mercoledì 16 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {13} Morsa, Rifugiato, Pie e...

Buondì!

Quest'oggi l'appuntamento con Un albero di parole ci catapulta nel mondo dell'officina lessicale, ovvero Una parola al giorno.it, in collaborazione con I Signori delle Mosche, un mercoledì ogni due propone una parola tipica dei vecchi mestieri, o comunque una parola/attrezzo ormai quasi superata a causa della tecnologia entrata nel campo della manualità.


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Morsa
Sillabazione: Mòr-sa. Morsa.
Significato: Attrezzo costituito da due ganasce, che serve a stringere o a fermare un pezzo in lavorazione; forte stretta. La parola deriva da [morso].
Dal latino: [Morsus] morso, dal verbo [Mordere].
Le ganasce della morsa sono montate su un bancone o su una piattaforma da lavoro: una è fissa, e l'altra le si chiude incontro, scorrendo lungo una vite. La similitudine con il morso è evidente: la morsa non è che una mandibola che si serra contro una mascella. Ma negli usi figurati, rispetto al morso, ha delle sfumature diverse.
La morsa ha un connotato di impersonalità: se si parla della morsa del gelo, si considera il freddo come un'entità che stringe impietosamente ma senza volontà né intenzione; invece parlare del morso del gelo dipinge un freddo che quasi si accanisce con un'intenzione determinata. Inoltre la morsa stringe senza lasciare, mentre il morso sembra più istantaneo - ora si chiude, ora si apre. Infine è diverso l'effetto dell'azione della morsa, rispetto al morso: il primo consiste in un tenere stretto, schiacciato, bloccato; il secondo in un ferire nella maniera più bruta e archetipica. Dopotutto sono gli animali a mordere, mentre la morsa è un apparecchio, una macchina.
Oltre all'usata morsa del gelo, si può sentir parlare della morsa di un terrore che stringe il cuore e non lascia quartiere, della morsa ineluttabile del fisco, della morsa di una quotidianità sempre uguale a sé stessa, della morsa di impegni soverchianti. Ma magari anche della morsa invincibile dell'amore di mamma.
Qui l'articolo scritto in parallelo da "I Signori delle Mosche".

Una parola dello Zingarelli al giorno: Rifugiato
Sillabazione: Ri–fu–già–to. Rifugiato
.
Significato1) (Participio passato, Aggettivo) Nei significati del verbo rifugiarsi. 2) (Sostantivo Maschile - Femminile: -a) Individuo costretto, in seguito a vicende politiche, ad abbandonare lo Stato nel quale aveva stabile dimora per cercare rifugio in un altro Stato.
SINONIMO: Esule, fuoriuscito.

La parola del giorno del Ragazzini: Pie
Tavole di flessione: Pie (Sostantivo)
Pronuncia: Pie - paɪ
Significato1) (Cucina -GB) Torta salata o dolce (con copertura); Pasticcio. Kidney pie; Pasticcio di rognoni. Vegetable pie; Torta di verdura. Lemon meringue pie; Torta al limone ricoperta di meringa; → DIALOGO Can I have a steak and kidney pie and a chilli con carne (Non dovrebbere essere with meat? o.ò) please?; Vorrei uno sformato di manzo e rognoni e un piatto di chilli con carne. 2) (Cucina -USA) Torta, crostata. Apple pie; Torta di mele.
Pie chart (o pie graph); Grafico a torta, areogramma. (Colloquiale) Pie in the sky; Speranza illusoria, promessa fallace. As easy as pie; Facile come bere un bicchiere d'acqua. To eat humble pie; Ingoiare un rospo, umiliarsi (Figurato) To have a finger in every pie; Avere le mani in pasta, avere lo zampino dappertutto. To have a finger in the pie; Essere dentro alla faccenda.
VARIANTI: 1) (Zoologia) Magpie = Gazza. 2) (Tipografia) Printers' pie = Caratteri in disordine.

Il Morandini consiglia: L'aereo più pazzo del mondo.
DescrizioneUSA. 1980. Genere: Commedia Durata:88′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Traumatizzato dalla guerra in Vietnam, un giovane pilota sale su un aereo sul quale vola la fidanzata hostess. Ne capitano di tutti i colori. Scritto e diretto da una terna di giovani cineasti che 2 anni prima avevano scritto Ridere per ridere, il film centra il bersaglio, cioè fa ridere spesso. Le citazioni cinematografiche si sprecano ma il piacere è proprio lì.
Questa sera su RaiMovie ore 21:15.

(Ci tengo a precisare che dopo ciò sto rivalutando la mia autocritica alle recensioni che scrivo. Faccio di meglio e non vengo pagata ù.ù Mi sento come me stessa davanti ad un quadro di arte contemporanea XD)

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Top Ten Tuesday {22}

'Sera!

Spero di trovare almeno dieci libri per questa Top Ten. Non sarà facile, ma come sempre ci provo!



Top Ten Tuesday è un meme creato dal blog The Broke and the Bookish che consiste nello stilare una lista di dieci elementi dato un tema specifico proposto di settimana in settimana. Tutti possono partecipare e la cosa più carina è che una volta scritto il proprio post è possibile inserirlo, grazie ad un widget, su The Broke and the Bookish.
Tema della settimanaI dieci libri che sono stata "costretta" a leggere.

Questa settimana Jamie ci invita a parlare dei dieci libri che abbiamo letto grazie ad una piccola spintarella. Si tratta di libri che magari abbiamo letto per la scuola, per un club del libro, per un GdL, per lavoro, insomma si tratta di libri che abbiamo dovuto leggere non per nostro libero arbitrio, ma guidati in qualche modo nella scelta.

1) Stupore e tremori di Amélie Nothomb. Ho letto questo titolo, e questa autrice, parecchi volte su Anobii ma non le ho mai dato grossa importanza. Il suo momento è arrivato a seguito di una citazione da parte della professoressa di Psicologia del lavoro. L'avessi letto prima avrei potuto farmi notare un po' con qualche osservazione >.> Uff...
2) Intervista col vampiro di Anne Rice. Una mia compagna del liceo ne parlava sempre bene, sembrava che fosse il suo libro preferito, ed il mio punto debole è da sempre la curiosità. Non lo trovai subito in libreria, ma puntai su Scelti dalle tenebre dato che non mi era ancora presa la fissa per leggere assolutamente le serie in ordine cronologico. Quando trovai finalmente Intervista col vampiro lo lessi...ed adesso se parlo di libri sui vampiri sono io che lo consiglio :-P
3) I passi dell'amore di Nicholas Sparks. E' un libro che ho letto sempre al liceo sotto "imposizione" del professore di letteratura. Aveva la strana malattia di far leggere ai suoi alunni dei libri per poi farne una recensione. Che pazzo vero? A parte gli scherzi...Per me fu un'imposizione più dal punto di vista del genere letterario dato che all'epoca leggevo solo thriller ed i libri di Anne Rice e poi perché solo leggendone la trama sapevo già che mi avrebbe dato un dolore immenso. Non sono mai riuscita a terminarlo perché, lo ammetto, ho dei problemi con gli addii per malattia. 
4) Libera nos a malo di Luigi Meneghello. Un'altra "imposizione", ma questa volta universitaria. L'avrei dovuto leggere per un esame ed invece l'ho abbandonato dopo pochi capitoli. Sono flussi di pensieri ed è un tipo di narrazione che non fa proprio per me. Purtroppo tra i tre libri che dovevamo leggere per l'esame il professore mi ha chiesto proprio questo! Se non è sfiga questa non so che cosa sia...Mi sono comunque imposta di leggerlo dopo un po' di tempo e...Non lo ricordo più. Non fa proprio per me, mi spiace.
5) Barriera per conigli di Doris Pilkington. Altra lettura universitaria. In realtà non dovevo proprio leggerlo, ma la professoressa di Antropologia ci ha fatto vedere il film che ne hanno tratto e ci sono stati dei punti che mi sono sembrati un po' enfatizzati, dato che si tratta di una storia vera, ed ho voluto verificare se le cose fossero realmente andate così. E poi, quando avrò il coraggio di dare questo esame, penso faccia abbastanza figo dire di aver letto il libro ù.ù
6) Una piccola storia ignobile di Alessandro Perissinotto. In una parola...Suggestione. Ho fatto un semestre di lezioni con lui e non avevo mai letto niente di suo. Pregavo che non fosse così pieno di se da citare i suoi libri e fortunatamente non è andata così, c'è stato qualche aneddoto ma niente di più. Però non potevo frequentare il suo corso e non leggere niente di suo, mi sentivo una pessima lettrice.
7) Twilight di Stephenie Meyer. Ebbene si...Sono caduta nella tela delle fan di Twilight e mi sono sentita l'unica sfigata a non averlo mai letto, soprattutto quando ho scoperto che la mia migliore amica -e non così patita di letture- lo aveva invece divorato ed era già quasi arrivata alla fine della serie.

E poi ci sarebbero i dovrei leggere, quelli che mi hanno consigliato nel tempo ma proprio non ce l'ho fatta a leggere.

8) Il profumo di Patrick Suskind. Lo so, mi è stato detto più volte che il film non ha niente a che fare con il libro. Ma è più forte di me, proprio non ce la faccio a leggerlo.
9) Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Girando da Libraccio mi è stato consigliato da una cara amica e non ho potuto fare a meno di comprarlo. E' un titolo che ho letto più volte anche su Anobii e ne parlano tutti con entusiasmo perciò aspetto solo che arrivi il suo momento, che il libro mi chiami per essere letto.
10) Tristi tropici di Claude Lévi-Strauss. E' un libro citato più volte dalla professoressa di Antropologia. E' una di quelle persone che ogni volta che apre bocca mi fa sentire piccola come una formica perché sembra essere l'unica divulgatrice di sapere. Legge di tutto, sa tutto a memoria, cita in altre lingue. Dato che parla sempre di questo libro ho deciso di leggerlo, e non di sentire solamente l'estrapolazione fatta a lezione, per sentirmi un po' più acculturata T.T 

Notte notte ^^

martedì 15 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {12} Tribale, Discernimento, To overwhelm / To underwhelm e...

'Sera!

Rieccomi qui ^^
Subito dopo aver terminato la mia puntata serale di Desperate Housewives, di cui non avevo ancora visto la settima stagione, faccio un saltino per pubblicare Un albero di parole, così se il film di oggi vi piacerà saprete su che canale trovarlo :-P


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Tribale
Sillabazione: Tri-bà-le. Tribale.
SignificatoProprio della tribù; tatuaggio ispirato agli stili delle popolazioni delle isole del Pacifico.
Dal latino: [Tribus], forse collegato a tre, quante erano inizialmente le quattro classi in cui era diviso il popolo romano.
È una parola che sarebbe rimasta felice e tranquilla a vivere nel lessico antropologico: dopotutto non sono molti altri gli ambiti in cui si parla di tribù - al netto, ovviamente, degli usi figurati. È stata l'arte del tatuaggio ad aver dato un nuovo senso a questa parola - senso che qui cercheremo di ponderare.
Certi tatuaggi molto in voga in Occidente sono liberamente ispirati ai motivi dei tatuaggi delle popolazioni delle isole del Pacifico - come i Samoani, gli Hawaiani e i Maori. Come è da sempre accaduto in tutto il mondo, presso queste popolazioni i tatuaggi hanno delle specifiche funzioni rituali; ma al di là del significato personale che ha il tatuaggio per un Occidentale, ciò che da noi rileva di questo stile delle culture del Pacifico è soltanto l'indubbio valore estetico del disegno - astratto, elaborato e allo stesso tempo essenziale. Della tradizione tribale resta ben poco, sia per la perdita del nesso con la funzione rituale originaria, sia per la pesante rielaborazione delle fantasie, che fa sì che non si possa neppure ricollegare un certo disegno ad una tradizione precisa.
Questa parola, in questo senso, si presenta vaga come poche altre; il suo collegamento con le tradizioni tribali non è più che una suggestione, un'ispirazione - che dà al tatuato un'evanescente sensazione di contatto col primitivo, e perciò col forte e col puro. Si tratta di un tipo di esperienza estetica certamente autentica, e vissuta con intenzione; però è fondata su un'impressione, non su un'indagine. E in estetica sono i buoni interrogativi a generare i buoni esclamativi.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Discernimento
Sillabazione: Di–scer–ni–mén–to. Discernimento. (Sostantivo Maschile)
Significato: 1) Capacità di giudicare rettamente. Essere privo, mancare di discernimento; Persona di poco, di molto, di sottile discernimento; Avere l'età del discernimento; Agire con discernimento. 2) (Accezione arcaica) Distinzione, diversità.
SINONIMI: Giudizio, senno.
Sfumature: Giudizio – Discernimento – Criterio – Sensatezza.
Giudizio nel suo significato più generale è la facoltà propria della mente umana di valutare, confrontare, distinguere. Discernimento ha significato analogo, ma l'atto del valutare, del giudicare viene messo in relazione soprattutto con la capacità di distinguere, di saper scegliere. Criterio, che può essere impiegato anche come sinonimo di discernimento, indica anzitutto la norma, il fondamento in base a cui si giudica, si valuta. Sensatezza è genericamente la qualità di chi agisce con buon senso, con giudizio.
Sfumature: Buonsenso, Reputazione, Saggezza.

La parola del giorno del Ragazzini: To overwhelm / To underwhelm
Tavole di flessione: Overwhelm (Verbo)
Pronuncia: To overwhelm /əʊvəˈwɛlm/ 
Significato1) Sommergere, seppellire. The town was overwhelmed when the floods came; La città fu sommersa dall'inondazione. 2) Sbaragliare, sgominare, travolgere, sopraffare, schiacciare. Our army was overwhelmed by the enemy; Il nostro esercito è stato sopraffatto dal nemico. 3) Confondere, imbarazzare, sconvolgere. Your kindness overwhelms me; La tua gentilezza mi confonde.
Tavole di flessione: Underwhelm (Verbo)
Pronuncia: To underwhelm /ʌndəˈwɛlm/ 
Significato1) (Scherzoso, sul modello di To overwhelm) Non entusiasmare, deludere. The critics were distinctly underwhelmed by the film; I critici erano chiaramente poco entusiasti del film.

Il Morandini consiglia: Il marito della parrucchiera
DescrizioneFrancia. 1990. Genere: Commedia Durata:80′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3 Voto Pubblico: 3
RegiaPatrice Leconte Attori: Jean Rochefort, Anna Galiena, Roland Bertin, Maurice Chevit, Philippe Clévenot.
Recensione (Il Morandini 2013): Da bambino andava in visibilio per le forme opulente di una parrucchiera felliniana, da grande ne sposa un'altra, sdutta come una palma, e passa la vita a guardarla mentre tosa i clienti maschi. Eros e shampoo in cadenze di commedia poetica: Leconte prende il tema dell'“amour-passion”, lo modula su riti di calma voluttà e di delicata vertigine, lo stempera in momenti di umorismo obliquo e lo risolve con un inopinato scarto tragico. E le danze di Rochefort! Musiche di Michael Nyman.
Questa sera, su La7d ore 21:10.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Teaser Tuesdays {11}

Buondì! ^^

Oggi si prospetta una giornata abbastanza produttiva. A volte, se mi alzo presto, mi viene la voglia di fare e quando accade finisce sempre che non riesco a smettere.
Ieri sera ho preparato la pasta per il pane e l'ho lasciata lievitare tutta la notte. Questa mattina, dopo essermi docciata, ho fatto sfoggio delle mie abilità di mastro fornaio ed ho prodotto dei graziosissimi panini. Nessuno mi è venuto con la forma originale, ma pazienza XD Sono tutti carini no? *-* Dovevano essere, in senso orario partendo dall'alto, una foglietta, una treccia, un bocconcino con sopra il salamino affumicato (ù.ù), un bocconcino con dentro il salamino affumicato (ù.ù), ed una biccia (?.? come si chiama una treccia formata solo da due segmenti? Se non ha nome la battezzo io Biccia ù.ù) chiusa a ciambella ma ovviamente non è rimasto il buco >.> Però è carino comunque ù.ù Ed anche buonissimo *ç*
Nel frattempo ho tagliato anche le castagne da cucinare metà al forno e metà le ho lasciate intere per farle bollite. Non vi dico quante castagne ho trovato marce tra quelle bollite =.='' Praticamente tutte. L'aspetto positivo però è stata l'acqua di cottura che ho utilizzato per tingere un pezzo di tela aida bianca. La lascerò in infusione tutta la notte e domani mattina vi farò vedere il risultato *-* Speriamo in bene.
Plus tard dovrò anche andare a prendere un mobiletto al Self e se tutto va bene stasera potrò proseguire la mia lettura @.@
La prossima volta sveglia a mezzogiorno così non faccio nulla XD



Teaser Tuesdays, è un meme creato da MizB di Should Be Reading. Le regole per partecipare sono molto semplici dato che basta prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo ad una pagina a caso e trascrivere un breve brano tratto da quella pagina (ovviamente facendo attenzione a non spoilerare). Infine bisogna ricordarsi di lasciare titolo ed autore del libro.

Questa settimana il teaser è tratto daWhisper di Maggie Stiefvater

Mi adagiai sul marmo come se dovessi restare lì per sempre mentre le lapidi segnavano il tempo, l'ombra della luna si muoveva tra loro, facendo brillare l'altro lato delle loro superfici usurate e illuminando i nomi cristiani che non venivano usati da decenni. Il freddo si insinuò in me, passando dal marmo alle mie vene. In ogni istante trascorso sulla pietra fredda, immagini di morte mi attraversavano la mente, mentre speravo e temevo che Luke mi tirasse su da terra. No. Non proprio morte.
Assassinio.
Non sapevo cosa pensare, così il mio cervello semplicemente si fermò.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un'opera dell'artista Isaac Salazar che per il suo progetto Book of Art ha deciso di ridare nuova vita ai libri ormai inutilizzati intagliando le loro pagine in modo da ricavare singole parole cariche di significato.

lunedì 14 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {11} Spera, Illegale, Hopefully e...

Buondì!

Oggi Una parola al giorno mi arricchisce veramente con la sua parola. Sono rimasta leggermente accigliata leggendo il significato di una parola che credevo fosse semplicemente la coniugazione di un verbo ed invece...
Non so se devo essere fiera di me stessa nel proclamare la mia ignoranza o se mi debba vergognare, mumble mumble...


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Spera
Sillabazione: Spè-ra. Spera.
Significato: Sfera, in particolar modo sfera celeste del sistema tolemaico; disco, in particolare disco luminoso, con speciale riferimento al sole; specchio; riflesso; aspetto della carta controluce.
Dal latino tardo: [Spera] sfera, attraverso il latino classico: [Sphaera], dal greco: [Sphaira].
A differenza di "sfera", che vede il suo significato sempre ben ancorato alla figura geometrica solida, "spera", pur essendo, in principio, una variante della medesima parola, ha visto i suoi significati svilupparsi in modo ben più variegato ed ampio.
Dagli iniziali riferimenti alle sfere concentriche che, secondo il sistema tolemaico, costituivano l'universo, la spera è passata ad indicare il disco solare e i suoi raggi - e ancora oggi, con un gusto raffinato o un po' vetusto, si sente parlare delle ultime spere di sole della sera, della pallida spera del sole a oriente. Questa figura ha quindi poi aperto il significato di specchio, in quanto disco luminoso. Per metonimia (Figura retorica che consiste nel trasferimento di significato da una parola a un’altra in base a una relazione di contiguità spaziale, temporale o causale, usando, per esempio, il nome del contenente per il contenuto) ha poi acquisito anche quello di riflesso dato dallo stesso specchio.
È poi splendida la figura della spera in quanto aspetto di un oggetto diafano visto in controluce: si può parlare della spera, uniforme o nebulosa, della carta posta davanti a un lume, o della spera di un uovo fresco, che deve essere chiara, mentre un uovo guasto avrà una spera opaca. Dopotutto, una fonte luminosa, vista in trasparenza, tende sempre ad avere la forma sfumata di un disco.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Illegale
Sillabazione: Il–le–gà–le. Illegale. (Aggettivo)
SignificatoChe è contrario alla legge. Procedimento, arresto, deliberazione illegale | Processo illegale: Che non era legislativamente esperibile nel caso concreto o che si è svolto con formalità non ammesse dalla legge.
Avverbio: Illegalmente.
Sostantivo Femminile Invariabile: Illegalità.
Sfumature:  Illegale - Clandestino – Nero – Sommerso.
Ciò che viene compiuto contravvenendo alla legge si dice genericamente illegale. Clandestino è invece ciò che, proprio perché illegale o comunque non conforme a divieti o a norme di comportamento codificate, viene compiuto in segreto; il termine si riferisce oggi soprattutto ad attività legate al gioco d'azzardo, alle scommesse, ai combattimenti fra animali e simili; in riferimento a persone, definisce chi soggiorna in un paese straniero senza averne il permesso. In quest'area di significati, nero si usa per indicare attività finanziarie o lavorative svolte in completa inosservanza della regolamentazione fiscale e previdenziale. Se riferito in particolare al lavoro, nero coincide con sommerso, che si usa per designare quelle attività economiche che sfuggono a ogni rilevamento e dunque eludono completamente i meccanismi di tassazione.

La parola del giorno del Ragazzini: Hopefully
Avverbio.
Significato1) Con (buone) speranze; fiduciosamente. 2) (Colloquiale) Si spera; se tutto va bene; come è auspicabile. Hopefully we'll get there in time; Se tutto va bene, arriveremo in tempo.

Il Morandini consiglia: Il pianista
DescrizioneGran Bretagna, Francia, Germania, Polonia. 2002. Genere: Drammatico Durata:148′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 4 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): Un pianista polacco ebreo vive per tre anni con la sua famiglia nel ghetto di Varsavia e un altro da solo – ramingo, impaurito, affamato. Sopravvive sino all'arrivo dell'Armata Rossa nel 1944 e riprende a suonare Chopin alla radio di Varsavia come faceva il 1° settembre 1939. Da Death of a City (1984), autobiografia di Wladyslaw Szpilman (morto nel 2000), sceneggiata da Ronald Harwood. Rifiutata la regia di Schindler's List offertagli da S. Spielberg, R. Polanski, vicino ai 70 anni, racconta la storia di un compatriota – che ha più di un aggancio con le sue esperienze di bambino ebreo a Cracovia durante l'occupazione nazista – con un film che, tra quelli recenti sulla Shoah, è “quello che meno ci riconcilia con la Storia e che meno usa il cinema nella sua chiave consolatoria” (E. Martini). La 1ª ora è di taglio corale (una famiglia, una comunità); la 2ª parte è la storia di un uomo ridotto a un topo in fuga da un mondo di assurdità kafkiana, la storia di una solitudine. Forse è la sua arte – la musica, il pianoforte – che gli dà la forza di resistere. Spiega, a ritroso, il cinema che Polanski ha fatto per 40 anni, le sue radici e gli incubi, con un costante controllo della materia narrativa e delle emozioni. Palma d'oro a Cannes. 3 Oscar: Regia, Miglior attore protagonista Adam Brody, Miglior sceneggiatura non originale.
AUTORE LETTERARIO: Wladyslaw Szpilman
Questa sera, su Iris ore 21:00.

Finalmente un film che ho visto, ed anche recentemente! Nonostante la seconda metà della prima parte mi abbia fatto venire un'angoscia allucinante (e vi spoilero solamente il povero vecchietto in sedia a rotelle che viene scaraventato giù dal balcone) non posso fare a meno di consigliarlo. Il mio voto si avvicina più a quello del pubblico anziché a quello della critica; Adam Brody come sempre è stupendo, ma, forse per smorzare un po' l'atmosfera, alcuni punti scenografici mi sono sembrati troppo statici per essere realistici e mettendo un po' il dito nella piaga la storia va a finire fin troppo bene per ciò che succede al protagonista. E' un adattamento di una storia vera perciò vado un po' cauta con la critica sull'integrità mentale del protagonista finché non leggerò il libro autobiografico da cui il film è tratto (e dal quale non sapevo fosse tratto) e soprattutto non dico di più per non spoilerare ulteriormente. Comunque è sicuramente un film da vedere.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Blog Notes {16}

Buondì!

Ce la farà la nostra eroina a rispettare gli impegni del blog?
Lo scoprirete solo seguendomi! XD



Blog Notes è una rubrica creata da Rowan del blog Ombre Angeliche ed ha lo scopo di riassumete gli impegni settimanali del blog.


Lunedì: Rubrica Blog Notes
Martedì: Rubrica Top Ten Tuesday & Teaser Tuesday
Mercoledì: Rubrica Lista dei desideri
Giovedì: Rubrica Crazy Phrases
Venerdì: Rubrica Telefilm Addicted
- Sabato: Rubrica Cover Characteristic (Arretrati)
Domenica: Rubrica Cover Characteristic

Rubrica giornaliera: UAlbero di Parole
Recensione: 
Le mie storie da una botta e via di Chelsea Handler

domenica 13 ottobre 2013

Cover Characteristic: Giacche

'Sera!

Uffolina. Dopo aver desiderato per così tanto tempo i muffin cioccolatosi sono riuscita a bruciacchiarli un po' T.T Dopo una lunghissima storia d'amore il forno si sta ribellando contro di me e mi sballa tutti i tempi di cottura. Speriamo che al prossimo giro, usando il fornetto piccolo, vengano meglio.
Comunque il forno mi ha aiutata a combattere un po' il freddo di questi giorni, dato che i termosifoni funzionano un po' come vogliono loro, e sembrano farlo apposta ma Sugar & Snark hanno azzeccato il tema giusto per la loro Cover Characteristic.



Cover Characteristic è un meme creato da Sugar & SnarkOgni settimana verrà pubblicata una determinata caratteristica che sarà utilizzata come criterio per scegliere le 5 cover preferite che contengono quell'elemento. Tutti possono partecipare ed una volta creato il proprio post è anche possibile lasciare il link nel blog di Sugar & Snark grazie ad un apposito widget.
L'elemento di questa settimana è: La Giacca.

Ci tengo a precisare che le copertine sono state scelte attingendo dai libri in mio possesso o in wishlist e che quindi potrei tralasciare copertine molto più belle per il semplice motivo che non avendole sotto gli occhi non mi vengono in mente. Inoltre il mio giudizio non riguarda il contenuto dei libri dato che non li ho ancora letti tutti, ma solo la sua confezione.


5. Scelti dalle tenebre di Anne Rice
4. Nemico pubblico di Bryan Burrough
3. Questo è solo l'inizio di Gina Blaxill
2. Tracce di sangue di Tanya Huff

And the winner is...
 

1. Debito di sangue di Tanya Huff
In realtà preferisco la giacca al secondo posto; adoro il taglio, il colletto rialzato, i bottoni, come cade...Però ho voluto premiare la giacca indossata da Christina Cox perché io ho una giacca moto simile però a lei sta alla perfezione mentre addosso a me, porca miseria, sembra un sacco nero della spazzatura T.T Fortunatamente la temperatura è scesa così tanto che per uscire posso mettere il cappotto altrimenti non avrei avuto molte scuse per non indossarla, dopo quanto l'ho pagata ù.ù

E vi do la Buonanotte con una gif sempre postata da Sugar & Snark:
Oddio lo voglio anch'io un cuccioletto così *-* O potrei anche accontentarmi di quegli adorabili cuscinetti *-*

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un'opera dell'artista Isaac Salazar che per il suo progetto Book of Art ha deciso di ridare nuova vita ai libri ormai inutilizzati intagliando le loro pagine in modo da ricavare singole parole cariche di significato.
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