure di origine italiana! Quando un vampiro l’aggredisce e lei lo uccide con il suo inseparabile parasole, le cose sembrano precipitare: la regina Vittoria in persona manda l’inquietante Lord Maccon (un lupo mannaro volgare e trasandato) a svolgere le indagini. Ma c’è dell’altro: la popolazione di vampiri di Londra inizia a essere misteriosamente decimata, e tutti sembrano ritenere Alexia colpevole. Chi vuole incastrarla? Riuscirà la ragazza a sfruttare a proprio vantaggio l’invulnerabilità ai poteri soprannaturali derivante dalla sua condizione di soulless, cioè di senz'anima? O i suoi guai non sono ancora finiti? Fondendo letteratura vittoriana, gotica e steampunk, Gail Carriger ha dato vita a un romanzo sempre in bilico tra ironia e suspense, ambientato in una Londra che non è mai stata così divertente e dove, nonostante tutto, è immancabile l’appuntamento per il tè delle cinque.

L'autriceGail Carriger ha esordito con Soulless, primo romanzo con protagonista Alexia Tarabotti, inserito da «Publishers Weekly» nella lista dei migliori libri del 2009. Un successo consolidato dal secondo e dal terzo volume della serie, Changeless e Blameless, di prossima pubblicazione per Dalai editore.

Era scontatissimo a 6€, ma dopo aver girato per mezz'ora la libreria con il libro in mano si è un po' spenta la felicità di averlo trovato ed ho iniziato a vederne i difetti. La copertina era abbastanza vissuta e sfogliando le pagine si capiva che quel libro era passato per le mani di almeno due persone se non di più. Così con profonda tristezza l'ho posato e...Ho preso un altro libro :-P

Titolo: Bastardo numero uno
Autore:  Janet Evanovich
Traduttore: S. Massaron

Editore: Salani  
Pagine: 328 Formato: Rilegato
Prezzo: 16.80€
Isbn: 9788884518200

TramaCos'ha di speciale Stephanie Plum? Apparentemente non molto. È carina, solida, spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il Borgo di una città del New Jersey che invece di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamente si ritrova disoccupata, visto che al Borgo sono tutti imparentati tra di loro, pensa di andare a chiedere aiuto al cugino Vinnie, che ha un'agenzia di cauzioni: presta soldi a chi deve uscire di prigione fino alla data del processo, ma se i debitori non si presentano in tribunale spedisce sulle loro tracce degli agenti incaricati di catturarli e portarli alla polizia. E Stephanie capita proprio al momento giusto per occuparsi dell'incarico migliore: acciuffare l'irresistibile, affascinante, canagliesco Joe Morelli, con cui aveva avuto una torrida avventura (come peraltro metà delle donne del New Jersey), ora poliziotto in fuga accusato di omicidio. Munita di pistola, manette e spray antiaggressione, Stephanie si improvvisa agente di recupero cauzioni; ha a che fare con un campionario di maniaci sessuali, ubriaconi e perditempo, e si ritrova coinvolta in vicende paradossali che però conducono tutte allo stesso mistero di cui Morelli sembra la chiave. E come se non bastasse, un pericoloso assassino, completamente pazzo, non vede l'ora di metterle le mani addosso e ridurla in fin di vita.

L'autriceJanet Evanovich è nata nel New Jersey. Dopo aver scritto numerosi romanzi rosa, si è dedicata al poliziesco e a Stephanie, che è diventata in breve la detective più famosa d’'America: ogni sua nuova avventura conquista il primo posto della classifica del New York Times. Salani ha pubblicato: Bastardo numero 1 e Due di troppo.

In realtà di questa serie cerco la versione Tea  perché essendo diventati ormai sette i libri pubblicati passo direttamente alla versione economica :-P  Purtroppo c'era solo quella Salani  ed ho dovuto fargli ciao ciao con la manina T.T Portate i libri in versione Tea da Libraccio così li compro io *-*

martedì 2 ottobre 2012

Rubrica: Top Ten Tuesday {2}

Buondì!

Oggi è martedì per cui è tempo della Top Ten Tuesday!
Si tratta di un meme creato dal blog The Broke and the Bookish che consiste nello stilare una lista di dieci elementi dato un tema specifico proposto di settimana in settimana. Tutti possono partecipare ed una volta scritto il proprio post è possibile inserirlo, grazie ad un widget, su The Broke and the Bookish.

Spero che tutti gli episodi sottotitolati dei telefilm che ho visto mi abbiano insegnato qualcosa in modo da poter tradurre correttamente il tema di questa settimana ovvero...
 I dieci libri che non vorremmo la gente dimenticasse (Correggetemi se sbaglio :-P)
Spero di essere all'altezza del compito questa settimana perché sinceramente molti libri che in realtà sono indimenticabili io non li ho ancora letti T.T

1) Harry Potter di J.K. Rowling. Proprio come la scorsa settimana inizio da lui. Un po' per praticità di copia-incolla (XD) un po' perché davvero se lo merita. E' una storia con la quale si cresce e si sogna. Ciò che questa serie mi ha dato me la fa amare tantissimo, è un punto di incontro con altre persone e spero vivamente possa conquistarsi il titolo di classico cosicché tra 100 anni sarà ancora sulla bocca di tutti.

2) Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Non c'è niente da fare...Io amo questa donna ed amo questo libro. Per il momento è l'unico giallo che mi abbia fatta stupire del finale. Ciò che ho pensato me lo ricordo come se fosse ieri: Cooooosa?!?! Ma non era...?

3) Rose Madder di Stephen King. Non sarò del tutto onesta, ma questa scelta me l'ha dettata l'emotività. E' il primo libro di Stephen King che ho letto e la scelta della protagonista di scappare da un marito violento me l'ha subito fatto amare, quando poi si è passati alla mitologia sono davvero andata in brodo di giuggiole. I libri di King credo che resisteranno al tempo anche senza il mio aiuto, ma non sempre questo suo libro è tra i consigliati per cui mi pareva opportuno citarlo.

4) 
La fattoria degli animali di George Orwell.


1. Qualunque cosa cammini su due zampe è un nemico.
2. Qualunque cosa cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico.
3. Nessun animale deve indossare vestiti.
4. Nessun animale deve dormire in un letto. (con le lenzuola)
5. Nessun animale deve bere alcol. (in eccesso)
6. Nessun animale deve uccidere un altro animale. (senza motivo)
7. Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)


5) La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne. E' uno dei pochi classici che mi è davvero piaciuto ed è per questo che ogni volta che leggo commenti su quanto sia noioso ed introspettivo mi rattristo. Io trovo sia la parte migliore.


6) Qualsiasi libro di Qiu Xiaolong. Probabilmente il motivo per cui secondo me i suoi libri non dovrebbero essere dimenticati nasce semplicemente dalla mia ignoranza, ma mi ha davvero affascinato il modo in cui Qiu (o Xiaolong, devo ancora ben capire quale sia il cognome >.>) attraverso i suoi gialli fa conoscere la Cina degli anni '90.

7) Il figlio del cimitero di Neil Gaiman. Ebbene si, ho pianto alla fine di questo libro. Solo per questo motivo meriterebbe di essere ricordato. Non perché io me medesima ho pianto, ma perché è un libro capace di far affezionare le persone ai suoi personaggi.

8) I predatori blu di Eoin Colfer. Non ha bisogno di molti commenti...Bisogna semplicemente leggerlo.

9) Stupore e tremori di Amélie Nothomb. Ci vuole veramente poco per passare da interprete a signora delle pulizie, passando da addetta alle fotocopiatrici all'incaricata di girare le pagine dei calendari. Mobbing molto spesso ricevuto, ma anche autoimposto fino a diventare lo zimbello dell'azienda. Credo non bisogni dimenticarlo perché a differenza di tutti gli altri libri che ho menzionato questo è autobiografico.

10) Nikita di Carlo Lucarelli. Amo Coliandro, non ci posso fare nulla. Non dimenticatelo T.T



Che parto trovarne 10...Mi sa che devo migliorare le mie letture O.O

domenica 30 settembre 2012

It's challenges time

Buondì!

E dopo aver scoperto che per la seconda volta le mele che ho disposto sopra l’impasto della torta sono state fagocitate al suo interno (prima o poi scoprirò come cavolo si fa a farle restare in superficie) mi affaccio sul blog per parlare di due sfide di lettura davvero carine e che partono entrambe domani.
Riflettendoci credo di essere ufficialmente diventata malata di sfide. Ne sto seguendo tantissime, so che dal numero delle mie letture non si direbbe, e se l’anno scorso mi ero imposta di dedicarmi solo alle sfide su Anobii adesso espando i miei orizzonti verso le reading challenge proposte dai blogger. Ma come potevo dir di no a dei banner così carini? *-*

La prima sfida alla quale mi sono iscritta è la Halloween Reading Challenge creata da Matteo di Storie dentro storie. Partecipare è semplicissimo, basta scrivere tre recensioni nel mese di Ottobre. Ma occhio…Sono permessi solo libri con creature soprannaturali o ad esempio con assassini sanguinari. Avere un blog non è obbligatorio, infatti valgono le recensioni postate anche su Anobii, Goodreads o nel post per segnalare le recensioni su Storie dentro storie. Portando a termine la sfida ci sarà anche la possibilità di vincere un premio, ma per saperne di più basta cliccare sul bannerino qui sotto ^^

La Hogwarts Reading Challenge, ideata da Denise di Reading is believing, prende invece ispirazione dalla famosissima saga creata da J.K. Rowling. Tutto ciò che noi lettori dobbiamo fare è scrivere delle recensioni per poi postare i link nel post dedicato alla sfida su Reading is believing. Non avete un blog? Nessun problema, può partecipare chiunque anche mandandole la recensione per email. Siccome questa bellissima sfida è nata per festeggiare i 100 follower ogni mese si potrà vincere un libro in versione cartacea, ma anche degli ebook. La sfida parte ufficialmente domani 1° Ottobre, ma le iscrizioni saranno sempre aperte, e terminerà il 31 Gennaio.
Ad essere onesta devo ancora chiarirmi le idee sulle regole perciò piuttosto che dilungarmi in proposito preferisco rimandarvi al post introduttivo della sfida che troverete cliccando sul bannerino qui sotto.
Vi lascio chiedendovi un piccolo favore. Se deciderete di iscrivervi dopo aver letto il mio post potreste comunicarlo sia qui sotto, tramite un piccolo commento, che QUI su Reading is believing così entrambi potremmo guadagnare 5 punti extra.

Ed ora zompetto a mangiarmi un pezzettino di torta ù.ù

giovedì 27 settembre 2012

Rubrica: Un giovedì in giallo + Recensione: Il club dei filosofi dilettanti


Buondì! Nonostante abbia detto che non sarebbe stata una rubrica periodica torno a recensire un libro proprio per questo spazio. Il caso ha voluto che questo mese le poche letture fatte ricadessero su questo genere quindi rieccomi, anche se ad essere onesta io non concordo sulla classificazione dei libri di Alexander McCall Smith. Lo capirete comunque dalla mia recensione.

Voto:  su 10
Titolo: Il club dei filosofi dilettanti
Autore: Alexander McCall Smith

Traduttore: Garbellini G.

Editore: TEA (Collana TeaDue)
Pagine: 263 Formato: Brossura
Prezzo: 8,60€
Isbn: 9788850213733

TramaDopo aver assistito a un concerto alla Usher Hall di edimburgo, un ragazzo muore cadendo dalla balconata. Un incidente? Un suicidio? Un omicidio? Isabel Dalhousie decide di indagare e scoprire la verità...

Durante una prima all'opera al teatro di Edimburgo, il giovane manager Mark Fraser muore cadendo in platea dalla balconata: sembra una morte assolutamente accidentale, ma a Isabelle Dalhousie, donna single di gusto e di cultura, fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e assidua frequentatrice di mostre e concerti, non tutto pare così semplice. E si sente quasi moralmente obbligata a improvvisarsi detective, seguendo i fili di un'indagine che McCall Smith descrive con prosa lieve e divertita, seguendo gli incontri e le conversazioni della sua curiosa protagonista. Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in Africa, è professore di medicina legale presso l'Università di Edimburgo e conosciuto in Italia per la serie di Precious Ramotswe.

Citazione« Chi non intende ragioni di solito non gestisce un'azienda» ribatté Peter. «Anche se a volte governa una nazione. I politici sono diversi dagli uomini d'affari o dai manager. La politica affascina le persone sbagliate. » Isabel concordava: « Già, è così. Tutti quegli ego esagerati. E per quello che si mettono in politica, perché vogliono dominare gli altri. Amano il potere e le sue trappole. Sono pochi quelli che si danno alla politica per rendere migliore il mondo. Magari qualcuno c'è, ma sono pochi».


L'autoreAlexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all'Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell'altra è scrittore di gialli e creatore di diverse serie di mystery la cui fama si è prodigiosamente diffusa in tutto il mondo.
Alexander McCall Smith su Internethttp://www.randomhouse.com/features/mccallsmith/  Sito della Random House dedicato all'autore (in inglese)

Recensione: Ci sono commenti che possono essere fatti e commenti che non possono essere neanche pensati. Tra quest’ultimo ricade il commento presente in copertina ed attribuito a Vanity Fair, ovvero Miss Marple è risorta, a Edimburgo. I casi sono due...O chi ha pensato questa frase non ha mai letto un libro di Agatha Christie in cui figura l’arzilla vecchietta o non ha mai letto Il club dei filosofi dilettanti. Quali delle due?
Direi che sicuramente non ha mai letto un libro della Christie. Miss Marple opera ad un altro livello; essendo una profonda conoscitrice della natura umana, oltre a cogliere gli indizi che un cadavere le può offrire, paragona più volte ciò che può essere accaduto alla vittima ed a coloro che la conoscevano con ciò che avviene agli abitanti di St. Mary Mead. Per questo le persone la credono un tantino fuori fase quando parla del rospo nascosto dentro il cassetto della maestra o delle vicende amorose di un negoziante.
Ora...Come si può paragonarla ad Isabel Dolhousie quanto quest’ultima non fa niente di tutto ciò? Discorre di filosofia, questo è vero, ponendosi dei problemi che solo a volte sono riferiti al caso sul quale sta indagando ma da qui ad arrivare all'acume di Miss Marple ce ne vuole.
Non riesco neanche a sopportare il fatto che lo si consideri un giallo. Un cadavere non fa un romanzo poliziesco. Come per Le lacrime della giraffa il morto è solo un pretesto per parlare di altro; di morale, di etica, di menzogna e di rispetto della privacy altrui che tuttavia non sono approfonditi con la cura dovuta forse proprio perché colei che predica razzola male.
Sono tutti argomenti che fanno riflettere, ma che appesantiscono un po’ la lettura (sarà che sto rimandando l’esame di filosofia all'infinito perché io e la materia non andiamo molto d’accordo) infatti scherzando posso dire che per me questa lettura è stata come un parto. E dirò di più...confesserò...avevo già iniziato questo libro tempo fa per poi abbandonarlo dopo i primi 4 capitoli. Se al secondo tentativo l’ho terminato è solo perché non mi piace comprare libri per non leggerli prima di darli via e perché l’avevo inserito in una sfida di lettura.
Un vero peccato.
P.s. Ma poi...Sto Club dei filosofi dilettanti che fine ha fatto? Non si riuniscono mai perché i membri hanno altri impegni (il che dovrebbe far capire quanto sia accattivante) quindi perché dedicargli il titolo? Bah...

Pagina 99

martedì 25 settembre 2012

Rubrica: Top Ten Tuesday {1}

Buondì!

Ho deciso di approdare anche io nel favoloso mondo della Top Ten Tuesday! Yuppi, yuppi!
Si tratta di un meme creato dal blog The Broke and the Bookish che consiste nello stilare una lista di dieci elementi dato un tema specifico proposto di settimana in settimana. Tutti possono partecipare e la cosa più carina è che una volta scritto il proprio post è possibile inserirlo, grazie ad un widget, su The Broke and the Bookish.

Il tema di questa settimana è: Le dieci serie non ancora terminate (per un motivo o per l'altro)
Credevo che avrei iniziato in modo fiacco, ma invece mi sono guardata intorno e...ho soltanto serie tra i miei libri! Forse è per questo che adoro la TEA, se così non fosse dovrei accendere un mutuo sui libri! XD Ma bando alle ciance!

1) Harry Potter di J.K. Rowling. Ebbene si...La devo ancora terminare. Ho iniziato questa serie facendomi prestare i libri dalle amiche e poi ho moochato quasi tutti gli altri, ma finché non trovo aggratis Il principe mezzosangue e I doni della morte non saprò mai, almeno libristicamente parlando, come finisce questa saga. Non fraintendetemi...Non sono spilorcia, è solo che la vivo come una sorta di rito solo mio e di Harry Potter iniziato un pò per caso, ma che ha creato la magia tra noi.

2) I casi di Alex Cross di James Patterson. Sono una fan di Patterson per cui non seguo solo questa serie, ma le seguo tutte. Il problema di James è che con gli anni sta diventando commerciale e nei suoi libri compaiono sempre più spesso delle marche, cosa che a me non fa impazzire. Quindi rispetto a 5/6 anni fa ci sto andando decisamente più piano e sono rimasta al 9° libro su 14.

3) Serie di Anita Blake di Laurell K. Hamilton. Sono rimasta a Polvere alla polvere. E' una serie che mi piace davvero tanto, infatti dopo aver letto Nodo di sangue ho comprato ad occhi chiusi gli altri quattro che seguivano, ma leggendo i commenti negativi su Anobii dei libri a seguire ho paura che continuando mi rovinerei qualcosa di bello.

4) Il diario del vampiro di Lisa J. Smith. Decisamente abbandonata dopo il primo libro. Ad oggi non capisco come abbia fatto a fare tanto successo. E' uno dei rari libri che mi ha fatto desiderare di avere un camino solo per gettarlo in mezzo alle fiamme. Ho optato per il lancio dal balcone. Scherzo, ma l'ho dato via senza pensarci due volte.

5) Le cronache dei vampiri di Anne Rice. Tesoro mio perché hai dovuto avere la crisi mistica proprio nel bel mezzo della serie? Mi sono fermata a Merrick la strega nonostante abbia i due libri a seguire. Ogni volta che tento di aprire Il vampiro Marius non ne ho il coraggio. Se mi scade anche lui come è accaduto con tutti gli altri non potrei reggere al colpo.

6) Saga di Twilight di Stephenie Meyer. Ok...Forse Twilight potrebbe essermi piaciuto più di quanto mi aspettassi, ma ciò non vuol dire che ami i vampiri sbrilluccicosi e soprattutto in grado di procreare! Sicuramente continuerò leggendo New Moon perché ce l'ho in casa, ma non so se andrò oltre Eclipse.

7) Saga dei Tudor di Philippa Gregory. Lo storico non è sicuramente il mio genere, ma questa serie mi piace veramente molto. La sto distillando nel tempo solamente perché troppa storia potrebbe bruciarmi l'unico neurone che mi è rimasto ed anche perché ho scelto di comprare l'edizione rigida e devo fare un po' di economia per proseguire :-P

8) Artemis Fowl di Eoin Colfer. Dopo aver letto il primo volume della serie ho acquistato i successivi quattro senza neanche pensarci (ha giocato molto a loro favore il fatto che l'edizione in copertina rigida fosse scontata al 50%), ma ne ho letti fin'ora solo tre perché essendo una serie per ragazzi li intervallo quando affronto qualcosa di davvero tosto ed ho bisogno di rilassarmi un po'.

9) Saga Women of the Otherworld di Kelley Armstrong. Bella. Bella. Bella. Il primo libro della serie mi è piaciuto molto e sto solamente aspettando il mio momento dedicato ai maxi acquisti letterari per comprare Stolen e proseguire la serie.

10) Saga dei Sangue blu di Melissa de la Cruz. Se i vampiri sbrilluccicosi sono in forse, vampiri divenuti tali perché angeli caduti decisamente no. Se ciò non bastasse la storia sa di già letta. Una ragazza che si veste da barbona nonostante possa fare la fotomodella attira gli sguardi del ragazzo più carino della scuola e della sua "sorellina" gemella decisamente cool and snob che vorrebbe cavarle gli occhi perché le fiorisce sotto al naso. E se i problemi di identità e scolastici non bastassero si mette anche a fare la detective a tempo perso. Nah...Non fa per me.

Ne seguo molte altre, anche più o meno alla stessa lentezza XD, ma direi che queste sono quelle che ho sempre sotto gli occhi e quindi nei pensieri.

lunedì 24 settembre 2012

Il mio blog è CO2 neutral!


Ho finalmente deciso di diventare un blog ad impatto zero!
Di cosa sto parlando?

Si tratta dell'iniziativa Il mio blog è CO2 neutral promossa da DoveConviene.it e che ha lo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Una cosa che non sapevo è che anche i blog ne producono e da quanto ho letto anche parecchio!
Infatti secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server ed assumendo 15.000 pagine visite al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l'anno.
Nel nostro piccolo noi blogger possiamo rimediare aderendo a questa iniziativa cosicché verrà piantato un albero per noi in grado di neutralizzare le emissioni di CO2 del blog per 50 anni.

Al momento il progetto di riforestazione è dislocato a Göritz e gli alberi che stanno piantando sono querce, ma per maggiori dettagli sul progetto si può visitare il sito: http://www.iplantatree.org/project/7

Ecco come si può partecipare in 3 semplici passi:
1) Scrivi un post sul tuo blog su questa iniziativa di Doveconviene.it, dicendo che il tuo è un blog o sito ad impatto zero.
2) Scegli il bottone che preferisci tra quelli proposti nel sito ed inseriscili sul tuo blog, ad esempio nella barra laterale.
3) Manda il link del tuo post a co2neutral@doveconviene.it, ti confermeranno quando avremo piantato il tuo albero!

Facile no?

Infine, DoveConviene.it è a sua volta un mezzo per la responsabilizzazione ambientale. L'azienda ripropone infatti on-line i volantini pubblicitari che normalmente riempiono le buche delle lettere (a volte anche in esubero rispetto ai condomini aggiungerei io >.>) e permette di consultare cataloghi e offerte con un semplice click sul pc, tablet, o telefonino indicando anche i negozi più vicini a casa, facendo risparmiare quindi carta e carburante.
Un esempio?
Mediaworld
Leroy Merlin
Carrefour
Limoni
E tanti altri...
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