venerdì 4 ottobre 2013

Rubrica: Un albero di parole {7} Kamikaze, Nostalgico, To forbear e...

'Sera!

Ritorna l'appuntamento con...Un albero di parole!
Questo pomeriggio sono crollata sul divano quindi al momento sono bella pimpante XD
Per quanto riguarda lo spazio dedicato a Una parola al giorno dovete sapere che un giovedì ogni due comparirà una parola giapponese ormai diventata consuete anche per noi italiani. Una parola al giorno insieme ad Haruki Ishida, giovane dottore in Lingua e Letteratura italiana dell'Università di Kyoto, cerca di tracciare l'origine e il modo in cui vive nella nostra cultura un lessico che fino a tempo fa non ci apparteneva.


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Kamikaze
Sillabazione: Ka-mi-kà-ze. Kamikaze
Voce giapponese che significa "vento divino", composto da [kami] divinità shinto e [kaze] vento. 
Significato: Pilota giapponese che durante la seconda guerra mondiale effettuava missioni suicide; Terrorista suicida; Persona temeraria che si getta in un'impresa rischiosa.
"Kamikaze" è una delle parole giapponesi più famose nel mondo. L'origine etimologica è molto vecchia. Questa parola appare per la prima volta nella mitologia giapponese, ma è diventata famosa nell'epoca Kamakura. Nel 1274 e nel 1281 il condottiero mongolo Kublai Khan mandò delle truppe in Giappone, però entrambe le volte questo progetto è fallito perché grandi tifoni hanno attaccato le navi mongole. I Giapponesi in quest'era hanno chiamato i due tifoni "Kamikaze" e hanno creduto che il Giappone fosse protetto da divinità.
Ma adesso la parola è conosciuta in altro senso, cioè come "gli attacchi suicidi dei piloti giapponesi" nella seconda guerra mondiale (che, per inciso, noi Giapponesi chiamiamo Guerra del Pacifico siccome le armate giapponesi non hanno combattuto in Europa ma principalmente sull'Oceano Pacifico contro gli Stati Uniti). Era un'azione folle. Adesso la parola "kamikaze", in giapponese, non viene più usata. Forse consideriamo questa parola un genere di tabù perché è troppo triste. Ma noi, dall'altro lato, rispettiamo i soldati kamikaze; quasi tutti loro erano soldati semplici. Credevano che i loro attacchi suicidi fossero efficaci per proteggere la patria e la famiglia (possiamo leggerlo nelle loro lettere). Adesso noi viviamo in pace. Quindi li rispettiamo e non li dimentichiamo.
In italiano questa parola viene usata principalmente nei media per indicare attacchi suicidi di stampo terroristico. Gli altri significati più strettamente legati alla storia giapponese sono relegati, appunto, in ambito storico. È però da notare come l'immagine del "vento divino" sia originariamente un'immagine di difesa, divina o militare, rispetto ad una guerra in corso o minacciata - immagine che ha poco a che vedere con gli attacchi terroristici nei confronti di civili inermi, di cui si ha tristemente spesso notizia. Perciò si può dire che da noi sia una parola usata con grave improprietà.
Notiamo infine che qui in Italia è una parola che si presta ad un uso figurato, e anche ironico: Quando qualcuno si lancia in un'impresa audace con poche possibilità di riuscita o affronta un rischio con temerarietà, lo si chiama kamikaze.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Nostalgico
Sillabazione: No–stàl–gi–co. Nostalgico (Aggettivo)
Deriva dalla locuzione a babbo morto, quando il babbo sarà morto.
Significato: 1) Da nostalgia, caratterizzato da nostalgia. Sentimento nostalgico, abbandono, rimpianto nostalgico, che manifesta nostalgia. Sguardo nostalgico. 2) Persona che soffre di nostalgia. Una ragazza nostalgica. 3) Che (o chi) rimpiange un regime politico ormai passato. Tendenze nostalgiche, un ritrovo di nostalgici.
Plurale maschileNostalgici.
Al Femminile: Nostalgica.
Avverbio: Nostalgicamente. Con nostalgia. 

La parola del giorno del Ragazzini: To forbear
Tavole di flessione: Forbear (Verbo)
(Passato: Forbore, Participio Passato: Forborne)
Pronuncia: To forbear - fɔ:ˈbɛər 
Significato(Verbo Intransitivo) 1) Astenersi (da), evitare (di), fare a meno (di), trattenersi (da). To forbear from asking questions; Evitare di porre domande. To forbear to comment; Trattenersi dal commentare. 2) (Uso arcaico) Essere paziente (o indulgente), avere pazienza, sopportare.
Significato(Verbo Transitivo) 1) Trattenere. I could not forbear a smile; Non potei trattenere un sorriso.

Il Morandini consiglia: Pallottole su Broadway
DescrizioneUSA. 1994. Genere: Commedia Durata:99′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 3
Recensione (Il Morandini 2013): New York, ultimi anni '20. Per mettere in scena a Broadway un suo copione, un giovane commediografo di provincia accetta i dollari sporchi di un gangster che vuole lanciare un'amichetta. S'intromette Ciccio, sicario e guardia del corpo, che con i suoi suggerimenti gli migliora la commedia ed elimina la ballerinetta, attrice troppo inetta. Fa pensare a un gangster-film Warner Bros messo in immagini da Visconti, ammirevole per ingegneria narrativa, vivacità di dialoghi, raffinatezza scenografica e musicale. Sotto le apparenze ilari è un ironico apologo sull'arte e sul teatro, ma c'è anche il tema dell'arte che deve avere radici nella realtà, ma essere qualcosa di diverso. Ottimi Palminteri e la Wiest, premiata con l'Oscar.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

- Crazy Phrases - {3}

OMG!

Ma quanto possono essere piccole le persone?
Vi ricordate quando ho descritto il condominio in maniera tutta rose e fiori? Bene...Dimenticatevelo. A parte quelle quattro persone adorabili che ho incontrato ce ne sono altrettante che sono delle vere e proprie carogne. Questa sera sono andata a prendere delle cose in macchina e tornando mi sono soffermata a leggere un cartello vicino alla buca delle lettere. Nel cartello si chiede di applicare targhette consone al decoro dello stabile. Cartello giusto, se non avessero agito nel modo sbagliato. Prima di tutto me le fa girare particolarmente il fatto che il cartello sia stato scritto in maniera anonima e che non si siano rivolte ad una persona in particolare, anche se è palese che si riferiscano a noi. Se nel giro di un mese nella buca delle lettere c'è ancora il cartellino di carta un motivo c'è e se si fossero degnati di bussare alla porta glielo avremmo anche spiegato con calma e non avrebbero risvegliato il mio lato demoniaco e vendicativo. In secondo luogo mi da fastidio proprio il gesto. Da oltre un anno ci sono due targhette non di metallo, una di carta ed una di plastica nera stampata, e non hanno mai detto niente. Ora arriviamo noi e si lamentano?
Adesso vorrà dire che mi lamento anche io. Un bel cartello nel quale chiedo di chiudere il portone d'ingresso (perché questi incivili che pensano al decoro del palazzo lo lasciano sempre aperto in balia dei ladri) ed un altro per mettere i sacchetti compostabili nell'organico dato che ho già visto tre o quattro sacchetti di plastica normale e sicuramente fioccheranno multe.
Ma scherziamo? Rompono le scatole per le cose più futili e non pensano alle cose serie?
Spero che una frase pazza mi tiri su di morale!

Crazy Phrases è una rubrica settimanale ideata da Vale e Yvaine rispettivamente del blog Esplosione di pensieri e di Il pozzo dei sussurri e che io ho scoperto grazie a Kedi che gestisce Emozioni in Bianco e Nero.
Per partecipare le regole sono molto semplici dato che basta prendere tre libri dalla propria libreria e trascrivere la prima frase che capita sott'occhio aprendo ciascun libro a caso. In questo modo si dovrebbe ottenere una mini storia forse non proprio sensata, ma molto divertente. Ovviamente bisogna anche indicare il libro dal quale le frasi provengono. Se però, malauguratamente, le frasi non legano tra loro se ne possono pescare altre due dai tre libri di partenza.

L'oggetto della loro attenzione si trovava dall'altra parte della fossa, proprio di fronte a Socia. Un ragazzo nero, alto come Socia, ma più robusto, con la solida struttura che un maschio raggiunge solo verso i venticinque anni. Indossava un impermeabile nero su una camicia blu scuro abbottonata fino al collo, niente cravatta. Portava un orecchino d'oro all'orecchio sinistro e i capelli erano tagliati in modo strano.
Il proiettile percorre il lungo tunnel, illuminando al passaggio le pareti che trasudano umidità.
La freccia si conficca nel terreno, a una buona distanza.
- La via è libera. - Grida la sentinella, girandosi verso la porta, che a quel punto viene completamente aperta.
Il popolo Minimeo è presente al gran completo, riunito per dire addio alla principesse e all'eroe.
Quella sera, mentre uscivo per la cena, lo vidi ancora. Era sull'altro marciapiede, appoggiato a un albero, e fissava le finestre di Holly. Dubbi sinistri mi si affollarono in mente. Era un poliziotto? O un agente della malavita, alle dipendenze del suo amico di Sing Sing, Sally Tomato?

Le frasi sono tratte, in ordine, da:
- Un drink prima di uccidere di Dennis Lehane
- Arthur e il popolo dei Minimei di Luc Besson
- Colazione da Tiffany di Truman Capote

Tanto mistero, e tante virgole, in questa Crazy Phrases tratta dai libri che ho preso al Mercatino *-*

mercoledì 2 ottobre 2013

Rubrica: Top Ten Tuesday {21}

Buondì! @.@

OMG. Possibile che questa casa non finisca di darci problemi?
Domenica sono venuti i miei zii per farci dei lavoretti in casa, tipo montare i lampadari e mettere su i bastoni per le tende. Sono stati in casa 8 ore...Il risultato della giornata è stato: Tanto sforzo per mettere il lampadario nuovo in camera di mia madre, un bastone per le tende non centrato, tre viaggi al Self per sistemare un lampadario rotto, un cavo elettrico forato dal trapano, più un altro bastone delle tende messo sì centrato ma questa volta con le staffe storte. Insomma...Poco dopo che se ne sono andati avevo solo voglia di aprire le finestre e buttarmi di sotto. Poi mi sono ricordata che adesso sto ad un piano rialzato e perciò non avrei fatto molta strada prima di toccare terra, non valeva lo sforzo.
Sono tornati oggi per finire il lavoro iniziato domenica, questa volta solo quattro ore per montare due lampadari e mettermi su finalmente il mio cassetto/comodino *-*
Per carità...Apprezzo lo sforzo ed il lavoro che hanno fatto, perché per sistemare quel cavolo di lampadario c'è voluto un sacco di tempo e pazienza, ma  proprio perché se la pazienza è esaurita a volte basta fermarsi a prendere un respiro. Ed invece no. A fine giornata ho dovuto contare i cadaveri. Che, appunto, domenica erano il bastone messo storto e quello non centrato ed il filo elettrico danneggiato ed oggi un sacco di polvere a terra (fortunatamente non sul parquet ma sul marmo), con tanto di pezzi di intonaco che viaggiavano per mezza casa, e delle righe di vernice tolta dal muro. Il mio splendido muro della cameretta. Fortunatamente ho la vernice a portata di mano e sono riuscita a sistemare il danno, però cavolo...un po' di attenzione fin dall'inizio non sarebbe guastata! Il che mi ha portato ad un bel sonno ristoratore, altrimenti avrei rischiato l'esaurimento nervoso, e l'uscita tardi per andare a comprare i viveri al supermercato ed è il motivo per cui non sono passata di qui fino ad oggi. Probabilmente sabato ci sarà il terzo round...Andrà meglio?


Top Ten Tuesday è un meme creato dal blog The Broke and the Bookish che consiste nello stilare una lista di dieci elementi dato un tema specifico proposto di settimana in settimana. Tutti possono partecipare e la cosa più carina è che una volta scritto il proprio post è possibile inserirlo, grazie ad un widget, su The Broke and the Bookish.
Tema della settimanaLe dieci situazioni negative che si incontrano durante la lettura.

Credo sia una traduzione un po' tirata per i capelli, ma più o meno il senso dovrebbe essere quello XD In sostanza il tema di questa settimana riguarda gli argomenti che ci fanno infuriare durante una lettura. E' pure in linea con ciò che mi sta capitando XD
1) L'attrazione a prima vista tra i, chiaramente, protagonisti. Allora...Se già al primo capitolo una lei fremente incontra un lui supersexy non ci siamo. La storia d'amore diventa fin da subito troppo scontata. A questo punto preferisco non ci sia proprio.
2) Genitori assenti. E' vero che i romanzi sono fantasia, e specialmente un YA senza genitori è la manna dal cielo, ma certe situazioni senza genitori sono veramente cose dell'altro mondo. Chi è sopravvissuto per due volte alla morte è poco credibile se lasciato in stato di totale abbandono proprio da coloro che gli hanno fatto rischiare la vita; è assurdo. In quale universo parallelo succederebbe mai una cosa simile?
3) Linguaggio troppo semplice o privo di sinonimi. Ormai saprete che probabilmente non sono proprio una campionessa di italiano, ma proprio per questo mi aspetto che lo sia chi lo fa di mestiere! Non pretendo descrizioni elaborate come quelle di Anne Rice, ma un minimo di complessità in alcuni libri over 15 ci andrebbe.
4) La donna antiproiettile. Io sono totalmente pro detective femminili, ma quando sono tarate bene. Una protagonista che corre incontro ai proiettili, magari su un tacco dodici, i cinque minuti me li fa venire, perché ormai mi si è rovinata la lettura. E l'istinto di sopravvivenza dov'è finito? Capisco che un agente donna debba dimostrare di più rispetto ad un uomo, ma a tutto c'è un limite.
5) L'ovvio. Leggere qualcosa prodotto dal frutto di uno schema ormai utilizzato in tutte le salse mi demoralizza parecchio. E' diventato davvero così difficile scrivere qualcosa di originale e non costruito sulla base del solito: Lei incontra lui, si fraintendono, lui trova un'altra lei, lei si strugge per lui, miracolosamente il malinteso si chiarisce e lui e lei vivono felici e contenti? Uff...
6) Descrizioni troppo pallose. Va bene essere complessi e darsi un tono, ma deve anche essere scorrevole!
7) Il tema del momento. Ebbene si...Quando un libro fa successo stranamente escono dei libri che sono la sua fotocopia quasi sputata che ti rifanno vivere il tormentone del momento fino allo sfinimento...Aria....
8) Ragazzi troppo maturi. Se da un lato è vero che le ragazze maturano prima, senza un adeguato background che ha portato il fanciullo verso l'emancipazione non si spiega come mai tutti questi adolescenti maschi non se ne stiano in casa a guardarsi Dragon Ball come i loro coetanei reali. Sembra quasi che gli scrittori non siano stati dei bambini in vita loro.
9) Il triangolo. Se Renato Zero non l'aveva considerato, ormai quasi tutte le scrittrici lo hanno fatto. Ma perché? Non ci si può rendere conto, facendo un percorso di innamoramento normale, di amare una sola persona e starci insieme per tutta la vita? E' diventata utopia?
10) Finali aperti nei libri autoconclusivi. Ma scherziamo? Senza una chiusa seria a cosa l'ho letto a fare tutto il libro? Scrittrice o mi dici che dopo mille peripezie i due si sposano o per me puoi finire nel cestino per sempre e ti dimenticherò all'istante.

Quante cose mi irritano O.O E dire che ho anche avuto il blocco dello scrittore per dieci minuti!
Volevo solo precisare che questa settimana non pubblico il Teaser perché tra una cosa e l'altra non sono proprio andata avanti con Black Moon (sarà che ho riscontrato un problema di tipo 1 ù.ù).
Ed abbiate pazienza per le parole di questi tre giorni, ma proprio non ce l'ho fatta a passare di qui. Non pubblico neanche quelle di Martedì perché sono troppo stanca. Ne aggiungo una alla volta nei prossimi appuntamenti così non andranno perse ^^

Notte notte ^^

domenica 29 settembre 2013

GiveAway del Trasloco: Amore, zucchero e cannella di Amy Bratley

Buondì!

E dico buondì perché quasi sicuramente vedrete questo post tutti domani mattina XD
Pensavate mi fossi dimenticata di passare per lasciare il terzo giveaway vero? Ed invece no! In questi giorni sarò stata un po' scostante perchè sono stata sempre fuori, ma questo appuntamento non lo avrei saltato per niente al mondo. Terza, e penultima, tappa di questo spazio dedicato alla ricollocazione di libri (micro indizio). Dopo aver messo in palio L'ultima stella a destra della luna e Chanel non fa scarpette di cristallo, è arrivato il momento di...
Pubblicità subliminale:
Bannerino del GiveAway nel caso voleste fare pubblicità all'iniziativa XD



<a href="http://kylaiinwonderland.blogspot.it/2013/09/giveaway-del-trasloco-amore-zucchero-e.html" target="_blank"><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgo6H2sNqd0mrhn_30sU4c72FTD_9TrFbv6pQQ6BlvrfOI1UqfwXCeceyGV-0PWYHaFSzqyVwtve_8-qA8GhCUvhyphenhyphennRFHr-skuFmNFPKBLXvqRIy_dW8v-4uAvE1x9wDqfyuF9fRiMyuMA/s301/GiveAwayTrasloco.jpg" border=0 /></a>

Dicevo.
E' arrivato il momento di:

TitoloAmore, zucchero e cannella
Autore: Amy Bratley
Trad.: G. Pandolfo

Editore: Newton Compton (Collana: Gli Insuperabili)
Pagine: 352 Formato: Rilegato
Prezzo: 5,90€
Isbn: 9788854142732 

TramaChe cos'è la felicità? Una casa, con dentro le persone che ami. 
C'è un solo rimedio per alleviare le pene d'amore: i buoni, vecchi consigli della nonna.
Juliet aspetta da una vita questo momento. Finalmente una casa da dividere con Simon, un vero e proprio nido d’amore pieno di piante di cui prendersi cura e invaso da profumi di torte appena sfornate. Ma il sogno è destinato a svanire: la prima notte nel nuovo appartamento, Juliet scopre che Simon l’ha tradita con la sua migliore amica. Il suo cuore è a pezzi, il dolore insopportabile, quella casa tanto desiderata d’improvviso è ostile. Niente pare esserle d’aiuto. Finché un giorno, rovistando tra le scatole ancora da aprire, Juliet s’imbatte nei vecchi libri della dolce nonna Violet, con cui è cresciuta dopo che la madre l’ha abbandonata. In quelle pagine ingiallite, ricche di preziosi consigli e piene di appunti, Juliet sembra trovare il conforto di cui è in cerca: forse lì c’è quel che serve per tornare ad amare la sua nuova casa e a curarla come avrebbe fatto un tempo sua nonna, ricette segrete per dimenticare ai fornelli chi l’ha fatta soffrire, o tanti modelli di carta che attendono solo le sue mani, per trasformarsi in splendidi foulard, copricuscini, grembiuli pieni di pizzi. Ma un giorno, nascosta tra quelle pagine degli anni Sessanta, Juliet trova una lettera. Una lettera che parla di qualcuno di cui lei ignorava l’esistenza…
Ai primi posti delle classifiche. Il caso editoriale dell'anno.
«Questo Amore zucchero e cannella riserva parecchie sorprese, annoiarsi è difficile.»
la Repubblica
«La favola di Amy Bratley: la freelance è diventata reginetta.»
Corriere della Sera
«Molta intelligenza e ironia nel romanzo d’esordio di Amy Bratley.»
il Venerdì di Repubblica
«Un tocco spiritoso, eventi filtrati da uno sguardo divertito e non manca nemmeno il giallo di una lettera misteriosa.»
ttL – la Stampa
«Amore, zucchero e cannella: la formula magica del bestseller.»
Vanity Fair  

L'autriceAmy Bratley vive a Londra. Da dieci anni lavora come giornalista freelance. La Newton Compton ha pubblicato il suo primo romanzo, il bestseller Amore zucchero e cannella, che ha ottenuto un enorme successo e scalato le classifiche in Italia rimanendo per mesi in vetta e Segreti, bugie e cioccolato. Il sito internet dell’autrice è www.amybratley.co.uk.


La sua storia: Un mese prima del trasloco uno dei mantra di mia madre era: Dobbiamo andare al Mercatino per vedere se riusciamo a vendere la cameretta. Non so voi...Ma a me hanno sempre messo una certa diffidenza. Ho sempre pensato che la gente ci portasse gli scarti, degli scarti, degli scarti, ed invece...Il primo Mercatino dell'usato in cui sono entrata è stato quello di Moncalieri. Prima della porta vera e propria si entra da un portone e c'è un'ingresso con delle vetrine. Già dalle vetrine ho capito che sarei uscita con qualcosa. Però la vetrina è la parte più importante di un negozio, serve ad invogliare le persone ad entrare e perciò ci mettono quasi sicuramente le cose più belle. Sono entrata con questa convinzione e sono uscita carica di roba. Prima di parlare con il commesso mi sono fatta il giro di tutto lo spazio espositivo; ho sbavato su delle tazzine che nella mia mente hanno subito trovato la loro collocazione in un progettino di riciclo creativo, ho adocchiato calici, svuota tasche, vasi, borse ed un divanetto rosa che rimarrà per sempre nel mio cuore ma che mia madre non ha voluto comprare T.T E poi...Mi sono fiondata sulle librerie. Devo ammettere che c'era poca roba che mi interessava, ma sono ugualmente riuscita a tornare a casa con due libri: Amore, zucchero e cannella e Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano. Non ho potuto fare a meno di prendere il libro della Serrano perché avendo letto I quaderni del pianto è entrata nel mio cuoricino, e poi perché Arrivederci piccole donne è un titolo che ho visto spesso in giro per un certo periodo. Amore, zucchero e cannella, invece, è stato uno sfizio. Era quel titolo curioso che, seppur non volevo comprare, vedendolo scontato non ho potuto fare a meno di prendere. Con il senno di poi...Vabbè.
D'allora ci sono stati altri Mercatini ed altri libri, troppi secondo mia madre XD
Insomma...Se non fossi entrata in un Mercatino dell'usato e non lo avessi visto in sconto non lo avrei mai preso, forse, e paradossalmente, neanche in biblioteca.
Quindi qual'è il requisito particolare per partecipare a questo giveaway?
- Fare la fotografia di un oggetto che avete comprato usato pensando di aver fatto l'affare del secolo ed invece si è rivelato una vera ciofeca. Oh, mica solo io posso essere stata così sfigata no? XD E' un requisito molto ampio; primo perché non sono qui a fare pubblicità al Mercatino dell'usato, l'usato si trova ovunque -dalla bancarella dei libri sotto ai portici, ad ebay- e secondo perché non ovunque sono diffusi questo tipo di mercatini (o comunque hanno nomi diversi) e probabilmente molti si affidano di più ad internet. Infine direi oggetto, e non libro, perché, non so se l'avete notato, l'usato è peggio di una calamita. Cerchi una cosa e compri diecimila articoli tranne quello che cercavi. Nella bancarella non si trova il libro desiderato, ma se ne prendono comunque altri mentre in un negozio si entra per vendere e se ne esce con un calice spaiato!

Per partecipare:
Lasciate un commento a questo post, prima di tutto per sapere che partecipate e poi così potete raccontare la vostra disavventura con l'oggetto usato. Un feedback fa sempre bene :-P
Compilate il form qui sotto, ricordandovi di inserire il link dell'immagine e l'e-mail.

 Come sempre, non siete obbligati ne a diventare miei follower ne a pubblicizzare l'iniziativa in giro, anche se mi farebbe piacere ^^
Il giveaway si concluderà alla mezzanotte del 15 Ottobre ed il giorno successivo, salvo imprevisti, decreterò il vincitore. Non ci sarà un post con il nome del vincitore, ma vi avvertirò per e-mail perciò non dimenticatevi di segnarlo nel form e di controllare poi la posta!

Ed anche se avevo detto che i libri sarebbero stati tre, ho pensato di mettere in palio un altro libro. Con la speranza di far felici tanti Telefilm Addicted.
Spero di non aver fatto errori di grammatica...sarebbe imbarazzante ù.ù Però non ho voglia di ricontrollare il post XD Il mio Bianconiglio interiore mi sta dicendo che è tardi e che devo ancora: capire come funziona la sveglia nuova, fare le pagnotte del pane per lasciarle lievitare tutta la notte e...dormire.
Notte notte ^^

sabato 28 settembre 2013

Rubrica: Un albero di parole {6} Fila, Babbomorto, Pressure e...

'Sera!

Dovevo passare prima, ma Cattivissimo Me mi ha tenuta incollata al divano *-* Sdraiata, cuscino sotto la testa e copertina addosso non ce l'ho proprio fatta ad alzarmi per passare di qui. Dopo aver girato per 8 ore nel caos di un complesso commerciale ci stava. Inizio ad odiare uscire di sabato. C'è solo confusione. E nel ristorante con menù a buffet bisogna pure aspettare che si liberi un tavolo. Ed i bambini mi fregano tutto il gelato >.> E poi ci sono file ovunque...


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Fila
Sillabazione: Fì-la. Fila (Sostantivo)
Deriva dal latino: [Filus], Filo.
Significato: Insieme di cose o persone allineate una dopo l'altra.
Il discorso più rilevante che si può fare relativamente all'uso di questa parola non attiene al suo significato, ma ai suoi rapporti con la parola "filo", e fra i rispettivi plurali. Notiamo subito che, nonostante la comune radice etimologica, "la fila" e "il filo" sono due cose diverse: la fila è una successione di elementi, il filo è un elemento tessile lungo e sottile, e la prima, avendo l'aspetto di una linea, nasce come significato figurato del secondo.
Fin qui non sorgono problemi, ma è con i plurali di queste parole che la faccenda si complica: il plurale di "la fila" è "le file", (una fila di automobili, due file di automobili) mentre "il filo" ha due varianti di plurale: "i fili" e "le fila". Il maschile viene usato per indicare l'oggetto concreto (i fili di un tappeto), il femminile per indicare la trama, o comunque l'oggetto metaforico (le fila del racconto, le fila del complotto). Ma "le fila" non deve essere usato come plurale di "la fila". Sono due oggetti diversi. Capita spesso di leggere in libri o quotidiani, o di sentire in discorsi o film, espressioni come "serrare le fila" - espressioni improprie, in cui i concetti di "fila" e "filo" vengono confusi. Si serrano le file, non le fila: è un'espressione militare, e negli eserciti ci sono file di soldati, non fili di soldati.
Si dirà che l'uso di "le fila" come plurale di "la fila" è ormai invalso pacificamente, e può esser vero. Ma se "la fila" e "il filo" sono cose diverse, sono cose diverse anche "le file" e "le fila" (o "i fili").

Una parola dello Zingarelli al giorno: Babbomorto
Sillabazione: Bab–bo–mòr–to. Babbomorto (Sostantovo Maschile)
Deriva dalla locuzione a babbo morto, quando il babbo sarà morto.
Significato: Dal Toscano. Debito fatto dal figlio e pagabile alla morte del padre con l'eredità.
PluraleBabbimorti.

La parola del giorno del Ragazzini: Pressure
Tavole di flessionePressure (Sostantivo)
PronunciaPressure - prɛʃər
Significato: 1) (Fisica, Meccanica, Medicina.) Pressione. The pressure of a tyre; La pressione di un pneumatico. Water pressure; Pressione dell'acqua. Blood pressure; Pressione sanguigna. Atmospheric pressure; Pressione atmosferica2) (Fisica, Meccanica) Compressione. Pressure microphone; Microfono a compressione. 3) (Figurato) Pressione, costrizione, tensione, tensioni, stress. Economia: Prices have come under some slight pressure; Si sono registrate lievi tensioni sui prezzi. To bring pressure to bear on somebody; Esercitare (o fare) pressioni su qualcuno. To ease the pressure. Ridurre la pressione, allentare la tensione. Under pressure; Sotto pressione. To put pressure on somebody; Mettere qualcuno sotto pressione. To bow to pressure; Cedere a pressioni. Relentless pressure; Pressione incalzante. 4) Difficoltà. Financial pressure; difficoltà finanziarie. 5) (Militare e sport) Pressione. Pressing.
● (Meccanica) Pressure bar; Premilamiera. (Aeronautica) Pressure cabin; Cabina pressurizzata. (Metallurgia) Pressure casting; Pressofusione. Pressure cooker; pentola a pressione. (Meccanica, Automobilismo) Pressure feed; Alimentazione forzata. Pressure gauge; Manometro. Pressure plate; Spingidisco. (Politica, Economia) Pressure group; Gruppo di pressione. (Meccanica dei fluidi) Pressure head; Altezza piezometrica. Pressure of business; Affari urgenti, cumulo di lavoro. (Medicina) Pressure points; Punti cutanei sensibili alla pressione. Pressure regulator. Regolatore della pressione. (Informatica) Pressure sensitive; Sensibile alla pressione. (Tecnica) Pressure suit; Tuta pressurizzata. Pressure welding; Saldatura per pressione (Elettricità) Pressure switch; Interruttore a pressione. Pressure washer; Idropulitrice. (Commercio) Under the pressure of competition; Sotto lo stimolo della concorrenza. (Figurativo) To work at high pressure; Lavorare intensamente, essere sotto sforzo (o sotto pressione). To yield under pressure; Cedere per le pressioni subite.
SINONIMI: (Tensione). Stress, anxiety, strain, tension, demands.

Il Morandini consiglia: Habemus papam
DescrizioneItalia/Francia. 2011. Genere: Commedia drammatica Durata:104′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 3,5 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Morto il papa, a sorpresa i cardinali in conclave eleggono il francese Melville che accetta, ma al momento di affacciarsi al balcone di San Pietro urla la sua angoscia. Si convoca d'urgenza l'illustre psicoanalista Brezzi, ma è ininfluente. L'eletto non cambia idea, anzi, in borghese sfugge alla sorveglianza della scorta, gira per Roma e cerca sé stesso. Lo recuperano in un teatro mentre assiste alla messinscena del Gabbiano di Cechov (che conosce a memoria) e lo riportano ai suoi doveri. Prodotto dall'autore (Sacher) e da Procacci (Fandango), scritto con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli, il dodicesimo di Moretti, storia di una fuga impossibile, è un film complesso e stratificato. Mescola tragedia e commedia, generosità e melanconia, metafore e rimpianti, pessimismo e speranza, trovate geniali (nessuno tra i cardinali vuole essere eletto) e momenti banali, il senso del vuoto e la scissione tra Maschile e Femminile. Si chiude come all'inizio: il balcone rimane vuoto. Ha il suo atout in Piccoli, un'interpretazione memorabile, e collaboratori ineccepibili tra cui Alessandro Pesci (fotografia) e Paola Bizzarri (scene) che ha ricostruito gli interni del Vaticano in teatro. È forse il più importante, sicuramente il più ambizioso film di Moretti, ma non il più riuscito perché viziato dal suo narcisismo, quello per esempio che gli fa trascurare l'ex moglie psicoanalista di Brezzi e lo fa dilungare troppo nel torneo di pallavolo. 3 David di Donatello: Attore protagonista (Michel Piccoli), scenografo (Paola Bizzarri), costumista (Lina Merli Taviani).

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

Rubrica: Un albero di parole {5} Mulatto, Ampolloso, Pressing e...

'Sera ù.ù

Oh che stanchezza. Non credevo che uscire da un mercatino dell'usato senza comprare nessun libro fosse così faticoso! Questa volta mi sono fatta tentare solamente da una tisaniera e da un copri ipod, che tra l'altro ho pure sbagliato a comprare T.T Ma io credevo di avere il Nano ed invece le misure sono sballate...Sarà di una diversa generazione? Buh...Mi toccherà mettere mano alla mia creatività e sforbiciare sulla custodia in silicone ù.ù Non mi dispero più di tanto perché ci ho buttato solo 50 centesimi e con tutte le botte che prende ultimamente il mio fido compagno non potevo fare altrimenti...In realtà avrei potuto fare un copri ipod fighissimo in feltro a forma di animaletto puccioso, ma mi manca il colore giusto perciò finché non lo trovo mi arrangio così! Ok...Credo sia ora di mettere mano al vocabolario!


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Mulatto
Sillabazione: Mu-làt-to. Mulatto (Aggettivo - Sostantivo Maschile)
Deriva dallo spagnolo: [Mulato], derivato di mulo, animale ibrido, nato da un asino e una cavalla..
Significato: Figlio di un genitore dalla pelle bianca e di uno dalla pelle nera.
"Mulatto" solleva una questione di politica della lingua.
È una parola largamente impiegata per indicare chi abbia un colore di pelle a metà fra il bianco e il nero, in particolare, poiché figlio di genitori con colori di pelle diversa. Dall'etimo possiamo notare però che, fra tutti i sinonimi che si possono usare per indicare questa particolare qualità, non è il più lusinghiero, né il più neutro. Infatti il mulo, storicamente, non è proprio il principe della fattoria; e se probabilmente era l'esempio più immediato di ibrido, nell'immaginario dei tempi in cui questa parola è nata, oggi presentare il mulatto come un incrocio fra razze (equine) non è gradevole!
Forse la parola migliore per indicare la medesima qualità è "meticcio": non avrà un suono straordinariamente bello, ma deriva dal latino [mixtus], misto, un'origine decisamente più elegante e compassata.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Ampolloso
Sillabazione: Am–pol–ló–so. Ampolloso (Aggettivo)
Deriva da Ampolla, per la forma gonfia.
Significato: Ridondante, enfatico: tono e stile ampollosi.
Diminutivo: Ampollosetto.
Avverbio: Ampollosamente.
Sostantivo Femminile Invariabile: Ampollosità; Ridondanza, enfasi, eccessiva ricercatezza nel parlare o nello scrivere.

La parola del giorno del Ragazzini: Pressing
Tavole di flessionePressing (Aggettivo - Sostantivo)
PronunciaPressing - prɛsɪŋ
SignificatoAggettivo. 1) Incalzante, urgente, imminente, pressante. A pressing matter; Un affare pressante. Pressing need; Bisogno urgente. Pressing danger; pericolo imminente. 2) Insistente, caloroso, importuno. A pressing petitioner; Un postulante importuno. A pressing invitation; Un invito pressante.
SignificatoSostantivo1) Metallurgy/Metallurgia. Pressatura, (anche) stampaggio di lastre. 2) Stampaggio (specialmente di dischi). 3) Disco (fonografico) stampato. 4) Pressione, insistenza. It didn't take much pressing to convince him; Non è stato necessario insistere molto per convincerlo. 5) Pigiatura (dell'uva). 6) Stiratura. Clothes for pressing; Abiti da stirare.
N.B. E' un falso amico. Pressing non significa pressing in senso calcistico.

Il Morandini consiglia: Iron Man
DescrizioneUSA. 2008. Genere: Fantastico Durata:126′ Fotografia: Colori Visione Consigliata: Ragazzi (A Tutti). Voto Critica: 2,5 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Orfano, sottaniere e miliardario, Tony Stark produce armi. È rapito dai talebani, salva la pelle con l'applicazione di un cuore artificiale e si costruisce una super armatura per evadere. Ci riesce e, segnato dall'esperienza, diventa un super eroe pacifista. Creato da Stan Lee, Don Heck e Jack Kirby nel 1963 per la rivista Tales of Suspense, Iron Man è un eroe conservatore che ieri ha “armato” il Vietnam e oggi “attrezza” l'intervento afghano. Come tutti gli eroi della Marvel, anche Iron Man nasce da un episodio doloroso, ma non ha superpoteri, ha solo cervello e inventiva. E un sacco di soldi. E sceglie di metterli al servizio della pace. Downey, attore bravo e sofferto, gli conferisce spessore e calore e ci mette del suo per dare all'eroe più reazionario della Marvel una veste politicamente corretta..

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù

venerdì 27 settembre 2013

Rubrica: Un albero di parole {4} Scilinguagnolo, Ampolla, To snarl e...

'Sera ù.ù

Ebbene si...Dopo aver pubblicato il mio calendario sono scappata via dalla vergogna ù.ù
In realtà sono solo andata a fare la spesa, dato che il frigo stava piangendo, ma questi sono dettagli XD
Faccio una piccola toccata e fuga prima di andare a dormire per lasciarvi le parole di oggi. O dovrei dire di ieri? InZomma...Essendo mezzanotte passata la frase potrebbe essere un po' ambigua perciò dico che lascio le parole di mercoledì!


Un albero di parole, è una rubrica creata da Me, Medesima, Me Stessa. Nato un po' per caso ed un po' per necessità, questo nuovo spazio giornaliero ha lo scopo di arricchire un vocabolario che va via via impoverendosi sempre più. Si sà, la speranza è l'ultima a morire.
E siccome la mia dipendenza da Telefilm mi ha portato ad avvicinarmi alla lingua inglese (più di quanto pensassi ù.ù), grazie al Ragazzini, ci sarà una parola anche in Inglese. Ad arricchire il tutto, infine, troverete in chiusura il film del giorno, perché queste sconosciute non sono solo le parole.

Una parola al giorno: Scilinguagnolo
Sillabazione: Sci-lin-guà-gno-lo. Scilinguagnolo (Sostantivo Maschile)
Forse deriva dal latino: [sublinguaneus], composta da [sub] sotto e [lingua] lingua.
Significato: Frenulo linguale, parlantina.
È una parola buffa, colorita, e dal suono felicissimo. Guardando alla sua evoluzione, non è difficile immaginare come sia accaduto che dal nome popolare di un elemento anatomico della lingua sia passata metaforicamente ad indicare la parlantina: lo scilinguagnolo è il frenulo linguale, e il suo nesso con la scioltezza della lingua è intuitivo e immediato.
Dato che non capita spesso di impiegare nomi popolari di elementi anatomici (almeno, non di questo), questa parola può essere più utilmente usata proprio in senso metaforico, con dei bei colori di brio ed ironia. Alla cena di famiglia si parlerà a lungo col nipotino, che già alla sua età mostra un discreto scilinguagnolo; Gli studenti con un buono scilinguagnolo riusciranno a fare intendere al professore che hanno studiato ciò che invece non hanno studiato; E in fila dal medico ci si ritroverà preda dell'inesorabile scilinguagnolo degli altri pazienti.

Una parola dello Zingarelli al giorno: Ampolla
Sillabazione: Am–pól–la. Ampolla (Sostantivo Femminile)
Dal latino: [ampŭlla(m)], diminutivo di ămphora, dal greco [amphoréus]; Voce composta da [amphí] dalle due parti e [phérō] io porto.
Significato: 1) Piccolo recipiente in vetro o in ceramica, a base larga e panciuta e a imboccatura stretta: le ampolle dell'olio, dell'aceto. 2) Involucro, specialmente di vetro, in cui viene praticato il vuoto o vengono introdotti gas inerti per consentire particolari effetti elettrici o elettronici: ampolla del tubo a raggi catodici, a raggi X. 3) Vasetto metallico contenente l'olio sacro. 4) Anatomia. Segmento più espanso di un condottoAmpolla rettale, ultimo tratto, dilatato, dell'intestino retto. 5) Raro. Rigonfiamento simile a vescica visibile talvolta in alcuni vegetali.
Diminutivo: Ampolletta, ampollina.
Diminutivo Maschile: Ampollino.

La parola del giorno del Ragazzini: To Snarl
Tavole di flessioneTo Snarl (Verbo)
PronunciaSnarl - snɑ:l
Significato: Verbo Intransitivo1) Ringhiare (del cane). 2) Parlare con acredine o rabbiosamente. 3) Figurato. Ringhiare. 4) Aggrovigliarsi, arruffarsi, ingarbugliarsi. 5) Automobilistico. (Spesso to snarl upIngorgarsi, intasarsi.
Significato: Verbo Transitivo1) (Di solito to snarl out) Esprimere, o manifestare o sfogare, con parole aspre, stizzose; grugnire. To snarl (out) one's contempt [discontent]; Manifestare il proprio disprezzo [sfogare la propria scontentezza] con parole aspre, stizzose. 2) Aggrovigliare, arruffare e ingarbugliare. A snarled skein; Una matassa arruffata. 3) (Spesso to snarl up) Mettere in disordine, gettare nello scompiglio, intasare, ingorgare. The pile-ups snarled up traffic on the M6; I tamponamenti a catena hanno intasato il traffico sull'autostrada M6.

Il Morandini consiglia: Roma città aperta
DescrizioneItalia. 1945. Genere: Drammatico Durata:103′ Fotografia: Bianco&Nero Visione Consigliata: A Tutti. Voto Critica: 4 Voto Pubblico: 4
Recensione (Il Morandini 2013): Nella Roma del 1943-44, occupata dai nazifascisti, la lotta, le sofferenze, i sacrifici della gente sono raccontati attraverso le vicende di una popolana, di un sacerdote e di un ingegnere comunista: la prima è abbattuta da una raffica di mitra; il terzo muore sotto le torture; il secondo viene fucilato all'alba alla periferia di Roma, salutato dai ragazzini della sua parrocchia. Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di neorealismo. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. Nastri d'argento per il Miglior film e Miglior attrice non protagonista ad Anna Magnani. Grande successo internazionale, molti premi all'estero e una nomination all'Oscar della sceneggiatura firmata da Roberto Rossellini, Sergio Amidei e Federico Fellini. Titolo inglese: Open City.

Il banner della rubrica è stato realizzato utilizzando un'immagine che ritrae un albero ideato e realizzato da Gariwo, con la calligrafia di Marta Mapelli, per celebrare le parole chiave utilizzate durante la Giornata europea dei Giusti (6 Marzo). Io ho semplicemente fatto il negativo dell'immagine e giochicchiato con i colori ù.ù
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...